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Polizia Locale, proposte di riforma a confronto
Roma- Affollatissimo convegno al Campidoglio

Italia Oggi 27/3/2009

Nelle politiche della sicurezza, seppur nel rispetto dei ruoli, è acclarato che il valore della «prossimità» sia più consono alla polizia locale che alle forze di polizia dello stato: per ragioni storiche, organizzative e di competenza, in quanto le problematiche riscontrate sui territori coinvolgono competenze proprie ed esclusive dei comuni o comunque del sistema delle autonomie locali. Ma un sistema pubblico di sicurezza a tutt'oggi rimane imbrigliato da tentativi di sovrapposizione di ruoli e competenze, o da impieghi impropri rispetto alle finalità istituzionali.

Su tale tema le proposte di legge attualmente in discussione al senato presentate dai senatori Saia e Barbolini contengono, nella loro prima parte, gli elementi fondamentali di un nuovo modello di sicurezza pubblica, in cui però è chiaro che i protagonisti debbano restare i pubblici ufficiali che rispondono ai cittadini del loro operato.

È questa la chiara posizione espressa dal segretario generale aggiunto della Uil Fpl Mario Comollo, all'avvio del convegno da essa promosso a Roma il 18 marzo scorso, in Campidoglio presso la Sala Protomoteca, alla presenza di una delegazione di Siapol e Siulpl, organizzazioni sindacali della categoria, del sindaco Gianni Alemanno e del senatore Barbolini. Comollo ha voluto ribadire che la politica della sicurezza è e resta in capo allo stato con l'ausilio dei corpi di polizia locale e che forme di surroga impropria porterebbero a pericolosi ridimensionamenti degli organici e attenuazione delle tutele costituzionali.

La proposta Barbolini in materia di funzioni di polizia locale appare più rispondente rispetto alla pdl Saia, poiché il valore aggiunto della polizia locale è proprio nelle sue competenze storiche. Invece, nelle modalità di esercizio delle funzioni di polizia locale riconducibili alle legge e alle prerogative che ne conseguono, appare più convincente la proposta Saia che obbliga i comuni e le province a costituire i corpi. Aspetto decisivo è la definizione di profili professionali che debbono assumere carattere uniforme sull'intero territorio nazionale.

Sul delicato ruolo dei comandanti, ipotesi su cui concorda anche il segretario generale Siapol Ernesto Cassinelli, si ritiene sostenibile la formulazione indicata dal testo Saia che individua tale responsabilità fra coloro che abbiano superato un apposito corso di abilitazione presso la scuola regionale e che sia comunque un appartenente ai corpi medesimi.

A entrambe le proposte legislative va il merito, per la parte previdenziale e assistenziale, della formale e sostanziale equiparazione per gli appartenenti alle polizie locali con quelle dello stato. Si pone un problema di finanziamento sulla indennità specifica, attualmente chiamata impropriamente «di vigilanza», cui lo stato deve in qualche modo concorrere con risorse certe. Una sostanziale rivalutazione di questa indennità con specifici capitoli di bilancio previsti da entrambe le due proposte andrebbe rapportata nella misura pari all'80% di quella riconosciuta al personale della polizia di stato di cui all'art. 43 della legge 121/81. Sulle articolazioni orarie e le flessibilità della polizia locale occorre consentire di utilizzare risorse proprie del bilancio dell'ente.

a cura di Giuseppe Falanga responsabile relazioni esterne del Siapol