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BASTA MULTE STRUMENTALI CHE SERVONO A FARE CASSA
di Giangiacomo Schiavi

dal Corriere della Sera

9 aprile 2009- DALLA PARTE DEL CITTADINO

Caro Schiavi, nessuno paga le multe con piacere, però quando si sbaglia ci si deve rassegnare. Io ho fatto così dopo una contravvenzione per la sosta vietata nello spazio del bus. L’auto è stata anche rimossa, per cui ho lasciato dati e generalità e ho pagato sia il carro-attrezzi che il bollettino recapitato a casa. Tutto a posto? No. Con mia sorpresa ho ricevuto un’ingiunzione di pagamento da 263 euro per non aver comunicato gli estremi della patente. Mi è stato detto che c’era un avviso nel bollettino della multa: ma io non l’ho visto. Se pago non verranno scalati due punti dalla patente; se mostro la patente, oggi, non serve più: devo pagare lo stesso. Se ricorro al giudice di pace, forse mi danno ragione. Ma perché questa persecuzione ai danni dei cittadini perbene ?

Anna C.

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Gentile Anna,

viviamo in un presente complesso e travagliato, ma nelle comunicazioni tra istituzioni e cittadino a volte ci sembra di essere ancora al Medioevo. Sulle multe e su certi bollettini è arrivato il tempo di ingaggiare una battaglia per la chiarezza e la trasparenza, per rendere facile la giustificazione al cittadino onesto e obbligare i furbi a non farla franca. Bisogna dire subito che ci sono vessazioni inutili, che vanno contrastate civilmente, con le ragioni del buon senso. Fermo restando il principio che chi contravviene a un divieto deve pagare, i casi di ingiusto accanimento stanno diventando un’esagerazione. Ci sono troppe multe per i cartelli poco chiari (tra Ecopass e zone traffico limitato è stata fatta una strage), e sembrano davvero strumentali le multe per un avviso non visto, perché segnalato male. Nel suo caso, la sanzione aggiuntiva ci sembra un atto di slealtà. La Corte costituzionale dice che lei non ha adempiuto all’obbligo di collaborare: forse doveva essere messa nelle condizioni migliori per farlo, diciamo noi. Ma il Comune si limita alle norme di legge: perché deve aiutarla a risparmiare 263 euro? È contro i suoi interessi di bottega. C’è lo Stato-canaglia, come scrive il nostro Ostellino, e c’è il Comune-nemico. Ci marciano tutti sui bizantinismi del codice: intanto si fa cassa. Un sindacato dei vigili urbani, il Siapol, dice che basterebbe una piccola modifica al testo del Codice della strada. Si dovrebbe scrivere: «Il proprietario del veicolo subirà la decurtazione dei punti salvo comunicazione contraria». È così che si incoraggiano i principi della buona amministrazione. Io non credo che il Comune si impegni a rendere più visibile l’avvertenza: ha l’alibi della legge. Le resta il giudice di pace: ma il Comune si costituirà parte civile. È in trappola, cara Anna. Servirebbe una carta dei diritti del cittadino: chi ha proposte può anche chiamare allo 02-62827382. Cominciamo così: primo, non vessare il buon cittadino.

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