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Anche la citta' mette i vacanzieri in riga
Panoramica tra le ordinanze estive


Non solo il bagnasciuga. Anche le vie, gli spazi di relax come parchi e giardini e persino le scalinate sono oggetto di attenta regolamentazione nelle città turistiche. I suoni molesti sono in cima alle lamentele dei villeggianti. Così il sindaco di Forte dei Marmi, nel cuore della Versilia, già dallo scorso anno ha imposto il divieto di tagliare l'erba con strumentazioni elettriche nel weekend e nelle ore pomeridiane, quelle deputate alla pennichella dopo ore passate al mare.

 

Per lo stesso motivo, non sorprende leggere che a Positano, Ischia e Capri è vietato camminare con gli zoccoli. Anche se poi, stando alle testimonianze di chi ci vive, la disposizione non viene fatta rispettare granché. E questo è il principale fattore di criticità delle ordinanze estive, insieme con la scarsa conoscenza da parte dei turisti: chi viene da fuori, quasi mai è consapevole dei divieti imposti a livello comunale, anche perché non ci sono indicazioni in tal senso sulle guide turistiche.

 

Nello stesso filone si inserisce l'ordinanza del sindaco di Positano, che impedisce fuochi d'artificio durante le feste private, ad esclusione del sabato. Multa da 50 a 500 euro. Stesso discorso a Campobello di Mazara, dove dallo scorso anno non va più in scena il tradizionale falò di Ferragosto. I fuochi, infatti, sono banditi da tutte le spiagge regionali per scongiurare il rischio incendi che tanti danni ha prodotto in passato. A Marina di Camerota, nel cuore del Cilento, lo stop alla musica arriva a mezzanotte e lo stesso vale per delle mete romagnole più gettonate dell'estate come Milano Marittima e Cervia. A Scario (Salerno) è vietato girare per le strade in costume e a torso nudo per motivi di decoro. Divieto di balneazione notturna, invece a Capitello, dalle parti di Sapri. Restando nel salernitano, a Maiori è vietato riverniciare e pulire imbarcazioni direttamente sulla spiaggia. In piazza San Marco a Venezia, i turisti non possono sedersi sui gradini dei monumenti per mangiare e devono indossare abiti decorosi sopra le tenute da spiaggia.

 

Attenzione al luogo della sosta. Sedersi sulla panchina per rifiatare dal caldo estivo va bene, ma a patto di non comportarsi «come a casa propria». A Viareggio, infatti, proibito appoggiare i piedi sulle panchine del lungomare a qualsiasi ora del giorno. Le ordinanze che si sono succedute negli ultimi anni stabiliscono, inoltre, che è vietato: fare shopping in bikini, circolare sulle vie cittadine in tenuta balneare, sdraiarsi sui marciapiedi, lavarsi nelle fontane, bivaccare sul verde delle aiuole, rampicarsi su pali e alberi negli spazi pubblici, su monumenti e segnaletica, vietato allenarsi in salti con lo skateboard, esercitare mestieri girovaghi, salvo negli spazi e negli orari stabiliti. A Voghera invece non ci si può sedere in più di tre persone su una panchina dopo le 23 per non disturbare chi già dorme a quell'ora. Scegliere il posto sbagliato dove sedersi può costare caro, fino a 500 euro. A tanto ammonta, infatti, la multa per chi si rilassa sulla scalinata che porta dalla piazzetta di Capri alla chiesa di Santo Stefano. In questo caso, l'ordinanza risale al 2003 (la n. 98, integrata dalla n. 73 del maggio 2009 ) e ha una sua ragione precisa: tantissimi turisti, soprattutto stranieri, arrivano nell'isola campana proprio per ammirare la piazza più famosa del mondo. Con conseguenti problemi di ingorgo che verrebbero aggravati da gente in sosta. A Genova, invece, non si può bivaccare nei vicoli del centro storico dalle 22 alle 6. Sedersi sul bordo di fioriere e fontane di piazza Colombo, a Sanremo, è un privilegio riservato ai bambini sotto i 12 anni e agli anziani sopra i 60. Lo ha stabilito un'ordinanza del sindaco della città dei fiori, Maurizio Zoccarato. Un modo, ha spiegato il primo cittadino, per tenere lontani gli sbandati dal salotto cittadino. Inoltre, è vietato girare per le strade cittadine a torso nudo, gettare rifiuti fuori dai contenitori e bagnarsi nelle vasche pubbliche.

 

A Sorrento è vietato avvicinare i turisti per invitarli a uno spuntino o a una cena ai tavoli di bar e ristoranti. O meglio, è ammesso, ma a patto che l'invito non avvenga «in forma petulante e molesta, creando anche ostacoli alla circolazione pedonale, fermano i passanti invitandoli a entrare nei propri negozi». Una misura per contrastare «un increscioso modo di esercitare l'attività commerciale» che «lede l'immagine della città soprattutto in considerazione della sua vocazione turistica». Vincoli sono stati previsti nella cittadina napoletano anche per gli artisti di strada: chi pratica attività rumorose non può stazionare nello stesso punto per più di 15 minuti. Quindi, deve spostarsi di almeno 500 metri: le attività rumorose possono essere esercitate dalle 9 alle 14 e dalle 16.30 alle 22.30, mentre quelle non rumorose dalle 9 alle 24. Ad Albisola Marina (Savona), per contrastare l'abitudine diffusa ad abbandonarsi a pennichelle all'ombra, un'ordinanza vieta di sdraiarsi nelle aiuole comunali. E nella vicina Alassio, nei giardini pubblici, non si può nemmeno mangiare.

 Italia Oggi  Duilio Lui  3 agosto 2009