Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Sulla sicurezza da oggi si cambia
La legge 94/2009 entra in vigore e una circolare del ministero dell'interno illustra le novità

Italia Oggi 8 agosto 2009 di Antonio G. Paladino

Clandestini multati, beni mafiosi alla p.a., stretta sulle gare

Chi entra e soggiorna illegalmente nel territorio italiano da oggi commette un reato punibile con l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Si pagherà per avere il permesso di soggiorno e chi vorrà stare un lungo periodo in Italia dovrà superare un test sulla nostra lingua. Chi non denuncia di essere stato vittima di estorsioni, non potrà partecipare a gare per affidamento di appalti di lavori, forniture, servizi e concessioni di lavori pubblici. I beni mobili dei mafiosi andranno allo Stato, che potrà utilizzarli per operazioni di polizia giudiziaria e agli altri enti pubblici non economici per interventi di protezione civile e tutela ambientale. Tutto questo da oggi entra in vigore per effetto della legge n. 94/2009, al centro della circolare del ministero dell'interno n. 557, diffusa ieri proprio in preparazione dell'entrata in vigore della normativa.

Immigrazione clandestina, è reato

Viene, quindi, introdotto il reato di ingresso e di soggiorno illegale nel territorio dello stato che consiste in una contravvenzione, punita con l'ammenda, applicabile allo straniero (cittadino non residente in paesi Ue) che entra o si trattiene sul territorio nazionale. Sulla commissione del reato, la legge indica che è il giudice di pace competente per territorio a doversi pronunciare. È possibile sostituire la condanna con l'espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera (deve pronunciarsi, però, il giudice di pace). Si evidenzia che il nuovo reato è contestato allo straniero che entra o si trattiene in Italia. Non è applicabile, quindi, nei confronti dello straniero respinto alla frontiera. Nel caso in cui lo straniero che entra o si trattiene sul territorio nazionale chiede la protezione internazionale, il procedimento penale è sospeso fino alla decisione sulla domanda di asilo. Al termine della suddetta procedura di asilo, se allo straniero è rilasciato il permesso di soggiorno per rifugiato o per motivi di protezione sussidiaria o umanitari, il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Nelle ipotesi in cui, invece, l'azione penale viene esercitata, lo straniero denunciato è rimpatriato senza che sia necessario acquisire, preventivamente, il nulla osta dal giudice competente per l'accertamento del reato. Infine, se lo straniero rientra illegalmente in Italia prima della scadenza del divieto di reingresso, l'azione penale va riproposta.

Permessi di soggiorno

Da oggi entra in vigore l'obbligo, per lo straniero che richiede il permesso di soggiorno, di versare un contributo, compreso tra gli 80 e i 200 euro, il cui importo e le relative modalità di versamento saranno determinate con decreto interministeriale. Sono esenti dal versamento gli stranieri che chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo politico, per protezione sussidiaria e per motivi umanitari. A prescindere dal motivo per il quale lo straniero si trova in Italia, il rinnovo del permesso di soggiorno è richiesto dallo stesso al questore della provincia in cui dimora, almeno sessanta giorni prima della scadenza, ed è sottoposto alla verifica delle condizioni previste per il rilascio dal Tulps.

Gli stranieri dovranno portare sempre con sé il permesso di soggiorno. Infatti, da oggi, è punibile lo straniero che, a richiesta degli ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, non esibisce, senza giustificato motivo, oltre al passaporto o altro documento di identificazione, anche il permesso di soggiorno o altro documento attestante la regolare permanenza in Italia. Quindi, lo straniero è sanzionabile qualora, pur esibendo un suo documento identificativo, non esibisca, senza giustificato motivo, anche il titolo che lo legittima a soggiornare regolarmente sul territorio nazionale. Infine, chi vuole stare più tempo nel nostro paese, dovrà dimostrare di saper parlare l'italiano. Ecco perché la legge sulla sicurezza ha introdotto una nuova disposizione, quella secondo cui, i soggiornanti «di lungo periodo», ai fini del rilascio, dovranno superare un test di conoscenza della lingua italiana, secondo criteri che saranno definiti da un apposito decreto ministeriale.

Chi non denuncia il pizzo è fuori dalle gare

Le imprese e i professionisti che non denunceranno di essere stati vittime di richieste estorsive o di concussione, non potranno partecipare a gare per l'affidamento di appalti pubblici. Con questa norma, meglio nota come «anti-racket», si modifica l'attuale disposizione letterale dell'articolo 38 del codice dei contratti pubblici. Si introduce, pertanto, un'ulteriore categoria di esclusi dalle citate gare d'appalto. Vale a dire i titolari o i direttori tecnici (per le imprese individuali), i soci o i direttori tecnici (per le società in nome collettivo), i soci accomandatari o il direttore tecnico per le società in accomandita semplice che non potranno partecipare ad alcuna gara pubblica, qualora tali soggetti, essendo stati vittime di concussioni o estorsioni aggravate, non abbiano denunciato i fatti all'autorità giudiziaria, salvo che l'omissione sia stata commessa in stato di necessità o di legittima difesa». Il pm procedente deve comunicare tale circostanza all'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, insieme alle generalità del soggetto che ha omesso la denuncia. Successivamente, detta Authority provvederà alla sua pubblicazione sul sito internet dell'Osservatorio dei contratti pubblici.

I beni mobili sequestrati vanno allo stato

Auto, imbarcazioni, natanti ed aeromobili appartenuti alla criminalità organizzata e ora in custodia giudiziaria, arricchiranno il parco dei beni mobili dello stato e degli enti pubblici non economici. Si prevede che l'autorità giudiziaria possa affidare in custodia giudiziale agli organi di polizia, che possono usarli anche per esigenze di polizia giudiziaria, i beni mobili registrati, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili sequestrati alle organizzazioni criminali. Gli enti pubblici non economici potranno utilizzarli per finalità di giustizia, protezione civile o per la tutela dell'ambiente.