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Le spese per i nonni vigili entrano nel patto di stabilitÓ
Corte conti Veneto sull'obbligo di riduzione dei costi per il personale

I compensi che le amministrazioni comunali erogano alle persone anziane per il servizio di vigilanza davanti le scuole, meglio noto come «nonni vigili», rientrano nel computo del limite di spesa per il personale previsto dal comma 557 della legge finanziaria 2007.

È quanto ha precisato la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto, nel testo del parere n. 153/2009, con il quale ha sciolto il dubbio in merito alla rilevanza delle somme erogate per tali servizi ai fini dell'obbligo di riduzione delle spese di personale.

Come si ricorderà, infatti, la norma richiamata ha imposto agli enti locali assoggettati al patto di stabilità, l'obbligo di assicurare la riduzione delle spese di personale, garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale.

Ai fini dell'applicazione della norma, scrive il collegio rispondendo al quesito posto dal comune di Vigonza, bisogna ricordare che l'articolo 76 del decreto legge n. 112 del 2008 ha rilevato espressamente che «costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione continuata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente».

A ben vedere una formulazione molto ampia ed onnicomprensiva che, a parere del collegio veneto, ricomprende anche l'ipotesi prospettata dei «nonni vigili». Infatti, la fattispecie posta all'esame rientra tra quelle attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito di attività istituzionali a carattere sociale e solidale.

Sul punto, l'Agenzia delle entrate ha chiarito che le prestazioni di lavoro rese dalle persone anziane a favore delle amministrazioni locali per i servizi di vigilanza sono riconducibili alla categoria reddituale dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. l), del Tuir (Ris. n. 378/2008).

Ciò che qui rileva è che la qualificazione del rapporto di lavoro è «irrilevante», in quanto nel computo del limite di spesa previsto dalla legge finanziaria 2007 devono essere incluse tutte le spese connesse direttamente all'utilizzo di attività lavorative a favore del Comune, indipendentemente dall'imputazione contabile e dal regime fiscale. 

Antonio G.Paladino - Italia Oggi 25/9/2009 (Riproduzione riservata- Si ringrazia l'Editore per la gentile concessione)