Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Auto fantasma, scoperti 840 prestanome. A Milano un proprietario per 1.641 vetture
La polizia municipale: «Cambiare le norme sul passaggio di proprietà»

Gli agenti della polizia municipale di Roma hanno condotto un'indagine sulle "auto fantasma", vetture intestate a prestanome che non esistono per anagrafe, fisco o Pra, non hanno la patente, alcuni sono pensionati o deceduti, sono irreperibili nelle residenze dichiarate.

Sono stati scoperti 840 proprietari in tutta Italia di oltre 151 mila auto per le quali sono stati inventati falsi passaggi di proprietà. Tra Roma e Provincia a 25 persone sono intestati 5.634 veicoli. Record a Milano: 1.641 auto per un solo proprietario. I veicoli immatricolati nella provincia per i quali risultano passaggi di proprietà irregolari sono 12.153 intestati a solre 53 persone.

Non è da meno Napoli dove 85 persone possiedono 16.453 autovetture (alcuni 966, altri 668 o 628). A Roma e provincia sono invece in 25 ad essere proprietari di 5.634 autovetture, mentre a Bari 31 persone 'guidanò 4.686 auto. Anche Torino non è rimasta immune dal fenomeno: per un totale di 7.730 veicoli immatricolati risultano 33 proprietari. Tra questi uno di essi ne possiede ben 1.299, altri solo 841 o 529 a testa. Scorrendo l'elenco delle province si scopre che anche province più piccole non sono da meno: a Caltanisetta per esempio i proprietari finti sono solo 4 per un totale di 901 veicoli. Di questi solo uno ne possiede ben 451. E a Biella per 556 veicoli solo 3 intestatari.

Chi sono i prestanome. Tra questi molti sono zingari, stranieri irregolari, pregiudicati: tutti soggetti alla guida di auto che gli sono state fittiziamente vendute.

Le indagini, iniziate un anno fa dagli agenti dell'VIII Gruppo della polizia municipale, diretto dal colonnello Antonio Di Maggio, su delega del sostituto procuratore della Repubblica Dda di Roma Carlo La Speranza, hanno anche permesso di scoprire una centrale di stampa di documenti, tutti rigorosamente falsi destinati ad usi diversi. Tra i documenti sequestrati dagli investigatori diretti da Di Maggio - una ventina in tutto che hanno passato al setaccio i finti passaggi di proprietà su tutto il territorio nazionale - figurano: contrassegni di assicurazioni; carte d' identità; certificati di proprietà del Pra; carte di circolazione; ricevute di multe o bollette elettriche pagate o finte buste paga. Una scoperta che dimostra il danno finanziario per erario, province e regioni. Solo di bolli non pagati il danno è calcolato attorno ai 40 milioni di euro. Il Gazzettino 17/10/2009

_________________________________________________________________________________

«Cambiare il Codice della strada laddove regolamenta il passaggio di proprietà di autoveicoli».

Lo auspica il comandante degli agenti della polizia municipale dell'VIII gruppo di Roma che, indagando su incidenti con omissione di soccorso, molto numerosi nella periferia est della capitale, hanno scoperchiato il business nazionale degli intestatari fittizi delle autovetture, Antonio Di Maggio.

«Quanto scoperto con la nostra indagine, con centinaia di prestanome intestatari fittizi di autoveicoli in tutte le province sul territorio nazionale, suggerisce - ha spiegato - che il legislatore valuti la necessità di modificare quelle norme del Codice della Strada che riguardano le modalità di passaggi di proprietà e ponga un limite al numero di veicoli che un singolo può acquistare».

Un fenomeno che consente tra l'altro di «non pagare oltre a bolli e assicurazioni le multe». A Roma a carico di due intestatari risultano rispettivamente 625 e 551 multe per oltre 160 mila euro mai entrati nelle casse del Comune. L'indagine «auto fantasma» ha infatti dimostrato come «in alcune situazioni la semplificazione legislativa consente ai criminali di aggirarle. Nel caso delle 'auto fantasmà, molte delle quali responsabili di incidenti o utilizzate per crimini diversi, le nostre indagini hanno infatti verificato l'impossibilità di risalire ai veri proprietari delle autovetture».   Il Gazzettino 17/10/2009