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La Polizia municipale verbalizza il 64,9% del totale degli incidenti stradali
Diffusi i dati 2008 elaborati dall'Istat

Ogni giorno in Italia si verificano in media 598 incidenti stradali, che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849. Nel complesso, nell'anno 2008 gli incidenti stradali rilevati sono stati 218.963. Essi hanno causato il decesso di 4.731 persone, mentre altre 310.739 hanno subito lesioni di diversa gravità.

La verbalizzazione degli incidenti stradali assume il valore massimo per gli incidenti rilevati dalla Polizia municipale, che opera fondamentalmente all'interno delle città; tale valore rappresenta il 64,9% del totale degli incidenti, mentre le verbalizzazioni rilevate dalla Polizia stradale e dai Carabinieri rappresentano, rispettivamente, il 19,4% e il 15,4% degli incidenti.

Tra il 2000 e il 2008 si è registrato un calo del 14,6% per quanto riguarda il numero di incidenti, del 13,7% per i feriti e del 33,0% per il numero di morti in incidente. Va sottolineato che, nello stesso arco di tempo, il parco veicolare è cresciuto del 17,7%. Nello stesso periodo si è registrata una costante riduzione della gravità degli incidenti, evidenziata dall’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti), che si attesta al 2,2% nel 2008 contro il 2,8% del 2000, e dall’indice di gravità, che passa da 1,9 a 1,5 decessi ogni 100 infortunati.

(fonte: Istat 13/11/2009)

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Di seguito si riportano le principali definizioni utilizzate nell’indagine:

incidenti stradali: risultano quelli che si verificano in una strada aperta alla circolazione pubblica, in seguito ai quali una o più persone sono rimaste ferite o uccise e nei quali almeno unveicolo è rimasto implicato.

morti: le persone decedute sul colpo (entro le 24 ore) o quelle decedute dal secondo al trentesimogiorno, a partire da quello dell’incidente compreso.

feriti: le persone che hanno subito lesioni, di qualsiasi gravità, al proprio corpo a seguito dell’incidente.

I modelli di rilevazione, i flussi e i soggetti coinvolti nell’indagine

La rilevazione, come accennato già sopra, viene effettuata mediante autocompilazione del questionariocartaceo o informatizzato (modello Istat Ctt/Inc).

Il modello di rilevazione deve essere compilato in ogni sua parte per ogni singolo incidente stradale con lesioni a persone (morti e/o feriti) e trasmesso all’Istat (Servizio Sanità e Assistenza, U.O. SAN/H “Incidentalità stradale”, Viale Liegi n. 13 – 00198 Roma) con periodicità mensile entro 45 giorni dal mese di rilevazione.

Gli organi rilevatori, a seconda del proprio grado di informatizzazione, trasmettono mensilmente i dati elementari all’Istat inviando i modelli compilati o i file già registrati su supporto magnetico (trasmissionee-mail). Il grado di informatizzazione dell’indagine è attualmente pari circa al 72 per cento.I dati, come accennato in precedenza, sono trasmessi all’Istat per via telematica dal Ministero dell'interno (incidenti rilevati dalla Polizia stradale) e dai principali Comuni all’indirizzo ufficiale di posta elettronica incstrad@istat.it e per via cartacea dai Carabinieri e dai piccoli e medi Comuni.

I risultati dell’indagine sono pubblicati regolarmente dal 1952. L’indagine è stata più volte ristrutturata, l’ultima volta nel 1991, anno in cui l’Istituto ha provveduto ad uniformare il concetto di incidente stradale alle definizioni internazionali (viene, infatti, interrotta la registrazione degli incidenti stradali che non comportano danni alle persone con conseguente riduzione di carico di lavoro da parte delle Amministrazioni pubbliche interessate alla rilevazione dei dati).

A partire dal 1999 l’Istat ha valorizzato forme di collaborazione a livello locale che consentono agli operatori provinciali di collaborare alla fase di rilevazione.

In sostanza, l’Istat, mediante specifiche convenzioni, consente all’Ufficio di statistica delle Province interessate a svolgere un ruolo attivo nel settore delle statistiche sull’incidentalità, la disponibilità, nei limiti e con le modalità di cui al decreto legislativo n. 322/89, dei modelli di rilevazione statistica relativi agli incidenti verificatisi su una certa Provincia. In tal modo vengono decentrate alla Provincia le fasi di raccolta e di verifica quali-quantitativa dei modelli di rilevazione, della loro memorizzazione su supporto magnetico e del successivo invio all’Istat, sulla base del tracciato record di riferimento e nel rispetto dei tempi previsti per la rilevazione. I dati raccolti ed elaborati dalla Provincia sono considerati ‘provvisori’ in attesa della successiva validazione da parte dell’Istat. Il suddetto decentramento è stato applicato nelle Province di Torino, Milano, Mantova, Bolzano, Trento, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Parma, Rimini, Vicenza, Treviso, Rovigo, Viterbo, Crotone e Bari con risultati positivi in termini di qualità e di quantità di dati raccolti.

 Al fine di migliorare la qualità dell’informazione statistica dei dati degli incidenti stradali rilevati nella Regione Umbria e nella Regione Campania, a partire dall’anno di rilevazione 2007 l’Istat ha decentrato la raccolta, la registrazione, il controllo quali-quantitativo e l’informatizzazione dei dati agli Uffici Regionali Istat per l’Umbria e per la Campania.

Nel dicembre del 2007 è stato stipulato un Protocollo di Intesa per il coordinamento delle attività inerentila rilevazione statistica sull’incidentalità stradale tra Istat, Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Ministero dei Trasporti, Conferenza delle Regioni e della Province Autonome, UPI e ANCI.Il suddetto Protocollo consentirà alle Regioni, che aderiranno presentando un Progetto di organizzazione delle attività connesse alla gestione della rilevazione degli incidenti stradali sul territorio regionale di propria competenza, di effettuare una sperimentazione biennale in ordine alla raccolta, registrazione, controllo dei dati e successivo invio all’Istat. Al fine di porre in essere i nuovi assetti organizzativi, l’Istat si avvarrà di un Comitato di gestione designato ad hoc. Decorsi due anni, se i risultati saranno positivi, la sperimentazione potrà essere considerata conclusa con conseguente messa a regime della nuova modalità sperimentata.

Ad oggi, le Regioni che stanno sperimentando con l’Istat un progetto di decentramento già approvato sono le seguenti: Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Puglia, Friuli Venezia-Giulia.