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Incidenti stradali-Al mondo 1,2 milioni di morti ma il problema sono i feriti
Vittime in forte dimunuzione ma crescono in modo incontrollato i feriti

Nuovo allarme dell'European Transport Safety Council, l'organizzazione no profit che ha sede a Bruxelles: in tutto il mondo se le vittime da incidenti stradali sono in continua diminuzione - e comunque parliamo di qualcosa come 1,2 milioni morti l'anno - i feriti sono in continua ascesa visto che oggi sono arrivati a 50 milioni, con un enorme danno per la collettività.

L'impressionante dato è emerso in occasione della prima conferenza delle Nazioni Unite sulla Sicurezza Stradale che si è aperta oggi a Mosca e preannunzia scenari tutt'altro che tranquillizzanti.

Se continua così, infatti, secondo le stime della World Health Organization entro il 2030 gli incidenti stradali potrebbero arrivare al quinto posto delle cause di morte nel mondo (nel 2004 erano al nono posto). Anche se nell'Europa dei 27 la mortalità stradale è inferiore a quella degli Stati Uniti e se tre nazioni nel nostro Continente (Svezia, Olanda e Inghilterra) hanno le strade statisticamente più sicure del mondo, il lavoro da compiere per arrestare questa tendenza è ancora lungo e impegnativo.

Cosa fare? Secondo l' ETSC fissare l'obiettivo di ridurre lesioni gravi entro il 2020, come parte della UE 4 Road Safety Action Programme (ETSC propone che ciascun Stato membro riduca del 40% i feriti gravi, entro il 2020). E' anche necessario che l'UE si adoperi per favorire l'adozione di una definizione comune di lesioni gravi in modo da permettere la comparabilità delle statistiche, migliorando la registrazione delle lesioni gravi, attraverso i verbali delle forze di polizia e i registri ospedalieri. Repubblica Motori 18/11/2009