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Nasce l'Osservatorio Anci-Upi sulla sicurezza stradale
Ricerca Cittalia: "Il 92% degli automobilisti si considera 'bravo guidatore', ma solo il 41% rispetta i limiti"

Mettere in rete le buone pratiche degli enti locali nel campo della sicurezza stradale per favorire la condivisione delle iniziative e promuovere campagne di sensibilizzazione per una cultura del rispetto delle regole alla guida. Questo l'obiettivo dell'Osservatorio nazionale delle autonomie locali sulla sicurezza stradale, nato oggi con la firma di un protocollo sottoscritto dai presidenti dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) Sergio Chiamparino e dell'Unione delle Province italiane (Upi) Giuseppe Castiglione.

«Questo osservatorio non si aggiunge alle realtà esistenti bensì vuole dare un senso generale alle iniziative presenti per mettere in rete le esperienze - ha spiegato Chiamparino nel corso della conferenza stampa per la firma dell'intesa - Gli incidenti sia a livello nazionale che europeo sono calati ma l'Italia, rispetto all'obiettivo di ridurre del 50% i decessi entro il 2010, è al -33%. Quindi c'è ancora del lavoro da fare e credo che il tema centrale sia quello del rispetto delle regole: promuoveremo quindi delle campagne in questa direzione e soprattutto per i giovani».

A ciò si aggiunge il capitolo degli investimenti. «È vero che i Comuni devono impegnarsi per rispettare il vincolo di investire il 50% dei proventi delle multe in interventi per la sicurezza stradale - ha aggiunto il sindaco - ma allo stesso tempo è necessaria una revisione del patto di stabilità per consentire ai Comuni di fare gli investimenti».


Gli italiani, risulta dalla ricerca, nella maggior parte dei casi ritengono di essere ottimi guidatori e di conoscere alla perfezione il codice stradale, salvo poi mettere in atto una serie di infrazioni: se devono autovalutarsi con un punteggio da 1 a 10, solo l’8% degli intervistati si dà un voto inferiore al 7. Eppure, solo il 17,6% degli intervistati può ritenersi “guidatore perfettamente disciplinato” (nessuna infrazione dichiarata), mentre il 37% è “leggermente indisciplinato” (uno o due comportamenti irregolari, ma solo in forma occasionale), il 24,8% “indisciplinato” (un comportamento irregolare assunto in maniera diffusa o almeno 3 infrazioni occasionali) e il 20,5% “fortemente indisciplinato” (più comportamenti irregolari diffusi). Le donne (24%) si dimostrano decisamente più disciplinate degli uomini (11%), così come gli anziani (26%) rispetto ai più giovani (10%). In particolare, i neopatentati mostrano una scarsa attenzione al codice della strada: il 33% di costoro rientra nella categoria dei guidatori fortemente indisciplinati e solo il 7% tra i più disciplinati.
 
Se si considera poi il rispetto dei limiti di velocità, solo il 41% degli intervistati dichiara di rispettarli quasi sempre, a fronte di un 49% che ammette di infrangerli a volte e di un 9% per il quale i limiti stradali appaiono un sostanziale disturbo, che lo portano a rispettarli raramente o mai.
Non è confortante neanche la percentuale di chi guida dopo aver alzato il gomito: quasi il 20% degli intervistati ammette che negli ultimi sei mesi gli è capitato di mettersi alla guida con la consapevolezza di avere bevuto troppo, mentre il 25% dichiara di essersi messo alla guida avendo bevuto una quantità di alcool superiore a quella consentita dalla legge.
 
Gli italiani, inoltre, non prestano ancora sufficiente attenzione al pericolo di guidare quando si è stanchi: quasi il 50% degli intervistati dichiara di avere guidato nonostante si sentisse troppo stanco per farlo. Stesso discorso vale per l’uso del cellulare: più del 60% non usa gli auricolari o il vivavoce, il 50% legge gli sms che gli arrivano e uno su tre scrive sms a sua volta mentre guida. (mv)
( Fonte: Adnkronos e Anci 18/2/2010 )