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Giudice di Parma 25/1/2001
Mancata contestazione immediata della violazione all'art.142 del C.d.S.

GIUDICE DI PACE DI PARMA, 25 gennaio 2001
Mancata contestazione immediata della violazione all’art. 142 del C.d.S.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso (ex art. 22 Legge 24.11.81 n. 6891, depositato in Cancelleria il 28.11.2000, Celle Antonio propone opposizione contro l’ordinanza ingiunzione n. 8076/2000, della Prefettura di Parma, riferita al verbale di accertamento n. 11069X/2000/V, in data 10.02.2000, della Polizia Municipale di Parma, con cui gli viene ingiunto di pagare la somma di lire 484.800 per infrazione all’articolo 142/8° del Nuovo Codice della strada, avendo superato di 20 Km/h il limite massimo id velocità (50 Km/h), così come accertato alle ore 09.30 del giorno 10.02.2000, dalla Polizia Municipale di Parma, a mezzo dell’apparecchiatura "Velomatic 512", e non immediatamente contestato per l’impossibilità di fermare il veicolo nei modi regolamentari. Assume il ricorrente che la motivazione addotta dalla Polizia Municipale, confermata dall’ordinanza-rigetto della Prefettura di Parma del 02.11.2000, non sarebbe sufficiente a giustificare la mancata immediata contestazione dell’infrazione commessa, in quanto le giustificazioni espresse risulterebbero assolutamente generiche e prive di riferimenti specifici. Insta, conseguentemente, per l’annullamento dell’ordinanza ingiunzione opposta, soprattutto con riferimento ad alcune recenti sentenze di merito, fra cui quella n. 521/2000 del Trib. Di Novara, secondo cui: "l’uso discrezionale dei diversi apparecchi di rilevamento della velocità non deve ritorcersi a danno dei cittadini e del loro diritto di difesa. Quindi, l’impossibilità della contestazione immediata non può essere legittimamente motivata con il tipo di apparecchio adoperato. All’udienza di comparizione del 18.01.2001, l’opponente, riportandosi a quanto già dedotto nel ricorso, nulla eccepisce circa la effettiva velocità del veicolo, ma ribadisce la irregolarità dell’operato unicamente con riferimento alla mancata immediata contestazione. Dichiara di voler abbandonare la richiesta di risarcimento danni, ritenuta irritale nel presente giudizio e chiede, in via subordinata, che la sanzione di che trattasi possa essere riportata alla originaria determinazione (lire 242.400), come indicato nel verbale di accertamento. Per la Prefettura di Parma, regolarmente costituita, nessuno compare. Viene, comunque, dato atto del contenuto di due note fatte pervenire, secondo cui il Dr. Zasa, rappresentante della Prefettura, pur essendo impedito per missione fuori sede, nulla oppone circa la prosecuzione del giudizio e conseguente decisione, sulla base di quanto allegato agli atti. Dalla documentazione prodotta, la Prefettura di Parma insiste nella legittimità dell’atto ingiuntivo impugnato e dell’intero procedimento, per cui chiede la reiezione del ricorso per i seguenti motivi: a) – gli agenti operanti, in via Molatolo collocavano l’autovelox mod. 104 in direzione centro città e il Velomatic 512 in direzione tangenziale, mentre 4 vigili motociclisti si posizionavano a distanza per le contestazioni immediate: b) – durante l’espletamento di tale servizio venivano elevate 14 contravvenzioni e redatti i relativi verbali (regolarmente contestati), come da fotocopie allegate agli atti; c) – nella direzione tangenziale non era possibile contestare immediatamente le infrazioni, non essendovi alcuna piazzola o banchina per il fermo dei veicoli, senza creare pericolo ed intralcio alla circolazione; d) – il Velomatic 512, regolarmente omologato, non è dotato di display a distanza, per cui il superamento del limite di velocità viene percepito dall’operatore ad avvenuto transito del veicolo dinanzi alla postazione di controllo e quindi quando lo stesso veicolo è già a notevole distanza dalla postazione. Esaminati gli atti e i documenti prodotti, la causa viene immediatamente decisa e la sentenza pubblicata mediante lettura del dispositivo in udienza.

MOTIVI DELLA DECISIONE
Dalle risultanze di causa è da ritenere accertato che il ricorrente Cellie Antonio, nella circostanza di tempo e di luogo di cui al verbale n. 11069X/2000, della Polizia Municipale di Parma, circolava, con l’autovettura targata BE 248 EG, alla velocità di 70 Km/h, superando di 20 Km/h la velocità massima consentita (limite 50 Km/h) nel tratto di strada percorso. Altrettanto pacifico che l’auto era quella indicata nel verbale risultando nella foto chiaramente leggibile la targa BE 248 EG. Nessuna giustificazione deduce il ricorrente in ordine all’eccesso di velocità (70 Km/h) contestato, ma lo stesso insiste per l’annullamento del verbale, stante la mancata, immediata contestazione ed indica alcune recenti sentenze a sostegno della propria tesi. Va detto al riguardo che non tutte le fattispecie sono analoghe. Già, ad esempio, con riferimento alla nota sentenza della Suprema Corte n. 4010 del 03.04.2000, emerge una notevole differenza tra i vari apparecchi rilevatori in uso: quello di cui alla citata sentenza (Autovelox 104 C) era tali per cui ha influito non poco sulla decisione nella quale si legge: "tenuto conte delle caratteristiche evolute del modello di apparecchio di rilevamento utilizzato per l’accertamento. Non altrettanto può dirsi del Velomatic 512 per cui è causa, il cui impiego è stato esaurientemente spiegato nel rapporto della Polizia Municipale allegato agli atti. L’obbligo della immediata contestazione è stabilito a tutela del diritto di difesa del supposto trasgressore, che in tale modo può fare valere le sue ragioni, oltre ad evitare frequenti errori nella registrazione dei numeri di targa. Nel caso che ci occupa non è risultato frustrato tale diritto di difesa, posto che la Polizia Municipale ha notificato nei termini prescritti dalla legge il verbale relativo alla commessa infrazione non potuta immediatamente contestare per le ragioni spiegate. Gli agenti operanti, con i 14 verbali, per analoghe infrazioni contestate immediatamente, hanno dimostrato quanto veniva fatto nel senso di marcia opposto a quello del ricorrente, al cui rilevamento era stato predisposto l’Autovelox mod. 140; non è stato, invece, possibile operare allo stesso modo nel senso di marcia opposto, sia per il diverso apparecchio predisposto (Velomatic) e sia per l’assenza di idonea piazzola o banchina atte ad evitare pericolo per la circolazione. In considerazione di quanto sopra, questo giudicante ritiene legittimo l’operato della Polizia Municipale in merito alla infrazione di cui all’art. 142, comma 8, del codice della Strada, come da verbale 11069 del 10.02.2000. Tuttavia, tenuto conto della esplicita richiesta formulata dal ricorrente, in via subordinata, nel corso del giudizio, questo giudicante ritiene conforme a giustizia sostanziale riportare la sanzione alla originaria determinazione (lire 242.400), così come indicato nel verbale di accertamento.
Nulla per le spese.

P.Q.M.
Il Giudice di Pace di Parma
– definitivamente pronunciando – disattesa ogni contraria o diversa istanza eccezione o deduzione, così provvede: 1) – Accoglie parzialmente il ricorso. 2) – Riforma conseguentemente l’atto amministrativo, impugnato, riportando la sanzione alla originaria determinazione (lire 242.400), così come indicato nel verbale di contestazione.
Nulla per le spese.

Così deciso in Parma, 18.01.2001.
Il Giudice di Pace Dott. Ciriaco Colella
Depositato in cancelleria il 25 gennaio 2001.