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Certificati, si naviga a vista
Sburocratizzazione a metà strada, in attesa di una migliore organizzazione

Sui certificati medici telematici la burocratizzazione rischia di operare solo a metà. Mentre ancora non si placano le polemiche tra i medici di base convenzionati col servizio sanitario nazionale, parecchio recalcitranti ad attuare la previsione della riforma-Brunetta, e palazzo Vidoni, pare si navighi «a vista» in merito alla concreta applicazione delle procedure.

Come prevede la circolare 1/2010 della Funzione pubblica, esplicativa dell'articolo 55-septies, del dlgs 165/2001, si prevede che il certificato medico telematico sia trasmesso all'Inps per il tramite del Sistema di accoglienza centrale (Sac), il servizio già attivato per la trasmissione telematica dei certificati di malattia dei lavoratori privati. Tuttavia, anche se il canale di trasmissione previsto è il medesimo, la procedura non è esattamente identica a quella valevole per il lavoro privato. In questo sistema, infatti, destinatario ultimo del certificato di malattia è lo stesso Inps. L'istituto, infatti, utilizza in prima persona i certificati ricevuti, per organizzare le visite di controllo nei confronti dei lavoratori. I certificati telematici dei medici si fermano presso il reale beneficiario della comunicazione. (Leggi in proposito quanto già pubblicato in altra pagina )

Nel caso del settore pubblico, invece, l'Inps fa solo da centro di raccolta e, non si capisce ancora in che modo, smistamento. Proprio la scelta dell'inoltro o, comunque, del modo di mettere i certificati a disposizione delle amministrazioni pubbliche si rivela il lato debole della riforma, assolutamente vaga sul modo col quale i certificati telematici possano transitare nelle banche dati dei datori di lavoro pubblici.

Le possibilità alternative sono più di una. La meno efficace è quella secondo la quale l'Inps dovrebbe organizzarsi per dirottare quotidianamente i certificati pervenuti dai medici verso le centinaia di comuni che spesso compongono il territorio della provincia o, comunque, le decine di comuni ricadenti nelle agenzie se saranno queste a provvedere; cui vi saranno da aggiungere le decine di scuole, le Usl, le aziende ospedaliere, commissariati e uffici periferici dello stato. Una mole di lavoro imponente, tale da imporre di dedicare indubbiamente a tempo pieno personale per il solo compito di dirottare i certificati verso le amministrazioni destinatarie.

Tale soluzione appare assolutamente impraticabile. L'Inps, per altro, in questo periodo particolare risulta oltre modo sovraccarico di lavoro pressata com'è dalle pratiche per l'erogazione dell'enorme numero di indennità di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione ed altri ammortizzatori sociali in deroga, dovuto alla crisi economica. Un aggravio ulteriore di burocrazia è l'ultima delle scelte opportune. Tanto è vero che tra le soluzioni allo studio c'è quella di lasciare i certificati acquisiti al sistema depositati, in modo che siano inoltrati alle amministrazioni datrici solo su loro richiesta. Ma, anche in questo caso la soluzione appare tutt'altro che ottimale. Essa non allevierebbe il carico dell'Inps e aggiungerebbe l'ulteriore attività improduttiva della domanda di consultazione di ciascuna amministrazione.

L'unica soluzione seriamente percorribile appare quella che l'Inps archivi i certificati pervenuti nel suo portale, assegnando preventivamente alle amministrazioni codici e chiavi di accesso, perchè siano queste a scaricare quotidianamente da lì i certificati.

Certo è che comunque sembra mancare un pezzo. Le amministrazioni sono, poi, tenute a richiedere sostanzialmente sempre ai servizi di visita fiscale delle Asl la visita ispettiva. Forse, sarebbe stato meglio pensare il sistema in modo che i certificati dei medici invece di passare attraverso l'Inps giungessero direttamente ai servizi ispettivi del servizio sanitario e per conoscenza alle amministrazioni, valendo già automaticamente come input per l'avvio dei controlli. In questo modo si sarebbero effettivamente risparmiati passaggi burocratici eccessivi e forse inutili. Non resta che aspettare auspicabili evoluzioni e revisioni del sistema.

Luigi Oliveri (Italia Oggi 23 aprile 2010)