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Progressioni verticali
Promossi solo per concorso. La riforma è già in vigore

Promossi solo per concorso. La riforma è già in vigore.

Dopo alcune interpretazioni favorevoli alla possibilità di effettuare le progressioni verticali fino all'adeguamento dei regolamenti dell'Ente (quella del Siapol e della Corte Conti sez. Lombardia) interviene la Corte dei Conti sez. delle Automie con una delibera interpretativa restrittiva.

La Corte dei Conti - Sezione delle Autonomie, con delibera n. 10/2010, ha fornito l'interpretazione art.62 del D.Lgs. n. 150/2009.
 

La Sezione Autonomie si è pronunciata su una richiesta di parere inviata dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l'Emilia Romagna avente ad oggetto la decorrenza dell'articolo 62 del Decreto legislativo n. 150/2009, nella parte in cui stabilisce che le progressioni fra aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma la possibilità per l'amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50% di quelli messi a concorso.

Secondo le indicazioni contenute nella Delibera n. 10/2010, la Riforma Brunetta si applica da subito (1/1/2010) anche agli enti locali e pertanto non è più possibile applicare le vecchie regole che ammettono le promozioni senza concorso.

Si tratta, quindi, di una interpretazione restrittiva della disposizione contenuta all'articolo 62 citato e opposta rispetto ad esempio a quanto indicato nella circolare Anci-IFEL sulla riforma Brunetta e dalla Sezione regionale della Corte dei Conti per la Lombardia, che si erano espresse in modo ampio circa l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 150/2009 per comuni e province. Il dibattito era iniziato a causa di due norme, l'articolo 24 che indica il termine di decorrenza generale delle nuove norme al 1/1/2010 e l'articolo 31 che stabilisce il limite temporale del 31/12/2010 entro cui devono essere adeguati i regolamenti degli enti.

Secondo la Sezione Autonomie, il dibattito deve essere risolto sulla base della gerarchia delle fonti: in questo caso, le regole di accesso al pubblico impiego contenute nel D.Lgs. n. 150/2009, e soprattutto nella Costituzione, non possono che prevalere sui regolamenti locali e persino rispetto ai contratti che vanno disapplicati in via automatica quando contrastano con la nuova regola del concorso pubblico.

 
Fonte: Il Sole 24 Ore del 30/04/2010
Autore: Gianni Trovati


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