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Auto aziendale, no confisca per guida in stato d'ebbrezza
Sez. IV Sentenza 20093 del 26/5/2010

È illegittima la confisca dell'auto intestata alla società per guida in stato di ebbrezza alcolica. Ciò anche se dopo le nuove norme la misura restrittiva è obbligatoria, almeno sulla carta. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 20093 di ieri, ha accolto il ricorso del legale rappresentante di una srl di Vicenza fermato per guida in stato di ebbrezza alcolica. Subito era scattato il sequestro per la confisca.

Il Gip del Tribunale di Vicenza lo aveva confermato. Stessa sorte di fronte al Tribunale della libertà, ma la quarta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso dell'automobilista e annullato la confisca. «Il novellato art. 186 del Codice della strada», motivano i giudici, «prevede, per l'illecito in esame, la confisca obbligatoria del veicolo, tranne che esso appartenga a persona estranea al reato; e in vista di tale obbligatoria confisca è stato adottato l'atto di sequestro preventivo. Esso, tuttavia, non tiene in conto la reale natura della confisca di cui si discute. Essa, infatti, ha un evidente contenuto afflittivo che trascende le tipiche finalità della misura di sicurezza in questione; tanto che la stessa confisca costituisca sanzione penale accessoria».

Insomma, «la natura afflittiva dell'atto, tipica delle sanzioni penali, impone di applicare nella materia i principi dell'ordinamento penale e in particolare quello di legalità e quello di personalità della responsabilità penale. Ne discende che la sanzione può evidentemente colpire solo l'autore del reato e non soggetti diversi; e che la responsabilità dell'ente per le condotte illecite dei soggetti che in esso operano può essere configurata solo in presenza di tutti i presupposti sostanziali e processuali previsti dalla legge, che nella specie difettano radicalmente». In altri termini è assolutamente illegittima la confisca per guida in stato di ebbrezza della vettura intestata a una società, anche se il reato è stato consumato da rappresentante legale. La sanzione può colpire solo l'autore del reato e non soggetti diversi, come la società.

Italia Oggi 27/5/2010 Debora Alberici ( si ringrazia l'Editore per la gentile concessione)