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Giudice di Bari -dicembre 2001
Auto di disabile in sosta vietata

I posti riservati erano occupati. Sanzione per divieto di sosta
E' disabile, multa annullata.Automobilista vince il ricorso al giudice di pace.

da"La Gazzetta del Mezzogiorno" 5/12/2001

Il giudice di pace colpisce ancora. Stavolta, dopo i grattini e l'autovelox, un magistrato di viale Europa bastona i vigili urbani che multarono una disabile per divieto di sosta, per avere parcheggiato in doppia fila dopo aver girato inutilmente a caccia di un posto. I parcheggi per i disabili? Nella zona erano tutti occupati abusivamente da auto di normodotati. Al solito.
La sentenza che annulla la multa è stata emessa dal giudice di pace coordinatore dell'ufficio barese, Antonio Palumbieri. Che ha accolto in pieno l'opposizione presentata da una disabile, impiegata dell'Acquedotto pugliese, assistita dall'avvocato Diego D'Onghia Rogadeo.
La multa, dalle 63mila lire originarie, era lievitata a 146mila 200: un raddoppio dovuto al fatto che il primo ricorso presentato in Prefettura era stato respinto. La legge stabilisce che se il Prefetto conferma la sanzione amministrativa, essa raddoppia. Ma la disabile, invece di «lasciare», ha rilanciato. E si è rivolta al magistrato civile. La sua tenacia l'ha premiata. I fatti. Il 28 dicembre 1999 una pattuglia di vigili urbani notò l'auto della ricorrente - dotata di contrassegno che denota l'appartenenza a un disabile - parcheggiata davanti a un cassonetto di rifiuti, in via Calefati. La conducente si era allontanata per una commissione. Gli agenti della polizia municipale elevarono la contravvenzione di 63mila lire per divieto di sosta. I vigili notarono il contrassegno? Difficile dirlo, anche se normalmente la targhetta è esposta in bella evidenza sul parabrezza.
L'impiegata dell'Aqp non accettò la sanzione amministrativa e la impugnò dapprima in Prefettura, lamentando che quel giorno aveva girato inutilmente a caccia del sospirato posto. E che i tre parcheggi della zona riservati ai disabili con tanto di linea gialla e paletto segnalante il divieto di sosta erano occupati dai soliti furbastri (o ineducati?). Dal palazzo del governo risposero picche: cara cittadina, la multa c'è, anzi raddoppia. Cioè 146mila 200 lire, comprese le spese burocratiche. Nemmeno il no della Prefettura scoraggiò l'automobilista disabile, che decise di rivolgersi al giudice di pace, con l'assistenza dell'avvocato Diego D'Onghia Rogadeo.
Ed è stata premiata. Il dottor Palumbieri ha annullato la multa, sulla base di un principio contenuto nella legge che mira all'eliminazione delle barriere architettoniche a favore dei disabili, il Decreto del presidente della Repubblica 503 del 1996: «Alle persone detentrici dello speciale contrassegno, è consentita la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico anche quando sia limitata o vietata la stessa (sosta, ndr)», si legge nella sentenza. Per Palumbieri, l'automobilista multata, pur avendo violato il codice della strada, è protetta dalla norma speciale della legge che tutela i portatori di handicap. Anche perché l'auto davanti al cassonetto non creava «un grave intralcio» al traffico: via Calefati è a senso unico. E poi i posti riservati erano tutti occupati da auto di persone normodotate.
Carlo Stragapede