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Incompetenza del sindaco a firmare O.S. per istituzione ZTL
Sez.II civile n. 13885 del 9/6/2010

                    LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                   
SEZIONE SECONDA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA Roberto Michele - Presidente - Dott. MALZONE Ennio - Consigliere - Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio - rel. Consigliere - Dott. GOLDONI Umberto - Consigliere - Dott. MIGLIUCCI Emilio - Consigliere - ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 12475/2005 proposto da: COMUNE DI SIRACUSA in persona del Sindaco pro tempore Avvocato B.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE ex lege, rappresentato e difeso dall'avvocato BIANCA SALVATORE; - ricorrente - contro M.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA CONCILIAZIONE 44, presso lo studio dell'avvocato PERILLI Maria Antonietta, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato FARINA VINCENZO; - controricorrente - avverso la sentenza n. 260/2005 del GIUDICE DI PACE di SIRACUSA, depositata il 30/03/2005; udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 18/05/2010 dal Consigliere Dott. LUCIO MAZZIOTTI DI CELSO; udito l'Avvocato PERILLI Maria Antonietta, con delega depositata in udienza dell'Avvocato FARINA Vincenzo, difensore del resistente che ha chiesto rigetto del ricorso; udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FUCCI Costantino, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso per quanto di ragione.
 Fatto
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
M.P. proponeva opposizione avverso due verbali della Polizia Municipale di Siracusa con i quali gli era stata contestata la violazione dell'art. 7 C.d.S., commi 9 e 14, per aver circolato con il proprio ciclomotore in una zona a traffico limitato.
A sostegno dell'opposizione il M. deduceva vari motivi in fatto e in diritto.
Il Comune di Siracusa, costituitosi, chiedeva il rigetto dell'opposizione sostenendone l'infondatezza.
Con sentenza 30/3/2005 il giudice di pace di Siracusa accoglieva l'opposizione osservando: che erano fondati il terzo ed il quarto motivo di opposizione relativi, rispettivamente, alla inesistenza della notificazione dei verbali impugnati ed alla incompetenza del Sindaco ad emettere le ordinanze istitutive della zona a traffico limitato in questione; che dai documenti esibiti concernenti la notifica dei verbali impugnati emergeva la mancanza della relata di notifica, la mancanza di firma del messo notificatore ed il timbro della s.r.l. Poste private Mail Express; che non erano applicabili nella specie gli artt. 156 e 160 c.p.c., per cui la costituzione in giudizio dell'opponente non aveva sanato la nullità della notifica;
che la notifica dei verbali opposti era da considerare inesistente perchè affidata ad una agenzia privata di recapiti ed effettuata senza il rispetto della normativa prevista dall'art. 140 c.p.c.; che il messo notificatore, non avendo trovato il destinatario, aveva lasciato un avviso nella cassetta postale del destinatario con invito a recarsi presso l'ufficio della Mail Express per ritirare il plico non consegnato; che il Sindaco non era competente ad emettere le ordinanze istitutive della ZTL in questione spettando tale competenza all'organo di gestione; che la competenza ad adottare i provvedimenti di cui all'art. 7 C.d.S., comma 1, lett. b), era stata modificata dal D.Lgs n. 267 del 2000, art. 107; che, secondo quanto disposto dal secondo comma di detto articolo, spettava ai dirigenti l'adozione di atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l'ente verso l'esterno; che l'accoglimento del terzo e del quarto motivo di ricorso comportava l'assorbimento del primo e del secondo motivo.
La cassazione della detta sentenza del giudice di pace di Siracusa è stata chiesta dal Comune di Siracusa con ricorso affidato a tre motivi. M.P. ha resistito con controricorso.
Diritto
MOTIVI DELLA DECISIONE
Occorre premettere che, come sopra riportato nella parte narrativa che precede, il giudice di pace ha accolto l'opposizione proposta dal M. per le seguenti due distinte ed autonome ragioni ciascuna idonea da sola a reggere la decisione impugnata: a) vizio - comportante inesistenza della notifica dei verbali di contestazione opposti; b) incompetenza del Sindaco ad emettere le ordinanze relative alla ZTL in questione.
Il Comune ha impugnato la sentenza del giudice di pace sulla base di motivi relativi sia alla prima che alla secondo delle dette ragioni poste a base della pronuncia.
Va al riguardo rilevato che è sufficiente l'infondatezza delle censure mosse ad una delle indicate ragioni per rendere ultroneo l'esame delle censure relative all'altra ragione.
Soccorre al riguardo il noto principio secondo cui se una sentenza è sorretta da una molteplicità di ragioni giuridiche, tra loro indipendenti, è necessario non solo che ciascuna di esse abbia formato oggetto di specifica censura ma anche che il ricorso sia accolto nella sua interezza, affinchè si realizzi lo scopo dell'impugnazione, la quale è intesa alla cassazione della sentenza, cioè di tutte le ragioni che autonomamente la sorreggano. Basta infatti che una sola di esse sia valida a giustificare la decisione per rendere l'impugnazione inerente alle altre inammissibile per carenza di interesse posto che anche la sua eventuale fondatezza non varrebbe a scalfire la pronuncia di cui si chiede l'annullamento. E' pertanto sufficiente che sia respinta la censura relativa ad una delle predette ragioni - come appunto nel caso di specie - perchè il ricorso (o un su capo autonomo) debba essere respinto nella sua interezza, con l'ulteriore conseguenza che i motivi di doglianza relativi alle altre ragioni divengono inammissibili per difetto di interesse all'impugnazione.
Tanto premesso va esaminato il secondo motivo di ricorso con il quale il Comune di Siracusa, denunciando violazione delle norme in tema di competenza tra organi di direzione politica e organi gestionali del Comune, deduce che - al contrario di quanto ritenuto dal giudice di pace e conformemente a quanto affermato nella giurisprudenza di legittimità - la competenza ad istituire ZTL, ai sensi dell'art. 7 C.d.S., spetta al Sindaco e non al dirigente. La competenza a pronunciarsi sulle misure di regolazione e di controllo della circolazione stradale da cui derivi un impatto sulla collettività locale appartiene agli organi di direzione politica del Comune (Sindaco e Giunta) trattandosi di atti di pianificazione e regolamentazione dell'uso del territorio e non di atti di esecuzione di provvedimenti di programmazione. Il citato art. 7 C.d.S., prevede al comma 1, lett. b) ed al comma 9 due diversi strumenti di intervento: il primo di competenza del Sindaco si riferisce alle misure di limitazione della circolazione veicolare per esigenze di prevenzione dell'inquinamento e di tutela del patrimonio ambientale, naturale e artistico; il secondo di competenza della Giunta concerne la delimitazione delle aree pedonali e delle ZTL tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico ed altro.
Il motivo è infondato posto che - come correttamente affermato dal giudice di pace ed al contrario di quanto sostenuto dal Comune ricorrente - ai sensi del D.Lgs. 18 agosto 200., n. 267, art. 107, spetta al dirigente comunale competente, e non al sindaco, emanare provvedimenti diretti a regolamentare la circolazione e la sosta dei veicoli nel centro abitato, a nulla rilevando in contrario che il combinato disposto di cui agli art. 6 e 7 del nuovo C.d.S., attribuisca al sindaco la regolamentazione della circolazione nei centri abitati. Tale combinato disposto deve essere letto in coordinamento con il citato D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 107 (testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), norma successiva rispetto al codice della strada, che attribuisce ai dirigenti l'adozione di tutti gli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l'amministrazione verso l'esterno e non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell'ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale. Rientrano quindi nelle competenze dei dirigenti anche i provvedimenti che il D.Lgs. n. 285 del 1992, artt. 6 e 7, attribuiscono espressamente al sindaco, trattandosi di atti che per un verso non implicano l'esercizio di funzioni di indirizzo e controllo politico amministrativo ma di gestione ordinaria (nella specie per regolamentare la circolazione e la sosta nel centro abitato per ragioni di sicurezza e di ordinato flusso del traffico) e per altro verso non rientrano nelle deroghe di cui al citato D.Lgs. n. 267 del 2000, artt. 50 e 54.
In proposito è appena il caso di richiamare e ribadire il principio che questa Corte ha avuto modo di affermare secondo cui, in tema di disciplina della circolazione sulle strade comunali, rientrano nelle competenze della dirigenza comunale i provvedimenti che - pur dovendosi adeguare agli eventuali atti normativi e di indirizzo generale emanati dagli organi di governo e ferma restando l'attività di vigilanza e verifica successiva riservata a tali organi, secondo il disposto di cui al D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 4, siano diretti a regolamentare gli aspetti particolari della circolazione su singole strade del centro abitato, a nulla rilevando, in contrario, che il combinato disposto di cui agli artt. 6 e 7 C.d.S., precedentemente emanato, attribuisca al sindaco la regolamentazione della circolazione nei centri abitati e che i provvedimenti in questione non risultino specificamente tra quelli enumerati dal D.Lgs. n. 267 del 2000, art. 107, comma 3, attesa la natura meramente esemplificativa dell'elenco contenuto in tale disposizione (sentenza 6/11/2006 n. 23622).
Ciò posto va evidenziato che - come risulta dai documenti richiamati nella sentenza impugnata, nello stesso ricorso e nel controricorso - il Comune di Siracusa, al fine di istituire e regolamentare la ZTL nell'isola di (OMISSIS), ha prima individuato la zona interessata con la Delib. Giunta n. 54, e, poi, con le ordinanze sindacali in questione n. 153/04 e 448/04 ne ha regolamentato l'uso e ne ha fissato i tempi di validità.
Appare evidente l'estraneità di detto ordinanze sindacali - costituenti atti di mera gestione amministrativa - rispetto alle funzioni di indirizzo generale e di controllo politica. Deve quindi ritenersi rientrante nelle attribuzioni del dirigente competente per settore e non del Sindaco l'adozione di provvedimenti come quelli impugnati attinenti alla disciplina della circolazione stradale. I detti provvedimenti sono pertanto viziati da incompetenza come correttamente affermato dal giudice di pace nella sentenza impugnata.
Con il terzo motivo il ricorrente denuncia violazione dei principi e delle norme del C.d.S., deducendo che i segnali stradali hanno una funzione di regolamentazione del traffico veicolare - anche al fine di evitare incidenti e di salvaguardare la pubblica incolumità - e devono essere rispettati dall'utente della strada anche se sono frutto di ordinanze adottate da organo incompetente.
Il motivo è manifestamente infondato atteso che - come rilevato dal resistente - la segnaletica stradale deve riportare gli estremi dell'ordinanza di apposizione per cui in tanto è vincolante ed efficace in quanto risulti apposta in virtù di ordinanza legittima.
Da quanto precede deriva che deve essere confermata la ragione posta a base della decisione impugnata concernente la nullità - per incompetenza - delle ordinanze sindacali in questione. Ne consegue che non è necessario esaminare il primo motivo di ricorso concernente l'altra ragione giuridica (di dubbia fondatezza) relativa alla asserita inesistenza della notifica dei verbali opposti dal M..
Il ricorso va pertanto rigettato con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate nella misura indicata in dispositivo.
 
P.Q.M.
 
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione che liquida in complessivi Euro 200,00, oltre Euro 300,00 a titolo di onorari ed oltre accessori come per legge.
Così deciso in Roma, il 18 maggio 2010.
Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2010