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Commissioni concorso nominate dai dirigenti
Tar Sardegna Sez. II n.1396 del 28/5/2010

Le commissioni di concorso devono essere nominate da parte del dirigente e la eventuale scelta da parte delle giunte determina la illegittimità della composizione, il che travolge interamente la procedura concorsuale, determinando l'annullamento dei suoi esiti finali. Questo principio si applica anche se il regolamento dell'ente attribuisce alla giunta tale competenza.

La presidenza di questi organismi può essere legittimamente attribuita al segretario, in luogo dei dirigenti. Le commissioni non devono necessariamente predisporre preventivamente i criteri per le valutazioni delle prove orali: tale vincolo sussiste esclusivamente per l'esame dei titoli. Possono essere così riassunti i principi dettati dal Tar della Sardegna, seconda sezione, nella recente sentenza n. 1396/2010. Siamo in presenza di principi che non hanno carattere innovativo, ma che sono riassunti in modo assai chiaro e che sono riaffermati così da sottolineare la natura consolidata di queste interpretazioni. A partire dalla legge n. 142/1990, principio riaffermato in modo ancora più chiaro, dal dlgs n. 29/1993, dalle leggi cd Bassanini e dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, è stato stabilito il principio della distinzione o separazione delle competenze tra gli organi politici ed i dirigenti.

La linea di demarcazione è data dal carattere di indirizzo, programmazione e/o controllo dell'atto, dal che ne deriva la attribuzione agli organi di governo, ovvero dall'essere un provvedimento gestionale, dal che ne deriva la attribuzione ai dirigenti. Questa ripartizione non muta neppure nel caso in cui l'atto gestionale ha, come nel caso specifico, un elevato grado di discrezionalità. E si deve considerare pacifico che «la nomina della commissione esaminatrice non ha natura di atto d'indirizzo e rientra nelle competenze dell'apparato burocratico». Una eccezione a questo principio si ha unicamente nei comuni al di sotto dei 5 mila abitanti, in cui le competenze gestionali possono essere attribuite a singoli componenti la giunta: «solo in tal caso si potrebbe ammettere l'attribuzione ai membri della giunta comunale della competenza ad adottare atti di natura tecnico–gestionale». Si badi bene: in questo caso la competenza risulta attribuita al sindaco o all'assessore che è individuato come responsabile e non alla giunta nel suo complesso. Non osta in alcun modo a tale conclusione che il regolamento attribuisca questa competenza alla giunta: tale scelta deve essere definita come «illegittima», in quanto i regolamenti devono necessariamente sottostare al principio della distinzione delle competenze tra gli organi di governo ed i dirigenti. Principio che peraltro rientra nelle funzioni fondamentali, quindi è una materia che è riservata alla legislazione nazionale. I segretari possono vedersi attribuita dai regolamenti comunali la presidenza di commissioni di concorso in quanto ciò non viola il principio della distinzione delle competenze tra gli organi di governo ed i dirigenti.

La scelta del segretario costituisce in tale ambito una delle opportunità che l'ordinamento offre alla valutazione autonoma delle singole amministrazioni. Relativamente alla mancata preventiva predisposizione dei criteri per la valutazione delle prove orali la sentenza, richiamando la giurisprudenza prevalente, chiarisce che «nell'ambito di concorsi a posti di pubblico impiego la commissione esaminatrice ha l'obbligo di stabilire preventivamente ed in astratto i criteri di massima solo in relazione alla valutazione dei titoli e non anche delle prove scritte che sono rimesse alla sua discrezionalità tecnica». Tale principio può essere esteso anche alle prove orali per la stretta affinità esistente.

 Italia Oggi 9/7/2010
Giuseppe Rambaudi (riproduzione riservata-Si ringrazia l'Editore per la gentile concessione)