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l risparmi della manovra economica toccano anche lo stress da lavoro correlato nella P.A.
Differimento al 31 dicembre 2010-Soppressi Ipsema e Ispesl

La salute e la sicurezza sul lavoro deve essere preservata sempre in tutto e per tutto, ma questo Governo forse non la pensa allo stesso modo, dato che per rendere più “competitivo” il nostro Paese, ha introdotto due importanti articoli nel decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 che riguarda le “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.


L’articolo n. 7 dice che al fine di ottimizzare le risorse economiche evitando che più di un ente svolga le stesse mansioni, tutto quello di cui si occupano IPSEMA e ISPESL passa sotto la gestione dell’INPS: se non si fosse capito, questi due istituti vengono soppressi.
L’articolo n. 8 comma 12, invece, dice che al fine di adottare misure organizzative nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche, i dipendenti non potranno avvalersi della tutela del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008 (che riguarda il rischio da stress lavoro-correlato) fino al 31 dicembre 2010.

Questi due semplicissimi e concisi articoli stanno creando il caos in IPSEMA e ISPESL, e ovviamente un stato di agitazioni nei confronti di tutti quei dipendenti pubblici stressati dal tipo di lavoro che svolgono quotidianamente.

Di questi due articoli, soprattutto l’articolo n. 8 fa capire quanto il Governo consideri poco importante lo stress da lavoro-correlato. Verrebbe da pensare anche che il Governo stesso sposi in tutto e per tutto l’idea che i dipendenti pubblici non facciano nulla dalla mattina alla sera e, quindi, non abbiano il minimo rischio di stress sul posto di lavoro.

Poichè questa finanziaria porta tagli economici dove invece servirebbero grosse disponibilità di capitale (in primis la ricerca), a tutto vantaggio dei soliti sprechi all’italiana , invitiamo gli associati e simpatizzanti alla più ampia partecipazione all'iniziativa "PROTESTARE SENZA COSTARE" inviando una cartolina virtuale ai vertici del Governo per far sentire il nostro più ampio dissenso sulla manovra che chiede sacrifici soltanto ai dipendenti pubblici.

aggiornamento del 14/7/2010

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Rischio-stress per i dipendenti, ancora cinque mesi per adeguarsi

Altri cinque mesi per adeguare le misure di sicurezza contro lo stress sul lavoro. L'entrata in vigore delle disposizioni del T.u. prevista per il prossimo 1° agosto slitta al 31 dicembre. Sia per le p.a., (già previsto dal dl n. 78/2010) che per le aziende. La gestione del rischio stress da lavoro-correlato ha fatto esordio nel T.u. (dlgs n. 81/08), che lo esplicita con riferimento ai principi dell'accordo europeo 8 ottobre 2004.

Le modifiche del dlgs n. 106/09 hanno stabilito che la valutazione del relativo rischio deve essere effettuata nel rispetto di specifiche indicazioni da elaborarsi a cura della Commissione consultiva permanente e che il nuovo obbligo di valutazione del rischio stress, per aziende e p.a., decorre dal 1° agosto 2010, termine che, con l'approvazione della manovra correttiva, slitterà al 31/12/2010. La manovra dà poi altri 12 mesi di tempo per «l'individuazione delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative», che devono essere individuate con appositi decreti interministeriali.

La norma interessa le forze armate e di polizia, i vigili del fuoco, i servizi di protezione civile, le strutture giudiziarie penitenziarie, le università, gli istituti di istruzione, l'arma dei carabinieri, le forze di polizia. Il termine prorogato (di un anno) era stabilito il 24 mesi dall'entrata in vigore del T.u. (15 maggio 2008).

(fonte:  Italia Oggi 19/7/2010-Riproduzione riservata- Si ringrazia l'Editore per la gentile concessione)