Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Sicurezza stradale-Dall'Australia una campagna in controtendenza
Il deterrente: la ridicolizzazione sessuale del maschio

Il governo australiano ha finanziato una campagna di promozione della prudenza alla guida ironicamente provocatoria, se vogliamo poco "politically correct" ma presumibilmente più efficace rispetto alle scelte di comunicazione mass mediale fin'ora adottate come deterrente contro gli incidenti stradali.

Va considerato infatti che il target di popolazione cui fanno riferimento le campagne che invitano alla prudenza alla guida sono i giovani, per loro natura, in quanto tali, tendenzialmente amanti del rischio e di emozioni forti, nonchè abituati, se non addirittura assuefatti, ad immagini virtuali a forte impatto, che il più delle volte su di loro non rappresentano affatto un deterrente, forse al contrario una fonte di attrattiva.
Niente più macchine accartocciate o rappresentazione o evocazione della morte dunque, bensì la strumentalizzazione strategica del complesso maschile per eccellenza (specie nei giovanissimi assetati di conferme sulla loro identità legata allo status sessuale): la minaccia alla propria virilità, minaccia rappresentata massimamente dalla sua ridicolizzazione. 
La "South Wales Roads and Traffic Authority" in Australia ha ideato uno spot che fa leva proprio su questo possibile deterrente: la ridicolizzazione sessuale del maschio, e nello specifico...delle sue dimensioni. Il claim della campagna è: "Guidi veloce? Allora ce l'hai piccolo". Messaggio veicolato molto più dalle sequenze mimico-gestuali del video che dalle parole: al passaggio del ragazzetto che fa il bullo ad alta velocità, le ragazze oggetto della sua attenzione ed esibizione alzano il mignolo come a dire "guida veloce, è il solito che quindi ce l'ha piccolo e deve compensare".

Lo spot va dritto al centro di ciò su cui si regge, o crolla, tutta l'identità maschile: la certezza della propria virilità, notoriamente coincidente, dalla prospettiva miope del maschio, con le dimensioni del proprio pene.

Ottimo, talvolta il fine giustifica i mezzi: per i giovani uomini la ridicolizzazione delle proprie dimensioni è più terrificante del rischio di sfracellarsi in un incidente stradale perchè quest'ultimo, nell'illusione d'onnipotenza e immortalità propria delle persone giovani, è percepito come un evento distante e improbabile, estraneo alla loro vita e alla loro quotidianità, molto più alle prese con la fatica di essere maschio.