Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Corona si ferma solo con la "patente elettronica". Ma ci vuole la Ue
Dal Blog di Maurizio Caprino

Che dire delle ennesime prodezze di Fabrizio Corona, beccato altre due volte a guidare a velocità folle? Non si può certo invocare una stretta al Codice della strada: Corona ha la patente revocata e la riforma appena sfornata dal Parlamento (legge 120/10) porta ad almeno due anni il tempo dopo il quale i "revocati" possono prendere una nuova licenza da neopatentati. Né è pensabile che invocare più controlli: Corona gira con auto talmente vistose e commette infrazioni talmente macroscopiche che lo beccano anche due poliziotti ciechi (senza contare che l'altra sera stava correndo sull'A1 in piena zona-Tutor, il che ripropone il problema dei controlli automatici che per certa gente non sono un deterrente). E allora, come ho scritto sul Sole-24 Ore di ieri, non resta che una sorta di braccialetto elettronico: patente con chip dentro riconoscibile dalla centralina dell'auto. Senza patente o quando il chip segnala la revoca, l'auto non parte. Così si risolve pure una volta per tutte il problema dell'identificazione a posteriori di chi guidava, in caso di controlli automatici senza fermo immediato del trasgressore.

Solo che per arrivarci è necessario che la Ue imponga sistemi del genere (tecnologicamente già fattibili) su tutti i nuovi veicoli. Ci vorrà innanzitutto la volontà politica. E poi anni per scrivere la norma, fare gli esperimenti tecnici e far entrare in vigore il tutto.

(fonte: Strade sicure  4/8/2010)