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Più cari i ricorsi contro le multe
Cresce il contributo unificato per rivolgersi ai giudici di pace.Lo prevede la Legge 122/10

 di Enrico Santi Italia Oggi 3/8/2010 


È scattato il 31 luglio l'aumento del contributo unificato che deve essere pagato da chi presenta ricorso al giudice di pace contro una multa stradale. Lo prevede l'art. 48-bis introdotto dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010, che ha convertito con modificazioni il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 («manovra economica»).

Fino al 31 dicembre 2009 tutte le opposizioni al giudice di pace regolate dall'articolo 23 della legge n. 689 del 24 novembre 1981, inclusi i ricorsi al giudice di pace contro le multe stradali, erano gratuiti, esenti da ogni tassa e imposta. Dal 1° gennaio 2010, con l'entrata in vigore della legge finanziaria n. 191 del 23 dicembre 2009, gli atti dei procedimenti di cui all'articolo 23 della legge n. 689/1981 sono stati assoggettati al pagamento del contributo unificato e delle spese forfetizzate secondo le disposizioni previste dal decreto del presidente della repubblica n. 115 del 30 maggio 2002 (testo unico sulle spese di giustizia).

Pertanto, con riferimento ai verbali di contestazione delle infrazioni stradali, chi dall'inizio dell'anno ha presentato ricorso al giudice di pace ha dovuto pagare il contributo unificato di 30, 70 o 170 euro a seconda dell'importo delle sanzioni, oltre alla marca da bollo di 8 euro per il rimborso dei diritti di cancelleria. Ora, dal 31 luglio, con l'entrata in vigore della legge n. 122/2010, che ha convertito la manovra economica, il contributo unificato sale da 30 a 33 euro per le sanzioni fino a 1.100 euro, da 70 a 77 euro per le sanzioni oltre 1.100 euro e da 170 a 187 euro per le sanzioni di valore indeterminabile. L'incremento servirà a coprire gli oneri per l'assunzione di magistrati ordinari vincitori di concorso. A titolo esemplificativo, escludendo le eventuali spese di accertamento e notificazione del verbale, in caso di sosta oltre il periodo consentito in una zona regolamentata con disco orario è certamente non conveniente presentare opposizione al giudice di pace, poiché l'importo di 41 euro da pagare con il deposito (33 euro di contributo unificato e 8 euro di marca da bollo) supera l'importo di 23 euro della sanzione pecuniaria prevista dal codice della strada.

E in simili casi, l'alternativa del ricorso al prefetto, anche se non gravato dal pagamento del contributo unificato, resta rischiosa; infatti, in caso di emissione dell'ordinanza ingiunzione il trasgressore è obbligato a pagare il doppio della sanzione originaria oltre alle spese. Recentemente è stata sollevata davanti alla Corte costituzionale la questione di legittimità dell'articolo 2, comma 212, della legge n. 191/2009. Infatti, con l'ordinanza del 4 giugno 2010 il giudice di pace di Fasano ha rimesso al vaglio della Consulta gli atti di un ricorso contro un verbale di infrazione stradale, ritenendo che l'obbligo del pagamento del contributo unificato introdotto dalla legge n. 191/2009 precluda od ostacoli l'esperimento della tutela giurisdizionale, violando gli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione.