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Tutor: sappiamo come funziona?

La maggior parte degli automobilisti italiani ha imparato a confrontarsi con l'ormai famigerato sistema di rilevazione della velocità media: il Tutor. A differenza dell'Autovelox, noto da più tempo e che provvede a "pizzicare" chi supera il limite di velocità in un dato punto, il Tutor si è dimostrato con il tempo "politicamente" più corretto in quanto "lavora" su spazi più ampli.

Come funziona?

Il procedimento è molto semplice. Nei tratti di strada in cui è installato, un sistema di telecamere e sensori presenti nell'asfalto monitorano tutte le vetture in transito. La rilevazione avviene su un percorso di qualche chilometro, da un ipotetico punto di "accesso" A ad un altro di "uscita" B. Raccolti questi dati il resto del lavoro è affidato alla matematica ed ovviamente... al buon senso degli automobilisti. Infatti, il sistema calcola il tempo con cui ogni singola vettura ha percorso il tratto di strada "da A a B" risalendo così alla velocità media di percorrenza. Se il risultato ottenuto è conforme ai limiti imposti i dati raccolti vengono automaticamente distrutti, al contrario, in caso di superamento scatta la multa.

Ottimi risultati

Dati alla mano, il Tutor si è dimostrato un sistema di prevenzione particolarmente efficiente ed immediatamente "metabolizzato" dagli utenti della strada. Il saldo snocciolato da Autostrade per l'Italia può infatti considerarsi più che soddisfacente. Nei tratti in cui è presente il Tutor abbiamo assistito ad un calo del tasso di mortalità del 51%, d'incidenti con feriti del 27% ed un generale -19% di sinistri.

Cosa dobbiamo sapere

Il Tutor, al contrario di chi cerca aggirarne il funzionamento, è una soluzione intelligente. Rispetto all'Autovelox, troppo spesso sfruttato per "punire e far cassa", il Tutor funziona come reale disincentivo al superamento dei limiti di velocità. Proprio per questo non è previsto un futuro impiego su tutta la rete autostradale, ma solo nelle zone in cui statisticamente si registrano i più alti tassi d'incidentalità e purtroppo di mortalità. Mezzo infallibile? Assolutamente sì, efficiente sia di notte che in condizioni meteo avverse o di scarsa visibilità. Inoltre, è completamente inutile cercare di comprometterne l'efficacia viaggiando sulla corsia di emergenza o con la luce della targa spenta! Anche chi racconta con toni "furbi e tronfi" di essersi fermato per "abbassare" la media dovrebbe fare i conti con almeno due aspetti. 1): Sappiamo che il Tutor c'è, ma non conosciamo i "cancelli" d'uscita dell'ultima rivelazione e soprattutto... 2): anche se questo "intervallo" fosse noto a cosa sarà servito perdere tempo per far calare la media? Decisamente più utile viaggiare ad una velocità costante!

E' possibile fare ricorso?

Certo, esattamente come avviene ogni qualvolta si crede di aver subìto un'errata applicazione della Legge. Il fatto è che con il Tutor è più difficile "spuntarla". Ad esempio non è assolutamente obbligatorio che la presenza di un tratto "sorvegliato" sia annunciata dai pannelli luminosi che usualmente informano su situazione meteo o traffico. I cartelli fissi sono più che sufficienti. L'unica possibilità di ricorso vincente potrebbe però venire dalle cosiddette "multe a raffica". Su uno stesso tratto controllato dal sistema Tutor infatti esistono vari tratti da "A a B" di cui abbiamo spiegato il funzionamento. Viaggiando al di sopra del limite consentito c'è quindi il rischio di raccogliere più contravvenzioni per ogni "uscita dal cancello B"! Questo non è consentito e le multe valide saranno quelle elevate "alternativamente", un "cancello sì ed uno no" e quindi non tra confinanti. Facciamo un più chiaro esempio considerando una velocità media ovviamente fuori dal limite permesso: se su ipotetici 60 Km avremo rivelazioni ogni 20 Km i tratti in esame saranno da 0 a 20 (multa valida); dal 20° al 40° (multa non valida); dal 40° al 60° (multa valida)...

A.Macaluso aggiornamento del 27 Agosto 2010