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Cassazione Sez. Lavoro n.19358 del 10/9/2010
Vestizione uniforme

La Corte di Cassazione ha stabilito che il tempo necessario per indossare la divisa di lavoro deve essere retribuito dal datore di lavoro. Anche cambiarsi d'abito infatti comporta una "spesa di energie messe a disposizione del datore di lavoro".

La decisione della Suprema Corte arriva dopo diversi anni di contrasti giurisprudenziali e chiarische che "al tempo impiegato dal lavoratore per indossare gli abiti da lavoro deve corrispondere una retribuzione aggiuntiva".

Sulla scorta di tale principio Piazza Cavour ha respinto il ricorso di un'azienda che non voleva riconoscere ai pripri dipendenti una paga aggiuntiva per il tempo che impiegavano a mettersi la tuta.  Il Tribunale di Roma, aveva dato torto ai lavoratori, che chiedevano venti minuti giornalieri in più. La Corte d'Appello aveva poi ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha ora detto la parola definitiva respingendo le difese dell'azienda.

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