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Telecamere a go-go per le corsie dei bus e per le doppie file
Strade sicure di Maurizio Caprino

Dunque, il timore del contenzioso stavolta sembra passato: dopo un quindicennio di false partenze, le telecamere per fare le cosiddette "multe a strascico" a chi parcheggia in doppia fila stanno prendendo piede. L'ultima città che le sta adottando è Bari, che si aggiunge a una schiera di municipalità prevalentemente del Nord dove già nei mesi scorsi era stata vinta la paura dei ricorsi facili. In sostanza, si punta sul fatto che la telecamera viene fatta indugiare anche sull'abitacolo, per dimostrare che l'infrazione non è stata contestata immediatamente al trasgressore data la sua assenza. Ora attendiamo che qualcuno s'inventi nuove scuse e vediamo come le valuteranno i giudici di pace.

Nel frattempo a Firenze hanno fatto due conti, scoprendo che le 11 telecamere per controllare gli accessi abusivi alle corsie preferenziali non bastano. Presumibilmente perché le corsie presenti in città sono il triplo e poi perché uno può sempre entrarci dopo il punto sorvegliato dall'eventuale telecamera (che tra l'altro ha un suo costo, non solo in termini di installazione e manutenzione, ma anche di riparazioni dopo atti vandalici). Così, come mi segnala Paolo Giachetti, hanno deciso di prendere 350 telecamerine da mettere sui bus, dove renderanno meglio anche perché serviranno pure per ricostruire gli incidenti in cui sono coinvolti i mezzi pubblici (quindi renderanno la vita difficile sia agli autisti troppo disinvolti sia ai cittadini che "ci provano"). Ora pare che il ministero delle Infrastrutture abbia dato l'ok, considerando anche queste telecamerine adatte alla rilevazione degli accessi abusivi. Verosimilmente non quella consentita dall'articolo 201, comma 1-bis lettera g del Codice della strada (non risultano rilasciate omologazioni di apparecchi portatili), ma quella in ausilio all'occhio di un operatore qualificato (presumibilmente gli ausiliari alle dipendende dell'azienda di trasporto pubblico), per la quale basta una telecamera qualsiasi. Quindi, niente iter di approvazione con sperimentazioni specifiche in ogni luogo dove vengono installate le telecamere e questo è un vantaggio. In contropartita, rispetto a questi complessi impianti fissi, le telecamerine non potranno funzionare sempre, ma solo se a bordo c'è un ausiliario. Solo che un potenziale trasgressore non può saperlo e quindi deve temere ogni bus.

Aldilà di tutto, considerando pure i vigili romani in borghese ai semafori, pare sicuro che si stia tentando sempre più di rendere più disciplinato il traffico urbano giocandosi la carta del timore per i trasgressori di essere beccati più facilmente e a sorpresa. Una carta che anche l'Etsc suggerisce di giocare e lo sta ricordando in queste ore a Bruxelles, alla giornata europea sul controllo delle infrazioni che si svolge nell'ambito della settimana Ue della sicurezza stradale.

Forse però a queste nuove scelte dei Comuni non è estraneo il fatto che dal prossimo 1° gennaio la riforma del Codice stabilisce che metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità dovrebbe finire agli enti proprietari della strada su cui viene commessa l'infrazione (e, anche quando tale ente è il Comune stesso, la riforma pone paletti sull'uso dei soldi per evitare che finiscano nel calderone del bilancio). Certo, non è il caso di posti come Bari, dove sull'autovelox non si è mai calcata la mano. Ma altrove...

(Maurizio Caprino - Strade sicure 15/10/2010)