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Legge 4 novembre 2010, n.183
In vigore dal 24 novembre 2010, in attesa dei decreti attuativi

E` stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 243 della Gazzetta Ufficiale n. 262 del 9 novembre 2010, il c.d. "Collegato Lavoro", ovvero la legge 4/11/2010 n.183 recante "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti [...]".
Numerose sono le novità introdotte dalla legge, che contiene, tra l'altro, norme in materia di controversie individuali di lavoro e nuove forme di arbitrato (art. 31), il riordino delle sanzioni in materia di orario di lavoro (art. 7) e di impiego di lavoro irregolare (art. 4), modifiche al termine per l'impugnazione del provvedimento di licenziamento (art. 32), la riorganizzazione di enti vigilati dal Ministero del Lavoro (art. 2). In particolare, è stabilita la riorganizzazione del Casellario Centrale Infortuni, nel rispetto delle attuali modalità di finanziamento, secondo il principio di autonomia funzionale.

>>> leggi il testo

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Il Collegato lavoro, approvato il 19 ottobre 2010 introduce importanti novità in materia di pubblico impiego, continuando il cammino di riforma di questo importante settore del mercato del lavoro italiano.  

Entro 180 giorni dalla pubblicazione del Collegato sulla Gazzetta Ufficiale, le amministrazioni potranno sottoporre a nuova valutazione tutti i documenti di via libera ai part-time rilasciati fino al 2008. Riesame che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe portare alla revoca dell'orario ridotto nel caso l'amministrazione ritenga di avere vuoti di organico, fatti salvi i principi di correttezza e buona fede.

Altro capitolo del Collegato, che riguarda tutti i dipendenti (anche quelli del settore privato), punta al riordino della disciplina su permessi e congedi: entro sei mesi dall'entrata in vigore della norma il Governo adotterà provvedimenti per razionalizzarne la struttura all'insegna della semplificazione.

Ciò che, invece, assume carattere immediato è la stretta sui permessi per l'assistenza ai familiari portatori di handicap. Con le nuove regole il diritto ad assentarsi dal lavoro viene riconosciuto a un solo familiare alla volta ed è limitato a parenti e affini entro il secondo grado. Si allargano, invece, le opportunità  per i dipendenti pubblici che vogliono chiedere l'aspettativa non retribuita per avviare attività  professionali ed imprenditoriali.  Il Collegato lavoro consentirà, infatti, di richiedere l'astensione dal lavoro "anche per avviare attività professionali e imprenditoriali", allargando a tutti gli addetti del settore pubblico la possibilità  di staccare la spina per un periodo massimo di un anno. Resta comunque facoltà dell'amministrazione centrale accettare o meno la richiesta di aspettativa: la domanda sarà accolta dopo l'esame della documentazione presentata dal richiedente solo quando la sua assenza temporanea non rechi pregiudizio ai risultati dell'ufficio.

Ecco nello specifico le novità.


Mobilità, assegnazioni temporanee

Comma 1: in caso di trasferimento di funzioni dalle amministrazioni centrali ad altri soggetti (enti pubblici territoriali, oppure esternalizzazioni), al personale in esubero si applica l‘art. 33 del
Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 sulle procedure di mobilità collettiva del personale in eccedenza (reimpiego presso sedi diverse della stessa amministrazione, ricollocazione presso altra amministrazione o collocamento in disponibilità per max 24 mesi). 

Viene ampliata la possibilità di fruire della mobilità volontaria di cui all’art. 30 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 (“passaggio diretto di personale fra amministrazioni diverse”), nella forma dell’assegnazione temporanea per un massimo di tre anni. Al riguardo, si ricorda che nel CCNL dei comparti pubblici era già previsto l’istituto dell’assegnazione temporanea, come forma di mobilità per soddisfare particolari esigenze delle amministrazioni, previo consenso del dipendente e per un periodo massimo di 12 mesi, al termine del quale il dipendente poteva chiedere il passaggio diretto nell’amministrazione dove era stato comandato. Entro 60 giorni le amministrazioni pubbliche dovranno rideterminare tutte le assegnazioni temporanee in corso.


Pubblicazione dati su valutazione

Viene modificato il “Codice della Privacy” in modo tale da consentire alle amministrazioni di pubblicare in rete i dati concernenti le valutazioni dei dipendenti, senza correre il rischio di violare la riservatezza dei dati personali. Viene infatti precisato che non dovranno essere divulgate informazioni concernenti infermità o impedimenti di natura personale che causino l’astensione dal lavoro, o componenti della valutazione che possano avere riferimento a informazioni personali e riservate sui dipendenti.


Incarichi dirigenziali alla Presidenza del Consiglio

Riguarda il conferimento di incarichi di livello dirigenziale generale a dirigenti di seconda fascia presso la Presidenza del Consiglio. Se si tratta di dirigenti “assegnati in posizione di prestito”, a partire dalla data di entrata in vigore della legge non si applica la norma che prevede il transito definitivo nella prima fascia dopo cinque anni di incarico (art. 23, c. 1, Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 ).


Part-time

Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, le amministrazioni pubbliche hanno facoltà di “sottoporre a nuova valutazione” i provvedimenti di concessione del part-time già adottati prima dell’entrata in vigore del Decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112 (convertito in
Legge 6 agosto 2008 n. 133). L’art. 73 del Decreto Legge aveva ‘declassato’ da diritto a interesse legittimo la richiesta dei dipendenti di trasformare in part-time il rapporto a tempo pieno. Da quel momento, la trasformazione è divenuta non più obbligatoria, ma discrezionale da parte delle amministrazioni. Ora anche le trasformazioni in parttime concesse prima del 25 giugno 2008 possono essere revocate, se l’amministrazione valuta che la presenza in servizio a tempo pieno sia necessaria ai fini dell’operatività dell’ufficio.


Aspettativa senza assegni

Si introduce la possibilità di ottenere un’aspettativa di 12 mesi, senza assegni e senza decorrenza dell’anzianità, per avviare un’attività professionale o imprenditoriale autonoma. Durante questo periodo non si applicano le norme sull’incompatibilità e il cumulo degli impieghi previste dall’art. 53 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165. Si ricorda che nei CCNL dei comparti pubblici è già prevista la possibilità di ottenere l’aspettativa non retribuita per un massimo di 12 mesi in un triennio per motivi personali e familiari, oppure per due anni e una sola volta nella vita lavorativa per gravi e documentati motivi di famiglia.  Si ricorda inoltre che l’art. 23 bis del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 ha previsto la possibilità di essere collocati in aspettativa senza assegni “per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale”.


Pari opportunità, mobbing

Vengono introdotte modifiche all’art. 1 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, tra cui l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di garantire ai lavoratori il rispetto delle pari opportunità e l'assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, alla razza, all'origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell'accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro.

Previsto anche l’obbligo di garantire un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo, eliminando ogni forma di violenza morale o psichica al proprio interno.

Inoltre, entro 4 mesi dall’entrata in vigore della legge, ciascuna amministrazione dovrà costituire al proprio interno il “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” con compiti “consultivi, propositivi e di verifica”, che sostituirà il Comitato Pari opportunità e il Comitato paritetico sul «mobbing» (organismi partecipativi istituiti dalla contrattazione collettiva durante la tornata 2002-2005).

Entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge la Funzione Pubblica emanerà una direttiva contenente le linee guida sulle modalità di funzionamento dei nuovi Comitati Unici, la cui attività sarà finanziata dalle amministrazioni. La mancata costituzione dei Comitati Unici comporterà la responsabilità dei dirigenti incaricati della gestione del personale.


Congedi, aspettative, permessi

Il Collegato lavoro delega al governo ad adottare entro 6 mesi uno o più decreti legislativi finalizzati al “riordino” della normativa vigente in materia di congedi, aspettative e permessi “comunque denominati” (ivi inclusi, quindi, anche i permessi sindacali), con l’obiettivo di uniformare le norme tra settore pubblico e settore privato.


Portatori di handicap

Sono modificati alcuni punti dell’art. 33 della
Legge 5 febbraio 1992 n. 104 (permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità):

  • la fruizione dei permessi è limitata ai coniugi, parenti o affini entro il secondo grado, tranne il caso in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano superato i 65 anni o siano deceduti o mancanti, o siano anche loro affetti da grave disabilità;
  • viene reso esplicito il divieto (già vigente, però, nei fatti, per effetto delle numerose norme interpretative susseguitesi nel corso degli anni) di riconoscere a più di un lavoratore il diritto di assistere la stessa persona (tranne il caso di assistenza a figli con handicap grave);
  • il diritto a scegliere la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio viene trasformato nel diritto a scegliere la sede lavorativa più vicina al domicilio della persona da assistere.

Viene inoltre introdotto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di comunicare alla Funzione Pubblica entro il 31 marzo di ogni anno i nominativi dei dipendenti che fruiscono dei permessi di cui all’art. 33 della Legge 104, nonché delle persone assistite e del grado di parentela.


Comunicazioni obbligatorie

Per le pubbliche amministrazioni, a differenza dei datori di lavoro privati, non è più necessario comunicare agli uffici del lavoro le instaurazioni, le proroghe, le trasformazioni e le cessazioni di rapporti di lavoro entro il giorno antecedente a quello in cui si verifica l’evento. Ora si può adempiere a tale obbligo entro il ventesimo giorno successivo.

Viene così superata la norma che prevedeva identici obblighi per i datori di lavoro pubblici e privati. Il datore di lavoro pubblico non è più obbligato a consegnare immediatamente al lavoratore una copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro (oppure una copia del contratto individuale del lavoro), ma può farlo entro il ventesimo giorno.

Le  amministrazioni pubbliche hanno ora l’obbligo di trasmettere per via telematica al Dipartimento della Funzione pubblica tutti i dati relativi a retribuzioni annuali, curricula vitae, indirizzi di posta elettronica e numeri telefonici d’uso professionale dei dirigenti, nonché i tassi di assenza e di maggiore presenza di tale personale. Tutti questi dati saranno pubblicati sul sito istituzionale del Dipartimento.