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Corte dei Conti Sez. Riunite delibera 11/11/2010
Assunzioni negli Enti minori

ENTI LOCALI
 
Dopo la Corte conti Calabria anche le sezioni riunite hanno optato per una tesi meno restrittiva

Assunzioni più facili nei mini-enti

Va considerato il cumulo delle cessazioni degli anni precedenti
  di pagina a cura di Luigi Oliveri  


Le cessazioni di personale che consentono agli enti locali non soggetti al patto di effettuare assunzioni non sono esclusivamente quelle dell'anno precedente, ma il cumulo di quelle avvenute nel corso degli anni.

Di conseguenza, gli enti con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti possono cumulare le cessazioni di personale per effettuare le assunzioni nel rispetto dei limiti posti dall'articolo 1, comma 562, della legge 296/2006.

La Corte dei conti ha chiarito in modo finalmente univoco la questione, con una serie ravvicinata di pareri, ultimo dei quali quello espresso con la deliberazione delle sezioni riunite 11 novembre 2010, n. 523.

Le sezioni riunite hanno deciso che «il significato da attribuire all'espressione «nel precedente anno» contenuta nell'art. 1, comma 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria per il 2007), come modificato dall'art. 3, comma 121, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria per il 2008), possa riferirsi a cessazioni intervenute successivamente all'entrata in vigore della norma, anche in precedenti esercizi, rifluenti nell'anno precedente a quello nel quale si intende effettuare l'assunzione». Il parere delle sezioni riunite segue di pochi giorni quello espresso già dalla sezione regionale di controllo della Calabria, parere 5 ottobre 2010, n. 511 e risponde positivamente all'impulso della sezione delle Marche, la quale aveva rimesso la questione alle sezioni riunite, con la deliberazione 21 luglio 2010, n. 551, poiché vi sono state nel passato visioni contrastanti tra diverse sezioni regionali e la sezione autonomie.

La questione interpretativa sorge dal testo dell'articolo 1, comma 562, della legge 296/2006 ai sensi del quale gli enti con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti «possono procedere all'assunzione di personale nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel precedente anno».

Una prima tesi, restrittiva, ritiene che la norma debba essere interpretata in senso strettamente letterale: dunque, gli enti possono assumere solo ed esclusivamente per sostituire i dipendenti cessati l'anno prima. Pertanto sono tenuti a procedere senza alcun indugio, in quanto non sarebbe simmetricamente possibile assumere in un certo anno allo scopo di garantire la copertura di una cessazione di due o più anni precedenti. Insomma, solo anno per anno gli enti potrebbero, secondo questa visione, esercitare la facoltà di assumere entro il limite del turn over.

La seconda tesi, sposata dalla sezione di Reggio Calabria e accolta dalle sezioni riunite, rigetta l'assunto di quella restrittiva. Essa, in effetti, appare inficiata da un lato da poca ragionevolezza. Lo scopo della norma, infatti, è evitare che gli enti non soggetti al patto accrescano negli anni la dotazione organica di fatto consentendo loro assunzioni al solo fine di coprire i posti che mano a mano si rendono liberi per cessazioni. Se si accettasse la lettura restrittiva, laddove gli enti per qualsiasi ragione non riuscissero nell'anno successivo ad una cessazione ad effettuare il concorso e l'assunzione a copertura del posto vacante, perderebbero per sempre questa opportunità, vedendosi ridurre ulteriormente la dotazione di fatto. Il che per enti di piccole dimensioni si rivelerebbe esiziale, dal momento che ogni unità costituisce una percentuale rilevante della forza lavorativa.

Il parere della sezione Reggio Calabria fa opportunamente presente che in effetti l'articolo 1, comma 562, della legge 296/2006 pone due obblighi cumulativi (non alternativi) in capo agli enti non soggetti al patto: il primo è contenere la spesa di personale entro il tetto (sempre più lontano nel tempo) del 2004; il secondo è, appunto, limitare le assunzioni a quelle sole necessarie per la copertura delle cessazioni dell'anno precedente. Dunque, non vi sono più dubbi sulla circostanza che la locuzione «complessivamente intervenute nel precedente anno» riferita alle cessazioni vada intesa nel senso che tali cessazioni sono la sommatoria complessiva delle cessazioni dal lavoro intervenute anche in più anni. La condizione è che la spesa per il personale, a seguito delle assunzioni, resti al di sotto del tetto del 2004 e non risulti superiore al 50% del totale delle spese correnti, limite che a partire dal 1° gennaio 2011 si abbassa al 40%.

da ITALIA OGGI del 3/12/2010