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Videosorveglianza non sempre a scopo sanzionatorio
Chiarimenti operativi nelle linee guida redatte dall'Anci in collaborazione col Garante privacy

Le immagini riprese con la videosorveglianza non sono utilizzabili per irrogare sanzioni amministrative. Ma solo per inviare il vigile sul posto a contestare l'infrazione. Così si legge nello schema di regolamento sulla videosorveglianza, inserito in appendice alle Linee Guida per i comuni in materia di videosorveglianza, redatte dall'Anci, in collaborazione con il Garante della privacy.

 

 

In effetti l'approvazione di un regolamento è consigliata dall'Anci, anche se il provvedimento generale sulla videosorvegilanza del Garante dell'8 aprile 2010 non menziona più, tra gli adempimenti, la redazione di un atto di documentazione delle scelte. Tuttavia l'ente locale farà bene a dotarsi di uno strumento per disciplinare compiti e responsabilità interne. Ma vediamo di approfondire le indicazioni operative derivanti dalle linee guida dell'Anci.

Regolamento. Non è più necessario prevedere «l'atto di documentazione delle scelte» per l'installazione e la gestione di un sistema di videosorveglianza. L'adempimento non è più obbligatorio, ma l'Anci consiglia i comuni di dotarsi di un regolamento di gestione della videosorveglianza,: così l'ente può individuare con atto determinato le finalità e le procedure del sistema stesso. In allegato alle linee guida è riportato un modello di regolamento, utilizzabile come facsimile. Ad esempio nel regolamento si potrà disciplinare l'accesso ai locali e le modalità delle riprese, compresi i tempi di conservazione.

Utilizzo immagini. Nel regolamento tipo riportato in appendice alle linee guida si evidenzia un limite all'utilizzo delle immagini: servono solo alle centrali operative per inviare sul posto agenti accertatori per la contestazione dell'infrazione. Questo, naturalmente, nei casi in cui il codice della strada o la legge non consente di rilevare l'infrazione senza obbligo di contestazione immediata. In effetti la legge 689/1981 pone il principio generale della contestazione immediata dell'infrazione e non si comprende ancora se l'immagine possa essere utilizzata per una contestazione differita. Certo è che se le immagini non sono utilizzabili per la irrogazione delle sanzioni rischiano di avere minore efficacia deterrente.

Verifica preliminare. Non deve passare dal garante, chiedendo una verifica preliminare, il comune che ha installato un impianto di videosorveglianza per la duplice finalità di «sicurezza urbana» e «gestione del traffico». Questo anche nel caso in cui l'impianto è collegato oltre che alla polizia locale, anche alle forze di polizia.

Tempo di conservazione. Il problema riguarda l'ipotesi in cui la questura chieda ad un comune di aumentare il tempo di conservazione delle immagini, oltre i sette giorni. In questo caso il comune deve richiedere al Garante la «verifica preliminare», allegando la specifica richiesta della questura e il parere del comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica. Nella richiesta di verifica preliminare occorre evidenziare se l'aumento del tempo di conservazione è a carattere permanente o provvisorio.

Motion detection. Le linee guida dell'Anci confermano che è necessaria la verifica preliminare anche per le telecamere installate da un comune per finalità di «sicurezza urbana» e per la sicurezza di edifici pubblici, se dotate di funzione «motion detection».

Targhe veicoli. Non si deve passare dal garante per la preventiva verifica preliminare nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza, utilizzati per il sanzionamento degli accessi abusivi in Ztl o per il transito lungo le corsie riservate ai mezzi pubblici, leggono le targhe dei veicoli, incrociandoli con data-base contenente le targhe autorizzate. L'immagine viene associata con l'archivio delle targhe, ma non con dati biometrici o sensibili. Nessuna verifica preliminare, dunque, visto che non c'è pregiudizio agli interessati, che vengono sanzionati

Informativa. Non è sufficiente posizionare il cartello dell'informativa solo all'ingresso del centro urbano, quando il territorio comunale è coperto da una pluralità di telecamere. Il cartello, infatti, dovrebbe essere collocato prima del raggio d'azione della telecamera e se il territorio è molto vasto non basta un primo cartello all'ingresso del comune. Differente è l'installazione di segnali per aree, purché più circoscritte rispetto all'intero territorio comunale

Ztl. Nelle zone a traffico limitato, nelle corsie bus video sorvegliate è necessario installare l'apposita informativa, con un segnale su specifica e autonoma struttura, per permettere al cittadino di sapere che accede ad una zona o area, in cui sono in funzione collegate con uffici in cui prestano servizi organi di polizia stradale. 

Street control. È necessaria l'informativa per la videosorveglianza mobile. Ci vuole, quindi, l'informativa se le pattuglie della polizia locale di un comune sono dotate di telecamere per finalità di «sicurezza urbana», «sicurezza del personale che opera in aree a rischio» e «sanzionamento divieti di sosta – street control». Per l'informativa è sufficiente una indicazione segnaletica sul veicolo.

(autore: Antonio Ciccia tratto da Italia Oggi 10/12/2010- Riproduzione riservata- Si ringrazia l'Editore per la gestile concessione)