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Decreto legislativo n.235/2010
Il codice digitale punta su incentivi e sanzioni

di Davide Colombo

ROMA - Più obblighi per le amministrazione e più diritti per i cittadini e le imprese. Il ministro della Pa e l'Innovazione, Renato Brunetta, presenta così la «seconda gamba» della sua riforma, da ieri operativa con l'entrata in vigore del nuovo Codice dell'amministrazione digitale (Dlgs n. 235/2010, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 10 gennaio). I

l nuovo Cad aggiorna il quadro di regole che furono attivate nel 2005 dal ministro Lucio Stanca non solo aggiornandole al nuovo contesto tecnologico ma, soprattutto, rendendone effettiva l'implementazione con un un set di misure premiali e sanzionatorie che si coniugano con l'attuazione per primo pilastro della riforma, quello che ha riordinato il lavoro pubblico con il ciclo della performance. «Dopo aver introdotto con il decreto 150 la premialità selettiva, la trasparenza e la responsabilizzazione dei dirigenti – ha spiegato ieri Brunetta – ora diamo ai cittadini una nuova Costituzione materiale, basata sul principio che ognuno potrà colloquiare con le amministrazioni centrali dello stato, con gli enti autonomi e con i gestori di servizi pubblici utilizzando esclusivamente le tecnologie informatiche».

Il nuovo Cad sarà a regime nel 2012, in coerenza con il piano e-government, e riguarderà tutte le amministrazioni ad esclusione di quelle impegnate in attività di ordine pubblico e sicurezza nazionale: «compreso quindi il ministero dell'Economia e l'agenzia delle Entrate» ha puntualizzato Brunetta annunciando il varo a breve di un nuovo decreto attuativo. La sua implementazione, inoltre, non dovrebbe incontrare ostacoli anche sotto il profilo finanziario, almeno per le amministrazioni centrali «visto che nei bilanci dei vari ministeri – ha aggiunto Brunetta - abbiamo verificato la disponibilità di risorse più che sufficiente per attuare le nuove regole in materia di Ict e procedure informatiche». Il ministero, in vista dell'entrata in vigore del nuovo Codice, ha lanciato una vera e propria campagna di sensibilizzazione di tutte le amministrazioni con l'invio di comunicazioni a quasi 5mila enti e ha attivato una task force per l'implementazione delle nuove regole, cui partecipano DigitPa e Formez.

Tra i primi passi attuativi è previsto, entro tre mesi, l'utilizzo diffuso della posta elettronica certificata (Pec) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che avranno fornito il proprio indirizzo elettronico, mentre entro sei mesi tutte le informazioni, le istanze, i dati (anche a fini statistici) che le imprese dovranno fornire alle amministrazioni avverrà solo on-line. Dopo la presentazione dell'intero programma di attuazione del Cad  il ministro ha incontrato i rappresentanti di Confindustria Servizi informativi e tecnologici e delle principali organizzazioni federate del settore Ict per lanciare un invito collettivo a «lavorare insieme, e alacremente, per far sì che l'innovazione diventi prassi quotidiana nella Pa e che l'amministrazione digitale sia realmente a portata di click per cittadini e imprese». Pronta la replica del presidente di Confindustria Servizi, Stefano Pileri, secondo cui «è cruciale sostenere le diverse fasi attuative del Codice per contribuire alla costruzione delle regole tecniche, all'applicabilità dei sistemi e all'incremento della capacità di utilizzo. La nostra federazione – ha proseguito Pileri – garantirà il suo impegno per sensibilizzare le imprese, che non solo dovranno adottare le procedure digitali ma esigere dalla stessa Pa l'applicazione del Cad».

© RIPRODUZIONE RISERVATA- Il Sole 24 Ore 26/1/2011

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DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 235  
Leggi il testo completo Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione digitale, a norma dell'articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0002) (GU n. 6 del 10-1-2011  - Suppl. Ordinario n.8)
  note:
  Entrata in vigore del provvedimento: 25/01/2011