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Sezione II Civile n.4219 del 21/2/2011
La Cassazione conferma la “fede privilegiata” dei verbali compilati dagli agenti di polizia municipale.

Con la sentenza della sez. civile II n. 4219/11 depositata il 21/2/011, si  rafforza quanto già espresso da altra recente sentenza delle Sezioni Unite della stessa Corte (n.17355 del 24/7/2009), secondo la quale nel giudizio di opposizione a verbale, per sanzione amministrativa  è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contradditorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti alla prova, la proposizione e l’esame di ogni questione inerente l’alterazione nel verbale, pur se in forma involontaria e dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti.

Il caso si è originato da un verbale notificato al proprietario di un’autovettura, in cui si contestava al conducente di circolare utilizzando il telefono cellulare durante la guida senza l’ausilio di auricolare.

Il giudice di pace, in prima istanza, accoglieva le doglianze del ricorrente  che venivano confermate anche dalla Corte d’appello a cui,invano, ricorreva  il Comune di Pontassieve. Il giudice del gravame affermava che “non bastava richiamare la fede privilegiata rivestita dal verbale di accertamento redatto dai vigili urbani per sostenere la fondatezza della contestazione, giacché nella specie, la visione della condotta era avvenuta da parte degli agenti della P.M. procedenti in senso contrario e che si trovavano a loro volta su un’autovettura in movimento, di talché il loro punto di osservazione era passibile di errore”.

In definitiva la fede privilegiata ex art.2700 c.c. si realizza, quindi, per tutto quanto il pubblico ufficiale affermi avvenuto in sua presenza, anche nell’ipotesi specifica qui affrontata, che si verifichino cioè sviste o altri involontari errori o omissioni percettivi da parte del verbalizzante, per cui si rende necessaria la querela di falso.

Giuseppe Falanga

Leggi la sentenza n.4219/2011