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Corte dei Conti Lazio- Deliberazione n.21 del 7/4/2011
Manutenzione delle strade e Polizia locale

Ripianare i buchi sulle strade piuttosto che i buchi del bilancio

La questione aleggia da anni sui Comuni italiani: che sia per i tagli fatti dallo Stato o per gli sprechi clientelari e demagogici, non ci sono i soldi per tenere le strade in uno stato decente. Questo si traduce in più rischi di incidenti e richieste di risarcimento danni, con ulteriori esborsi per le casse comunali. Dunque, che cosa deve fare un sindaco? Continuare a risparmiare sulla manutenzione stradale o curarla per evitare altri oneri per indennizzare automobilisti e motociclisti?

Il sindaco di Anagni (Frosinone), per togliersi ogni dubbio, ha interpellato la Corte dei conti. Ossia i magistrati temutissimi dai pubblici amministratori perché possono condannarli per danno erariale, il che comporta di mettere di tasca propria quei soldi che la Corte abbia ritenuto utilizzati in modo non corretto. La risposta è stata rapida e netta: il sindaco pensi innanzitutto ad aggiustare le strade. E i vigili - tra il dovere di verbalizzare la verità e quello di fedeltà al Comune, che confliggono quando s'interviene su un incidente palesemente provocato dalla strada - devono preferire il primo.

La motivazione dei giudici tiene conto innanzitutto della sicurezza e poi anche del vil danaro: viene ribadito che tra i fini istituzionali di un Comune c'è la tutela degli utenti delle strade, dalla quale discende la diminuzione degli incidenti e dei relativi risarcimenti. Lapalissiano. Ma se non ci sono soldi nemmeno per tappare le buche più grandi? I giudici rispondono che vanno tagliate altre spese meno utili (quali, però?) oppure occorre prendere altri provvedimenti-tampone: limiti di velocità bassissimi, segnali che evidenzino i pericoli eccetera. Ossia tutte quelle cose che spesso noi guidatori capiamo poco e critichiamo.

In ogni caso, l'importante è che la Corte non abbia autorizzato a tenere le strade così come sono pur di non gravare sul bilancio comunale. (Maurizio Caprino)

Leggi la Deliberazione della Corte dei Conti