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Lombardia-Sez.III Milano del 8/6/2011
L’impiegato deve assistere il padre, il giudice ordina all’amministrazione di trasferirlo vicino a casa

Un poliziotto ha diritto a stare accanto al padre invalido. E il Viminale deve trasferirlo nella provincia di Chieti, vicino a casa, per consentire l’assistenza: è lo stesso giudice amministrativo a ordinarlo all’amministrazione. È quanto emerge da una recente sentenza del Tar Lombardia.

Ecco una delle prime condanne legittimate dall’azione di adempimento prevista dal D.lgs 104/10: il nuovo codice del processo amministrativo. Al giudice è concesso un potere di condanna senza restrizione di oggetto, modulabile a seconda del bisogno differenziato emerso in giudizio o, all’occorrenza, quale sbocco di una tutela restitutoria, ripristinatoria ovvero di adempimento pubblicistico coattivo.

In sintesi: il giudice amministrativo prende in considerazione il rapporto regolato dell’atto amministrativo in modo da scrutinare la fondatezza della pretesa sostanziale azionata, sempre che non vi si frapponga l’ostacolo dato dalla non sostituibilità di attività discrezionali riservate alla pubblica amministrazione. E in questo caso il poliziotto, figlio unico, ha il diritto di essere avvicinato a casa per curare il padre affetto da una grave malattia.

Nella sentenza ci sono ampi riferimenti alla corretta interpretazione di alcuni articoli delle Legge 104/92, riferimento normativo che regola la materia dell'assistenza ai soggetti invalidi.