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Pensioni, l'addio al sistema retributivo
Da gennaio 2012 contributivo per tutti - Con il milleproroghe i disincentivi light per i precoci

Attenuazione dell'impatto delle nuove pensioni sui lavoratori precoci. È questa l'ultima tessera che manca nel puzzle della riforma previdenziale targata Fornero-Monti così come è stata corretta dalle Camere. Un restyling in ogni caso molto leggero, finalizzato prevalentemente a salvaguardare maggiormen-te i nati tra il 1951 e il 1952.

La riforma resta strutturale, con un cambio di rotta preciso rispetto alle misure in vigore fino ad oggi: dal 2012 contributivo per tutti nella forma pro rata, addio alle pensioni di anzianità e alle finestre di uscita, innalzamento della soglia di vecchiaia per uomini e donne, aumento delle aliquote degli autonomi, stop ai privilegi dei fondi speciali Inps e stretta sulle Casse privatiz-zate. Ora, con un probabile emendamento da presentare nelle prossime settimane in Parlamento al disegno di legge di conversione del decreto milleproroghe, che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri, dovrebbe essere garantita una sorta di corsia preferenziale per i lavoratori precoci (quelli che hanno cominciato a lavorare a 15-16 ani di età), così come chiesto dai parti-ti, in primis il Pd.

Possibile anche un'ulteriore riduzione (o forse addirittura l'azzeramento) delle penalizzazioni su tutti gli under 62 che optano per l'uscita anticipata con il solo canale contributivo. Per effetto dei ritocchi già introdotti a Montecitorio, e confermati dal Senato, le penalizzazioni nei confronti di chi sceglie la pensione anticipata con 42 anni e 1 mese di contributi (41 anni e 1 mese per le donne) sono già scese dal 2% all'1% l'anno per chi esce con 61 e 60 anni, mentre sono rimaste invariate per i pensionamenti con un'età ancora inferiore. Questo dal 1° gennaio 2012 sarà l'unico canale possibile per le uscite anticipate: le pensioni d'anzianità fino ad oggi previste con il sistema delle "quote" (somma di anzianità anagrafica e contributiva) scompariranno del tutto, così come il sistema a finestre, che con le misure adottate negli ultimi due anni dal Governo Berlusco-ni era stato limitato a un'u-scita unica (finestra mobile).

Le "quote" sopravviveranno solo per i lavoratori impiegati in attività usuranti. Dall'inizio del prossimo anno i trattamenti previdenziali dovranno essere calcolati con il metodo contributivo in forma pro-rata. Calerà dunque il sipario sulla lunga stagione delle pensioni retributive (in toto o in prevalenza) con un differenziale molto marcato tra assegno percepito e contributi versati. Per tutti i neo-assunti continuerà a valere il metodo contributivo puro, già previsto dal 1° gennaio 1996: in questo caso sarà però possibile uscire con 63 anni di età a patto di essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione e di essere in grado di percepire un trattamento di importo non inferiore a 2,8 volte l'assegno sociale (circa 1.200 euro mensili). Dal 2012 salirà anche la soglia di vecchiaia: subito a 66 anni per gli uomini (a 67 nel 2012 al netto degli agganci alla speranza di vita), a 62 anni per le donne per poi arrivare progressivamente a 66 anni nel 2018. Due le eccezioni prodotte dai correttivi approvati dal Parlamento. La prima permette ai lavoratori nati tra il 1951 e il 1952 con 35 anni di con-tribuzione, che avrebbero maturato nel 2012 il diritto alla pensione sulla base di regole in vigore prima della riforma Fornero-Monti (il sistema delle «quote»), di uscire con 64 anni di età anagrafica.

La seconda eccezione interessa le lavoratrici del settore privato che, se in possesso entro il 31 dicembre 2012 di 60 anni di età e 20 di contribuzione, potranno andare in pensione con 64 anni di età anagrafica. La riforma, contenuta nel de-creto sulla manovra appro-vato definitivamente dal Senato, introduce anche un contributo di solidarietà del 15 per cento sugli assegni d'oro per la parte eccedente i 200mila euro lordi annui (restano in vigore i prelievi già previsti). È poi previsto un contributo di solidarietà ad hoc (dallo 0,3% all'1% a seconda degli anni di con-tribuzione) sui fondi speciali Inps (elettrici, piloti, dirigenti d'azienda e via dicendo). Scatta infine anche anche un intervento restrittivo sulle super-liquidazioni superiori al milione di euro: saranno assoggettate agli scaglioni Irpef e non più alla tassazione separata. Con il piano Fornero-Monti sal-gono pure le aliquote con-tributive dei lavoratori au-tonomi (commercianti e artigiani) che entro il 2018 dovranno arrivare a quota 24 per cento. Sulle Casse professionali è previsto un intervento "condizionato": entro giugno 2012 dovranno garantire il pareggio tra entrate e uscite per i prossimi 50 anni, in caso contrario il ministro del Lavoro inter-verrà automaticamente "imponendo" il contributivo per tutti e un contributo di solidarietà.

Il Sole 24 ore 23 dicembre 2011 © RIPRODUZIONE RISERVATA ( Si ringrazia l'Editore pe rla gentile concessione)

Marco Rogari

 
 

Per le dipendenti pubbliche l'età per la pensione di vecchiaia si allinea già dal 2012 a quella degli uomini a 65 anni.

Obiettivo 67

Per tutti, uomini e donne, del settore pubblico e del privato, l'età della pensione di vecchiaia non potrà essere inferiore a 67 anni dal 2021, grazie agli adeguamenti per la speranza di vita (qualora non si arrivasse a questo limite con gli automatismi, è obbligatoria la correzione al rialzo entro il 31 dicembre 2019).

Assegno sociale

Per le donne come per gli uomini l'età anagrafica per l'assegno sociale non cambia con questa manovra. Dal 1° gennaio prossimo serviranno 65 anni che poi salgono, per via dell'aumento dell'aspettativa di vita, di 3 mesi nel 2013, 7 mesi nel 2016 e 11 mesi nel 2019. Dal 2031 al 2050 si stima l'incremento di 3 mesi ogni triennio (2049: 68 anni e 8 mesi).