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L'esclusione sociale dei lavoratori fuori orario
Ricerca di interesse anche per i lavoratori turnisti della P.L.

Nel Regno Unito alcuni ricercatori hanno scoperto che le persone più anziane e gli impiegati che non lavorano nel tipico "orario d'ufficio", dalle 9 alle 5 ogni giorno, hanno maggiori probabilità di sentirsi esclusi dalla società.

"Sentirsi parte della società di solito comporta la partecipazione a certe attività come sport, arte, volontariato o eventi sociali," spiega il coordinatore della ricerca, il dott. Matt Barnes del Centro nazionale di ricerca sociale del Regno Unito. "La nostra ricerca mostra che le persone più anziane e coloro che lavorano con un orario insolito hanno particolari difficoltà a partecipare a tali attività."

Con un contributo dell'ESRC (Economic and Social Research Council) del Regno Unito, i ricercatori hanno scoperto che lo stato crede che la chiave per rafforzare il benessere fisico ed emotivo di un individuo sia il lavoro. Se non si prende parte a questa attività si va incontro a esclusione sociale e problemi legati al reddito basso. Lo studio però sottolinea anche che lavorare con un orario irregolare può influenzare le probabilità di una persona di partecipare e sentirsi integrato nella società.

Circa il 66% dei lavoratori lavora con un orario insolito. Vari servizi e strutture hanno cominciato ad adattarsi agli impegni delle persone, ma chi appartiene alla categoria degli "orari insoliti" continua a vedere il proprio tempo dedicato allo svago costretto dalla disponibilità limitata di servizi e dalla mancanza di altre persone con le quali passare il tempo libero.

Questi lavoratori hanno anche maggiori difficoltà a partecipare ad attività sociali e relazionali faccia a faccia rispetto alle persone che lavorano secondo gli orari standard, che secondo la definizione degli esperti vanno dalle 8:00 alle 19:00 dal lunedì al venerdì. Il problema si acuisce quando le persone devono lavorare la sera o durante il fine settimana.

Chi lavora la sera di solito passa quasi sette ore in attività partecipative ogni settimana. Chi lavora la domenica normalmente passa oltre 5 ore in tali attività, mentre le persone che lavorano in orari "normali" passano oltre 8 ore in queste attività la settimana.

"Facendo tenere alle persone un diario e analizzando il modo in cui passano il tempo in un periodo di 24 ore," dice il dott. Barnes, "abbiamo potuto capire come "partecipano" e cosa si potrebbe fare per creare una maggiore inclusione sociale."

I risultati dello studio mostrano anche che le persone più anziane hanno maggiori problemi a partecipare alle attività. Oltre 1 milione di persone hanno problemi di relazioni sociali e di esclusione sociale. I ricercatori suggeriscono che le persone possono sviluppare reti sociali e avere un sostegno passando del tempo con gli amici. Questo è particolarmente importante per le persone anziane che stanno per andare incontro a esperienze come la malattia o il pensionamento. Tali esperienze possono far aumentare il rischio di sentirsi socialmente isolati. Le persone più anziane possono alimentare anche un senso di indipendenza se passano tempo con persone al di fuori delle proprie case, sostiene il team.

In termini di differenze di genere, lo studio ha riscontrato che le probabilità che le donne passino tempo con gli amici a eventi sociali sono più alte rispetto agli uomini. Il loro tempo è però limitato da altre attività come i lavori domestici e le cure dedicate ai propri cari.

"È chiaro che la partecipazione sociale è importante per una migliore qualità della vita, sia in età più avanzata che tra coloro che ancora lavorano," spiega il dott. Barnes. "Migliorare l'accessibilità ai trasporti pubblici e ad altre strutture e servizi sarebbe molto utile per migliorare l'inclusione sociale in Gran Bretagna."

(Fonte : Cordis - Aggiornamento del 2 gennaio 2012)

Per maggiori informazioni, visitare:

National Centre for Social Research:
http://www.natcen.ac.uk/

Economic and Social Research Council (ESRC):
http://www.esrc.ac.uk/