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Tfr, trattenuta non dovuta sulla paga dei dipendenti pubblici
Tar R.Calabria dichiara illegittimo il contributo del 2% sulla busta paga

llegittima la trattenuta stipendiale operata ai dipendenti pubblici (2%) e versata all'Inpdap per il tfr, il trattamento di fine rapporto. È illegittima perché non prevista dall'articolo 2120 del codice civile, il quale non dispone al-cuna compartecipazione contributiva dei lavoratori con i datori di lavoro per il diritto al tfr.

Lo stabilisce la sentenza n. 564/2012 del Tar Calabria, che condanna le pubbliche amministrazioni allo stop immediato del prelievo in busta paga nonché alla restituzione di quanto trattenuto a partire dal 1° gennaio 2011.

Soddisfazione è stata espressa da Giovanni Torluccio, segre-tario della Uil-Fpl che da tempo denunciava questa sorta di «finanziamento forzoso dello Stato a carico del lavoratore pubblico». La vicenda trae origine dalla legge n. 122/2010 (conversione del dl n. 78/2010) la quale, all'articolo 12, comma 10, dispone che, a partire dalle anzianità maturate dal 1° gennaio 2011, tutti i trattamenti di fine servizio comunque denominati vengano determinati secondo le regole del codice civile e in particolare dell'articolo 2120, cioè con le stesse regole già operanti per i lavoratori dipendenti del settore privato. A seguito della novità l'Inpdap è intervenuto con circolare n. 17/2010 (si veda ItaliaOggi del 12 ottobre 2010), dettando i criteri operativi con il placet del ministero del lavoro.

In base a tali criteri, dal 1° gennaio 2011 tutte le buonuscite (di tutti i dipendenti da amministrazioni individuate dall'Istat ai sensi della legge n. 196/2009) vengono calcolate in base alle regole del tfr, con la ripartizione in due quote: la prima relativa alle anzianità fino al 31 dicembre 2010, secondo le vecchie regole (un dodicesimo dell'80% della retribuzioni utile); la seconda relativa alle anzianità dal 1° gennaio 2011, con applicazione dell'aliquota del 6,91% alla retribuzione utile. In quella sede, l'Inpdap ha precisato che la normativa ha mutato unicamente le regole di calcolo del tfr, non anche la «natura» dello stesso con la conseguenza di rimanere confermate le voci retributive utili, nonché «le modalità di finanziamento e il contributo alle gestioni ex Enpas ed ex Inadel secondo l'attuale ripartizione in quote a carico del lavoratore e del datore di lavoro» (ciò che viene censurato dal Tar Calabria).

In pratica, anche dopo il cambio di disciplina del tfr (da pubblica a privata), le pa hanno continuato a praticare ai lavoratori la ritenuta del 2,50% sull'80% della retribuzione (ossia il 2% sul 100% della busta paga).

Daniele Cirioli
-Italia Oggi 1 marzo 2012 (Riproduzione riservata-Si ringrazia l'Editore pe rla gentile concessione)