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Legge 8 novembre 2012, n.189
Disposizioni urgenti per promuovere lo svilppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 13 settembre 2012 , n. 158 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 settembre 2012, n. 214), coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piu' alto livello di
tutela della salute.».

Il provvedimento introduce il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni e dispone l’obbligo di richiesta da parte del venditore di un documento di identità dell’acquirente, tranne che nel caso in cui la maggiore età sia manifesta.
In caso di violazione è prevista una sanzione pecuniaria da 250 a 1.000 euro e, se il fatto è commesso più di una volta, la sanzione aumenta (da 500 a 2.000 euro) con la sospensione dell’attività per tre mesi.
Per quanto riguarda la somministrazione – nonostante anticipazioni diverse – rimane fermo quanto stabilito dall’art. 689, comma 1, del codice penale, che prevede il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 16 o ad infermi di mente.
Pertanto, i titolari di pubblici esercizi saranno tenuti al rispetto del limite della maggiore età solo nel caso di vendita di bevande alcoliche per asporto, con annesso obbligo di richiesta del documento, mentre per il servizio di somministrazione al bancone o al tavolo il limite rimarrà quello dei 16 anni.
L’art. 689 del C.P. viene comunque modificato con l’introduzione di due nuovi commi :
• il primo che estende la sanzione prevista per chi somministra bevande alcoliche ai minori di anni 16 anche a coloro che impiegano distributori automatici di alcolici che non consentano la rilevazione automatica dei dati anagrafici dell’utilizzatore o che non siano presidiati da personale incaricato di effettuare tale controllo;
• il secondo che aggiunge alle pene già previste una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 25.000 euro e la sospensione dell’attività per tre mesi in caso di più violazioni del divieto di somministrazione di alcolici ai minori di anni 16.
Con l’avvenuta pubblicazione in G.U. le suddette disposizioni sono in vigore da domenica 11 novembre 2012.

Dalla stessa data la legge 189/2012 vieta inoltre ai pubblici esercizi di attivare apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità.

Ad integrazione della norma che prevede l’applicazione sugli apparecchi “newslot” di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro, nonché le relative probabilità di vincita, viene stabilito che i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, sono tenuti a esporre, all’ingresso e all’interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate alla G.A.P. (Gioco d’azzardo patologico).

Queste disposizioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2013, come quelle concernenti il divieto di “vendita o somministrazione” dei prodotti del tabacco ai minori di 18 anni.
Relativamente agli apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 lettera a) del Tulps rimane ferma la previsione della progressiva ricollocazione da parte dell’AAMS degli apparecchi che risultano vicini a istituti scolastici, strutture ospedaliere e sanitarie e luoghi di culto.

In materia di sicurezza alimentare viene precisato che l’OSA, che per la produzione di gelati utilizza latte crudo, deve garantire che la lavorazione sia conforme ai requisiti di cui al Regolamento CE n. 853/2004.

La legge 189 - sulla formazione del personale adibito alla produzione, somministrazione e commercializzazione di alimenti - dispone che il Ministro della salute, con decreto di natura non regolamentare, potrà uniformare criteri - ai fini di una applicazione uniforme sul territorio nazionale - delle modalità di formazione, anche a distanza.