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Lavorare in Polizia Locale
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L'evoluzione del ruolo della polizia locale

La polizia locale, municipale o provinciale, è il principale regolatore della vita di tutti i giorni nello spazio pubblico delle città e nel territorio. Regola il traffico e contrasta i comportamenti di guida rischiosi, tutela i consumatori e garantisce il rispetto delle regole del commercio, tutela l’ambiente, controlla lo sviluppo edilizio e contrasta l’abusivismo, presidia, prevalentemente a piedi, lo spazio pubblico per garantire sicurezza nelle città e nel territorio.

Trasformazione delle città e ruolo della polizia locale

Se oggi sempre più spesso si parla pubblicamente delle polizie locali, della loro importanza e della loro necessaria qualificazione, questo non nasce da un cambiamento o da un nuovo arricchimento di funzioni, o dal suo trasformarsi in polizia di sicurezza, ma dai cambiamenti intervenuti nelle città e nei territori,  che sono il  “luogo di lavoro”, il contesto operativo della polizia locale.

Da oltre un decennio le città italiane  sono al centro di una trasformazione urbana e sociale sempre più rapida e convulsa. Una trasformazione che investe lo spazio pubblico delle città come un fiume in piena, che produce disordine fisico e sociale; un disordine che va regolato giorno per giorno e mantenuto entro limiti accettabili. Nello spazio pubblico i fenomeni negativi si sommano e si intrecciano: fretta, maleducazione, inciviltà, violazione delle norme del vivere civile, degrado ambientale, mercati illegali, criminalità di strada.

In questo spazio la polizia locale fa di tutto: informa, educa, regola, sanziona, difende i più deboli da grandi e piccole prevaricazioni. Svolge cioè la propria specifica funzione di regolatore della vita sociale e lo fa conoscendo e applicando la legge, cioè le regole di vita che la comunità nazionale e locale democraticamente si è data. Per questo gli operatori, non possono e non  vogliono girare mai la testa dall’altra parte, e intervengono, se necessario, anche utilizzando i propri poteri di polizia di sicurezza e giudiziaria.

E’ questa funzione così complessa che fa della polizia locale il principale strumento ordinario di regolazione e rassicurazione di ciò che avviene nello spazio pubblico delle città, una risorsa fondamentale delle politiche di miglioramento della sicurezza urbana.

Per questo non c’è bisogno di un’altra polizia di sicurezza, ma c’è bisogno di una polizia locale sempre più qualificata, professionale e attrezzata.

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Le condizioni strutturali per una polizia locale di qualità

Sono tre le condizioni strutturali che rendono oggi possibile il dispiegarsi di una azione adeguata di polizia locale: un rapporto stretto con la comunità locale, un coordinamento strutturato con polizia e carabinieri, la possibilità di mobilitare tutte le risorse del comune o della provincia da cui si dipende.

La prima. I comportamenti negativi diffusi, di qualsiasi livello di gravità, possono essere contrastati solo con la partecipazione attiva e consapevole della comunità locale, solo se la comunità di riferimento condivide il valore negativo che ad essi viene attribuito e si responsabilizza nel contrastarli. E’ quello che si chiama controllo informale. La polizia municipale ha più possibilità di altri nel favorire questo processo perché sta nella comunità, conosce il territorio e le sue risorse, è parte integrante dell’istituzione più vicina ai cittadini, il comune. In Italia solo la polizia municipale ha le risorse potenziali per essere, insieme, polizia di prossimità e di comunità.

La seconda. Se nello spazio pubblico si incontra di tutto e si chiede agli operatori di polizia locale, com’è giusto, di non girarsi mai dall’altra parte, allora è indispensabile che essi possano contare in tempo reale, di fronte ad una rissa, ad una rapina, ad un episodio di resistenza particolarmente grave, sul contributo professionale delle polizie dello stato.

Controllo del commercio, della quiete pubblica, di aree industriali e casolari abbandonati, della residenza,  sono attività ordinarie tipiche della polizia locale. Ma quando queste attività devono essere svolte in contesti dove si pratica un abusivismo di massa, in luoghi di divertimento con migliaia di giovani, in grandi complessi edilizi degradati, per effettuare sgomberi che coinvolgono decine di persone, allora è necessario che queste attività vengano realizzate in forma congiunta tra polizia locale e polizie dello stato. Alle stesso modo, se tutti, polizia municipale, polizia di stato e carabinieri, svolgono attività di controllo del territorio, a piedi o in auto, tutto questo deve rientrare in un piano di attività concordato e coordinato.

Infine il rapporto con gli altri servizi del comune. Una polizia di prossimità, com’è la polizia locale, è il primo osservatore diretto o il primo terminale di segnalazione di tutto ciò che non va. Problemi legati alla viabilità, problemi legati alla manutenzione e alla pulizia, problemi legati alle tante situazioni di marginalità o di conflitto che popolano le nostre strade. I cittadini si rivolgono alla polizia locale come a chi, nello spazio pubblico, rappresenta oltre al proprio servizio, tutto il comune. Per questo la polizia municipale e quella provinciale devono essere messe in grado di interagire con tutti i settori degli enti di appartenenza (province e comuni, associazioni e unioni) in modo che alle sue segnalazioni venga attribuito un carattere di priorità. Solo così la prossimità diventa fiducia e la fiducia la premessa per una maggiore responsabilizzazione della comunità nella regolazione sociale delle città.

(fonte: http://autonomie.regione.emilia-romagna.it/sicurezza/polizia-locale/il-lavoro-della-polizia-locale/evoluzione-ruolo )  aggiornamento del 13 gennaio 2013