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Sentenza n. 6240 del 17/12/01
diritto alla differenza stipendiale derivante dall'espletamento di mansioni superiori rispetto alla qualifica posseduta

Sentenza n. 6240 del 17/12/01 - Consiglio di Stato - diritto alla differenza stipendiale derivante dall'espletamento di mansioni superiori rispetto alla qualifica posseduta
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Ritenuto in fatto e considerato in diritto

Viene in decisione l'appello avverso la sentenza in epigrafe indicata con la quale il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha respinto il ricorso dell'odierna appellante diretto all'accertamento del diritto alla differenza stipendiale derivante dall'espletamento di mansioni superiori rispetto alla qualifica posseduta dalla stessa per il periodo 17 maggio 1983/1° febbraio 1986, nel corso del quale la dottoressa xxxxxxx, inquadrata nel profilo professionale di Direttore amministrativo, ha ricoperto l'incarico di responsabile del servizio Amministrazione contabile e patrimoniale per il quale sarebbe stata prevista la qualifica di Direttore amministrativo capo servizio.
Il Giudice di prime cure ha correttamente ritenuto che, nel caso di specie, non si versasse nell'ipotesi di svolgimento di mansioni superiori con sostituzione su posto vacante in quanto all'epoca dei fatti non era stata ancora approvata la pianta organica della Unità sanitaria locale, istituita soltanto con deliberazione 30 novembre 1985, n. 29 dell'Assemblea della Associazione intercomunale e che nel periodo di vigenza di quest'ultima la ricorrente non poteva aver maturato sessanta giorni per anno solare nello svolgimento delle funzioni di direttore amministrativo capo servizio.
Sostiene l'appellante che la corrispondenza delle mansioni svolte a quelle della figura apicale si evincerebbe direttamente dalle leggi della Regione Toscana 24 maggio 1980, n. 71 e 13 febbraio 1981, n. 22, che avrebbero previsto la posizione di direttore amministrativo capo servizio per la preposizione al servizio "Amministrazione contabile e patrimoniale", al quale l'appellante sarebbe stata chiamata per carenza di dirigenti forniti di quella più elevata qualifica.
E' evidente, tuttavia, che le disposizioni dettate per l'avvio delle attività del servizio sanitario nazionale riformato ai sensi della legge n. 833 del 1978 non corrispondevano a una compiuta ricostruzione ordinamentale delle esigenze strutturali equiparabile a una pianta organica, ma costituivano solo una prima e necessariamente incompleta individuazione del futuro assetto organizzativo dei soggetti erogatori del servizio nell'intento di assicurare agli stessi, appena istituiti, una capacità di funzionamento.
D'altro canto, se fosse vera l'affermazione di parte appellante che il potere di formazione della pianta organica era stato consumato dalla Regione Toscana, ne conseguirebbe la totale compressione delle autonomie riconosciute alle Associazioni intercomunali o ai Comuni, cioè agli enti di riferimento delle Unità sanitarie locali.
L'interpretazione suggerita dall'appellante contrasta, in definitiva, con il preciso disposto dell'articolo 15, comma 8, seconda parte della legge 23 dicembre 1978, n. 833 a' sensi del quale l'approvazione della pianta organica del personale, predisposta dal comitato di gestione, è di competenza della assemblea generale.
Quanto alla problematica della retribuibilità delle mansioni superiori la stessa appellante ha richiamato, con memoria del 23 marzo 2001, l'indirizzo assunto dalla Adunanza Plenaria delle Sezioni giurisdizionali di questo Consiglio con decisione 18 novembre 1999, n. 22 (e seguenti).
Il mero riferimento ai contenuti di quella pronuncia e la piena sussumibilità del caso di specie all'ipotesi di svolgimento di mansioni superiori a quelle previste dal provvedimento di nomina o di inquadramento, determina la riaffermazione del principio della sostanziale irrilevanza delle stesse ai fini economici.
L'appello è pertanto infondato.
Sembra equo disporre la compensazione delle spese del giudizio. P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale - Sezione Quinta respinge l'appello.
Spese compensate.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma addì 24 aprile 2001 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale - Sezione Quinta riunito in camera di consiglio con l'intervento dei Signori:
Pier Giorgio Trovato Presidente f.f.
Filoreto D'Agostino Consigliere
Claudio Marchitiello Consigliere
Marco Lipari Consigliere
Vincenzo Borea Consigliere
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE f.f.
F.to Filoreto D'Agostino F.to Pier Giorgio Trovato
IL SEGRETARIO
F.to Luciana Franchini