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Corte conti sez. Veneto
Il Comune non è autorizzato a prevedere compensi incentivanti per gli accertamenti Imu in favore del personale dipendente.

Il bonus non trova spazio nei regolamenti. Imu, niente incentivi contro l'evasione.
Non è stato riprodotto il meccanismo della vecchia imposta con i premi per chi recupera somme non versate.
In mancanza di una legge che disciplini la materia come accadeva per l'Ici, non è possibile per i regolamenti comunali riconoscere gli incentivi al personale per la lotta all'evasione Imu.
A dirlo è la Corte dei Conti del Veneto, Sez. controllo, nel
parere 16.01.2013 n. 22.
A vietarlo, secondo la Corte, è prima di tutto il principio di onnicomprensività, che trova fondamento nel l'articolo 2, commi 3 e 24, del Dlgs 165/2001 per i dirigenti e nell'articolo 45 per i dipendenti.
In virtù di questo principio, nulla è dovuto, oltre al trattamento economico fondamentale e accessorio stabilito dai contratti collettivi, al dipendente che ha svolto una prestazione che rientra nei suoi doveri d'ufficio.
Solo la legge può derogare all'omnicomprensività, prevedendo ulteriori specifici compensi o addirittura la possibilità di una diversa strutturazione del trattamento economico, sia sul piano qualitativo sia su quello quantitativo.
La Corte inoltre, facendo il parallelo con la ben diversa disciplina in materia di Ici, evidenzia che in assenza di una specifica disposizione di legge, il Comune non è autorizzato a prevedere compensi incentivanti per gli accertamenti Imu in favore del personale dipendente. Per l'Ici, infatti, la previsione era contenuta nell'articolo 58 del Dlgs 446/1997.
Tale facoltà era poi stata confermata nel d.l. 201/2011. Tuttavia con la legge 44/2012, di conversione del decreto legge n. 16/2012, è stata eliminata l'estensione della disciplina (e il riferimento legislativo) contenuta originariamente nel Dlgs 23/2011, stralciando il richiamo all'articolo 59 citato: di conseguenza la previsione derogatoria –afferente quindi i soli compensi Ici- deve essere considerata di stretta interpretazione, come affermato dalla giurisprudenza della stessa Corte, che ha escluso l'utilizzo dello strumento regolamentare per erogare compensi incentivanti per le entrate locali diverse dall'Ici (Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, deliberazione 577/2011 del 10.11.2011), o, per l'attività di recupero dei tributi erariali (Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Sardegna, deliberazione 127/2011 del 21.12.2011).
Argomenti favorevoli non possono essere tratti dall'articolo 52 del Dlgs 446/1997 e della potestà regolamentare generale per introdurre nel regolamento Imu una disposizione sugli incentivi al personale.
In conclusione nessun incentivo Imu per il personale addetto alla riscossione che cosi perde un beneficio presente nella disciplina Ici anche se a ben vedere la finalità ossia incentivare il personale al recupero dell'evasione nell'interesse dell'ente rimane comune alle due imposte ( da "Il sole 24 ore del 4/2/2013
).