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Regione Lombardia
Modifiche alla legge regionale

Ieri  11 luglio presso la Regione Lombardia si è svolto l’incontro decisivo relativo alla modifica della legge regionale sulla polizia locale. Sotto esame i segni distintivi di grado che formano oggetto di incontri tra i dirigenti dell’U.O. regionale Sicurezza Protezione Civile e Immigrazione da oltre due anni.

Il SIAPOL è intervenuto esprimendo, per l’ennesima volta, la volontà di inserire nella norma regionale la figura del Sottufficiale, figura indispensabile per la funzionalità della polizia locale che rimane l’unico reparto  militarmente organizzato (in tutto il mondo) ad esserne privo. La stessa criticità è stata espressa da molti comandanti, tra i quali quello di Milano, Rho, Monza e da  altri presenti, così pure anche da altri rappresentanti di Organizzazioni sindacali che hanno evidenziato l’importanza di dare impulso all’iniziativa magari iniziando con la creazione di distintivi di grado dedicati.
Siamo rimasti delusi dall’intervento di alcuni rappresentanti sindacali che si proclamano di categoria e che, invece, hanno focalizzato il loro intervento solamente sull’importanza dell’adozione dei così detti “rombi” per distinguere l’anzianità degli agenti cosa che, secondo costoro, è di fondamentale importanza perché l’adozione dei “baffetti” avrebbe scatenato chissà quale sciagura nella Categoria! Gli eruditi intervenuti NULLA hanno proferito in merito ai Sottufficiali, se non le solite inconcludenti lamentele sulle differenze retributive tra la Polizia Locale ed i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, ecc, (come se la Regione Lombardia potesse porre rimedio a queste annose ingiustizie!!).

Sicuramente costoro hanno rinunciato a lottare per la creazione della figura del Sottufficiale, iniziativa invece caldeggiata anche dai rappresentanti delle Associazioni di categoria presenti.

Il SIAPOL, nel suo intervento, invece ha evidenziato il fatto che lo stesso contratto nazionale di lavoro prevede la possibilità che del personale inquadrato nella categoria C possa coordinare altri dipendenti nella stessa categoria. Ed allora perchè non prevedere anche per la Polizia Locale tale possibilità?? Basterebbe agganciare il grado di sottufficiale all'indennità di particolare responsabilità prevista dall’art.17 comma 2, lett. f) del CCNL 1/4/1999. Inoltre la legge dello Stato ci permetterebbe di attribuire la qualità di U.P.G. per il combinato disposto dell’art.5 della Legge 7/3/1986 n.65 e dell'art.57 CPP, comma 3°.

Senza contare che la giurisprudenza ci da ragione, infatti, esistono parecchie sentenze che hanno attribuito le funzioni di Ufficiale di Polizia Giudiziaria a colleghi solo perché il regolamento del loro Comune prevedeva la figura del sottufficiale. Or dunque nella gerarchia delle fonti ha più valenza un regolamento comunale oppure una legge regionale?

Non dobbiamo dimenticare che la Regione Lombardia nell'anno 1985 ha legiferato sulla polizia municipale ancor prima dello Stato ( la nostra legge è del 1986) allora ebbe grosse critiche ma, così facendo, ha dato una enorme spinta all’approvazione della legge 65/1986 che giaceva in parlamento da tempo. Perché oggi la nostra Regione non potrebbe fare altrimenti??

Certo, per qualcuno, sono più importanti i “rombi” sulle spalline. Da notare che tutto il resto dei colleghi d’Italia ha adottato i “baffetti” o le “barre”, pertanto W la confusione!!!

Ci meraviglia comunque che il “grande” sindacato di categoria abbia perso tutta la sua combattività. Forse perché dopo anni di lavoro per promuovere la modifica della legge 65/1986 appoggiando la proposta Saia-Barbolini, convegni, congressi, promesse ricevute, promesse date ai colleghi, ecc.. il tutto è fallito miseramente…… 

 Forse è meglio accontentarsi dei “rombi”.

 Milano 12/7/2013

 

leggi la proposta della regione-documento 1

leggi la proposta della regione-documento 2