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Individuata correlazione tra inquinamento ambientale e salute riproduttiva
Studio condotto dai ricercatori dell'UniversitÓ La Sapienza di Roma su oltre 350 agenti di Polizia Locale

Lavorare tutto il giorno in mezzo ai fumi del traffico minaccia non solo il respiro, ma anche la salute riproduttiva, almeno quella maschile. Lo dimostra uno studio condotto dai ricertori dell'Università Sapienza di Roma su oltre 350 vigili urbani. Il lavoro, pubblicato su 'Prevention & Research' dai ricercatori del Dipartimento di Neurologia e psichiatria della Sapienza e dai colleghi del Dipartimento di Anatomia, istologia, medicina legale e ortopedia, Unità di Medicina del lavoro dell'ateneo, individua anche una 'spia' dei possibili problemi: "Si tratta del nichel rilevato nelle urine", spiega all'Adnkronos Salute Simone De Sio, primo autore del lavoro.

"Vi è una crescente preoccupazione per gli effetti negativi dell'inquinamento atmosferico sulla salute delle popolazioni esposte, in particolare per gli effetti che inducono disturbi endocrini", ricordano i ricercatori. Le particelle di scarico delle auto, in particolare, hanno "proprietà di interferente endocrino sia per gli estrogeni che per gli androgeni, e possono avere un potenziale impatto negativo sulla funzione riproduttiva maschile e femminile". Tanto che già alcuni studi clinici associano l'esposizione al nichel ad aumentato rischio di tossicità per la prostata, di infertilità e di tossicità testicolare.
 
Per saperne di più il team ha deciso di valutare la relazione tra l'esposizione professionale a nichel presente nell'aria e le alterazioni dell'Fsh (ormone follicolo-stimolante) plasmatico nei lavoratori della polizia municipale con diverse mansioni 'outdoor'.
Un gruppo particolarmente esposto, dal momento che i vigili urbani sono a contatto quotidiano con il traffico. "Così 359 soggetti di sesso maschile sono stati coinvolti nello studio e suddivisi in base a lavoro, età, anzianità di servizio e abitudine al fumo di sigaretta". Sono stati effettuati dosaggi di nichel presente nell'aria, ma anche di nichel e Fsh urinari e plasmatici.
 
(aggiornamento del 25/10/2013)
Abstract   [Indice]

Introduzione: Vi è una crescente preoccupazione per gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla salute delle popolazioni esposte, in particolare per gli effetti che inducono disturbi endocrini. Le particelle di scarico, in particolare, hanno proprietà di interferente endocrino sia per gli estrogeni che per gli androgeni, e possono avere un potenziale impatto negativo sulla funzione riproduttiva maschile e femminile.
Studi clinici su questo argomento associano l’esposizione al Ni ad un aumentato rischio di tossicità per la prostata, infertilità e tossicità testicolare.
 
Obiettivi: Scopo dello studio è quello di valutare la relazione tra l’esposizione professionale a nichel (Ni) presente nell’aria e alterazioni dell’FSH plasmatico, in lavoratori della Polizia Municipale con diverse mansioni outdoor.
 
Metodi: 359 soggetti di sesso maschile sono stati coinvolti nello studio e suddivisi in base al lavoro, l’età, l’anzianità lavorativa e l'abitudine al fumo di sigaretta. Sono stati effettuati dosaggi di Ni presente nell’aria, di Ni ed FSH urinari e plasmatici.
 
Risultati: E’ stata mostrata una correlazione positiva tra i valori di Ni ed FSH urinari e plasmatici sia sul campione totale, che per tutte le sottoclassi. Questi risultati sono stati confermati dall’analisi di regressione lineare multipla, che indica il Ni come unica variabile significativa che può contribuire alle alterazioni FSH.
 
Discussione: Gli interferenti endocrini sono agenti esogeni che hanno la capacità di interferire nel funzionamento del sistema endocrino alterando la produzione, il rilascio, il trasporto, il metabolismo e i meccanismi d’azione ormonali. Le alterazioni causate da questi agenti possono essere temporanei o permanenti. L’esposizione a questi interferenti endocrini può alterare, nei soggetti esposti, il metabolismo, la sintesi e/o il rilascio di testosterone, FSH e LH.
 
Conclusioni: I risultati ottenuti suggeriscono che l'esposizione professionale a basse dosi di Ni presente nell’aria è in grado di influenzare l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi nei lavoratori esposti.

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