Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Previdenza integrativa ex art.208 CdS
Circolare COVIP marzo 2014

La previdenza complementare dei Vigili Urbani: precisazione della Covip (Commissione vigilanza sui fondi pensione)

La Covip con la circolare dell’11marzo 2014 ha fornito nuovi elementi sulla complessa questione della previdenza complementare dei vigili urbani   comunali, provinciali e delle forze dell’ordine. La nota consolida la situazione esistente e non si intravede nessuna soluzione globale della questione. Basterebbe considerare i proventi delle multe come contribuzione aggiuntiva. Ma sarebbe troppo semplice.
La Covip è costretta ad intervenire nuovamente sulla ingarbugliata matassa della previdenza complementare dei vigili urbani e come Ponzio Pilato santifica lo status quo. Questo blog era già intervenuto sulla materia a luglio dello scorso anno, ma a tutt’oggi nessun governo ci ha messo una “pezza” e ognuno cerca di aggiustarsi come può.
L’art 208 del Codice della strada (decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285) emesso prima della legge sulla previdenza complementare che è del 1993  e comunque le successive modifiche ed integrazioni (decreto legisl. 10 sett. 1993 n. 360 , d.P.R. 19 apr. 1994 n. 575, decreto legisl. 4 giugno 1997 n. 143, legge 19 ott. 1998 n. 366, d.m. 22 dic. 1998) non hanno più toccato il problema), ha previsto che una quota dei proventi derivanti dalle multe possono essere destinate in favore di forme di previdenza ed assistenza dei vigili urbani e della polizia provinciale. Le successive modifiche ed integrazioni (decreto legisl. 10 sett. 1993 n. 360 , D.P.R. 19 apr. 1994 n. 575, decreto legisl. 4 giugno 1997 n. 143, legge 19 ott. 1998 n. 366, d.m. 22 dic. 1998) non hanno più toccato il problema).
In molti Comuni  e amministrazioni provinciali, sono stati stipulati accordi con i sindacati che in qualche modo hanno dato attuazione alla legge predisponendo l’adesione a Fondi Aperti o ai Pip. Ognumo si è regolato un po’ a modo suo, così ne è venuta fuori una situazione molto variegata a macchia di leopardo in tutta Italia.
Diventato operativo il Fondo pensione negoziale Perseo che ha come destinatari, fra l’altro, i dipendenti degli enti locali, i vigili urbani possono aderire al Fondo Perseo unicamente alla stessa stregua degli altri, versando il Tfr ed il contributo sulla retribuzione stipendiale, senza poter includere i proventi delle multe perchè attualmente nessuna norma o accordo lo prevede.
Da qui la possibilità concreta che un vigile possa essere iscritto sia a Perseo che ad un’altra forma previdenziale.
I tentativi di soluzione della questione non hanno approdato finora a nulla. Interpellata in proposito la Covip, l’Autorità di Vigilanza si è rivolta al Dipartimento della Funzione Pubblica.
La Funzione Pubblica ha chiarito che l’istituzione di forme di previdenza complementare per i dipendenti pubblici  che hanno il contratto collettivo di lavoro, spetta esclusivamente alla contrattazione nazionale, che stabilisce anche le materie su cui può intervenire la contrattazione integrativa.
Poiché i contrati nazionali dei dipendenti statali e comunali sono bloccati dal 2009, la questione al momento non è disciplinabile. In attesa che i contratti si sblocchino e possa intervenire con un articolo specifico sulla questione  la Funzione Pubblica ritiene ammissibile che gli enti possono quantificare gli importi da versare alla previdenza e all’assistenza e procedere all’iscrizione ai Fondi  Aperti o Pip. In ogni caso precisa la si tratta sempre di adesioni che devono essere considerate a titolo individuale e non collettivo con conseguente privazione del beneficio di riduzione delle spese.

Ora la Covip precisa che possono essere considerate valide anche le adesioni su basi collettive effettuate in base ad accordi stipulati nel passato data la pregressa incertezza interpretativa. Per cui l’adesione ai Fondi aperti sono fatti salvi.

In questo scenario vengono di fatto stabilizzati due percorsi, da una parte l’adesione ad una forma aperta o pip e dal’altra quella al Fondo Perseo. Perché se per ipotesi un vigile decidesse di  aderire a Perseo con il conferimento del Tfr, rimarrebbe sempre in piedi la ricerca della strada per utilizzare i proventi delle multe.

Una soluzione immediata e che il nuovo quadro politico, scevro da inutili sofismi  ed elaborati bizantinismi di casta, dovrebbe favorire, è quello di considerare i proventi come contributo aggiuntivo individuale, senza stare tanto a discettare sulla “natura giuridica”.

Da: “finanza.com” di Camillo Linguella

testo della circolare