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Milano-«Liguori, eroe anti camorra morto per servire lo Stato»
A Milano conferito il Premio Ambrosoli alla memoria del collega di Acerra

nella foto:  Maria ed Emiliano, rispettivamente moglie e figlio del vigile Michele Liguori, ricevono la targa (Fotogramma)

Ricordato il vigile di Acerra, divorato da due tumori scatenati da diossina. Il ministro Lanzetta: «Difendere i valori della legalità»

Il riconoscimento è stato consegnato ieri al figlio Emiliano e alla moglie Maria, alla memoria del vigile. Perché Michele Liguori è morto alle 6.43 del 19 gennaio scorso, divorato da due tumori scatenati da diossina, PCB 118 e PCB 126, gli stessi veleni che hanno inquinato i terreni della sua terra. Aveva indagato il vigile Liguori, con tenacia era tornato su quei terreni dove erano stati sepolti i rifiuti, aveva toccato quella terra fino a contaminarsi, aveva studiato il perché di quell’impennata di tumori nella zona di Acerra. Oggi il suo nome è quello di un paladino della legalità, le sue immagini nel letto d’ospedale hanno fatto il giro d’Italia.

Giorgio Ambrosoli dovette attendere l’esplosione dello scandalo P2, la scoperta dei legami tra mafia, finanza e massoneria, le parole del giornalista e scrittore Corrado Stajano e quelle dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ieri, alla toccante cerimonia al Piccolo Teatro Studio di via Rivoli, c’erano Umberto e Francesca Ambrosoli e la madre Annalori, vedova di Giorgio Ambrosoli e presidente del Premio (***). È stata lei a volere che tra gli altri omaggiati, quelli che hanno ricevuto le sei menzioni speciali di Transparency International, ci fosse anche un altro riconoscimento alla memoria: quello all’imprenditore Ambrogio Mauri, morto suicida nel 1997 dopo che la sua azienda era stata esclusa dalla grande torta delle commesse perché lui, strenuamente, non aveva ceduto alla corruzione. 
 
«Legalità presupposto di Expo»
Tra gli altri premiati della terza edizione Michele De Luca, scienziato dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il farmacologo e fondatore dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini, l’imprenditore anti-racket catanese Claudio Risicato, e i due calciatori Simone Farina, coach dell’Aston Villa, e Fabio Pisacane (entrambi bloccati all’estero), che hanno denunciato le combine del Calcio scommesse.
L’ex sindaco di Monasterace in Calabria, oggi ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, già vincitrice del Premio Ambrosoli, con una lettera ha voluto sottolineare l’importanza di chi «resta fedele ai valori della legalità nonostante l’isolamento istituzionale e sociale», mentre il governatore Roberto Maroni ha ribadito che «le istituzioni non devono dividersi su questi temi». E, anche in riferimento ai recenti arresti per i casi Expo e Infrastrutture lombarde, che «la legalità è il presupposto per entrare nelle istituzioni e nella politica».

fonte: Corriere della Sera Cesare Giuzzi - 1 luglio 2014

(***) Il Premio Ambrosoli assegna riconoscimenti a persone, o gruppi di persone - in particolare della pubblica amministrazione e delle imprese - che su tutto il territorio nazionale si siano contraddistinti
per la difesa dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali”, o di situazioni specifiche, che generavano pressioni verso condotte illegali.