Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Cassazione - Sez.IV Penale n.39075 24/9/2014
Sindaco trasferisce comandante e non ottempera all'ordine del Giudice di reintegro

Un Sindaco siciliano sopprimendo alcune unita' operative trasferisce il

comandante dei vigili urbani alle dipendenze di un altro organo

apicale. Il giudice del lavoro da ragione al Comandante dei Vigili,

ma il sindaco non ottempera all'ordine del Giudice. E' reato.

La riorganizzazione viola le disposizioni in materia di funzionamento degli organi di vigilanza comunali. La riorganizzazione del servizio di polizia locale è stata effettuata in violazione delle disposizioni che regolano il funzionamento degli organi di vigilanza comunali ed in particolare della legge n. 65/1989 e delle correlate norme regionali. A fondamento del trasferimento del comandante dei vigili inoltre non è stata adotta alcuna motivazione e la revoca dell’incarico ha comportato anche la cessazione della relativa indennità. Questa
determinazione, specifica la sentenza, ha inciso negativamente non solo sul diritto della personalità del funzionario apicale ma anche sul suo diritto di credito. In pratica il comune con una serie di violazioni di norme di legge e di regolamento ha privato il comandante di precisi diritti patrimoniali ed in particolare della indennità di posizione. Una situazione, conclude la sentenza, dove appare dominante e risolutivo il consistente diritto di credito, correlato alla posizione apicale, rispetto alla personalità del lavoratore anche se l’esito di reintegra comportava ipso facto et jure anche la tutela della dignità e della immagine professionale dell’interessato.

 

leggi il testo della sentenza