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RIFORMA P.A. ora è legge
Vediamo cosa cambia

Il 4 agosto il Parlamento ha approvato la proposta Madia per la Riforma della P.A.

  Anche il Decreto legge n.78/2015 è diventato legge. 

Ecco l’esposizione di alcuni punti di interesse delle nuove norme 

Polizia Provinciale  

Il problema principale resta il fatto che non esiste un regolamento sul transito della Polizia provinciale verso la Polizia Locale o Municipale, e così si rischia il caos totale. Secondo i tecnici, ”andrebbero esaminati i profili di effettiva realizzabilità del transito, considerato che i Comuni dovrebbero rimodulare le altre voci di spesa corrente al fine di assumere il personale in esame in modo da garantire comunque il rispetto del patto di stabilità interno“.

Il dossier si concentra solo sugli aspetti finanziari che però sono particolarmente delicati visto che la Polizia Provinciale ha compiti molto diversi rispetto ai vigili urbani.

Il decreto enti locali infatti prevede che il transito avvenga nel rispetto della dotazione organica e della programmazione triennale di personale, ed estende ai vigili la regola in base alla quale la mobilità dalle Province è prioritaria e cancella le strade alternative per le assunzioni.

La conseguenza, però, è lo stop dei contratti stagionali per i vigili urbani, utilizzati abitualmente da molti Comuni turistici che per qualche mese all’anno aumentano in modo importante la popolazione servita. Questi centri, secondo i tecnici, si troverebbero quindi di fronte al bivio fra assumere a tempo indeterminato per esigenze stagionali o ridurre il servizio.

Secondo i tecnici, “la previsione del divieto a pena di nullità di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale potrebbe indurre i comuni a reclutare personale permanente anche se il loro specifico fabbisogno è solamente temporaneo (ad esempio per i comuni turistici che facevano ricorso a contratti stagionali) oppure a rinunciare al servizio proprio alla luce del differente fabbisogno“.

Concorsi pubblici: il voto di laurea non conta più

Eliminazione del voto di laurea come barriera per l’accesso ai concorsi: per potere prendere parte a selezioni pubbliche, dunque, non sarà più necessario esibire un voto minimo.

Stop ai dirigenti condannati per danno erariale:

Si prevede la revoca o il divieto dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

Dirigenti licenziabili dopo pagella negativa

I dirigenti pubblici diventano licenziabili ma solo dopo pagella negativa (riferita ad un incarico specifico): pur di non essere mandato via il dirigente pubblico potrà chiedere di essere ‘demansionato’ a funzionario. Quando scatta un’azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull’articolo 18, la reintegra resterebbe.

Avvocati di Stato e pensionati

Gli Avvocati di Stato dovranno essere più giovani e selezionati con più meritocrazia. Per quanto riguarda l’allargamento dei limiti temporali per incarichi ai pensionati, è confermato il vincolo della gratuità (costo zero) per le prestazioni dei pensionati.

Malattia e assenze: comanda l’Inps
Niente più finti malati. Per centrare l’obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all’Inps.

Riordino Forze di Polizia: da 5 a 4, via Forestale
Il ddl pone le basi per l’accorpamento della Forestale in un’altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri). Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze, dando spazio al merito.

Taglio società pubbliche partecipate
Verranno ridotte e per quelle che gestiscono servizi pubblici si prevede un numero massimo di ‘rossi’ dopo cui scatta la liquidazione. Si apre anche al commissariamento. Si va verso un dimezzamento delle camere di commercio.

Taglio Prefetture
Si va verso un taglio netto che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell’Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra P.A. periferica e cittadini. Si farà piazza pulita degli uffici doppioni tra ministeri e Authority.

Pratiche dimezzate per grandi opere
Un ‘taglia burocrazia’, al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale o di interventi con effetti positivi sull’occupazione.

Più poteri al Governo e al premier
Verranno precisate le funzioni di palazzo Chigi per il mantenimento dell’unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. La delega riguarda pure la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali (come le Entrate).

PA Digitale
Arriva la ‘carta della cittadinanza digitale’, con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc.

Inoltre tutti avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della PA. Lo scopo è quello di spalancare gli archivi pubblici, anche se restano dei paletti, così da rendere possibile un controllo a 360 gradi anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

112 numero unico per emergenze
Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato.

Libretto unico e PRA
Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. Si va infatti verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto.

leggi il decreto legge 19/6/2015 n.78

leggi il DDL 1577 approvato dal Parlamento ma non ancora pubblicato in G.U.

(fonte comuni.it)