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DOMANI SCIOPERO NAZIONALE POLIZIA LOCALE
I Colleghi provenienti da tutta Italia manifesteranno a ROMA

SCIOPERO NAZIONALE POLIZIA LOCALE. IL CSA SCRIVE A RENZI

da:"Poliziamunicipale.it"

 

Data di pubblicazione: 12 maggio 2016

Sciopero nazionale: il CSA scrive a Renzi

CSA
Lazio

In allegato la lettera a Renzi.

 

****

SCIOPERO NAZIONALE DEGLI APPARTENENTI ALLA

POLIZIA LOCALE d’ITALIA

 

Venerdì 13 Maggio 2016 Con Manifestazione a ROMA - ore 9 - Poliziotto o impiegati?

Il CSA Regioni Autonomie Locali ha indetto uno sciopero generale nazionale degli operatori di Polizia Locale per il giorno 13 maggio prossimo con ritrovo a Roma in Piazza della Repubblica alle ore 9.

Lo stato di assoluta mancanza di tutele per questo corpo di "para-polizia" non viene minimamente tenuto in conto a nessun livello: nazionale e locale. Ma gli agenti ed ufficiali di Polizia Locale sulla strada sono sottoposti agli stessi pericoli e subiscono le stesse lesioni di quelli degli altri corpi di polizia che invece hanno almeno le tutele sanitarie e l’addestramento necessario.

Siamo impiegati amministrativi che vestono una divisa e siano pure armati…

In tutto ciò c’è qualcosa che non va…

 

I principali punti della rivendicazione:

· Contratto di Polizia di diritto pubblico

· Ripristino della causa di servizio - equo indennizzo

· Inserimento nelle categorie dei lavori usuranti (pensione privilegiata)

· Modifica dell’art. 57 CCP con attribuzione extraterritoriale della qualifica di PG

· Attribuzione piena della qualifica di pubblica sicurezza con relativa indennità di P.S.

· Parificazione salariale e previdenziale alle altre Forze di polizia di Stato

· Deroga al blocco delle assunzioni

· Fondo di previdenza complementare obbligatorio ex art. 208 per tutti gli appartenenti alla P.L.

· Rispetto delle misure di sicurezza per i lavoratori e sorveglianza sanitaria

· Monitoraggio delle malattie professionali

· Riconoscimento del bonus mensile di 80 euro come per le altre Polizie dello Stato

 

Tutte le organizzazioni sindacali aderenti al CSA rivendicano più diritti e più tutele per la nostra Categoria che, da anni, attende le riforme che riconoscano lo status di Forza di polizia a pieno titolo.

Le ultime vicende, che hanno visto il solito “balletto” delle istituzioni sulla indennità di O.P., sull’utilizzo del personale della P.L. per la vigilanza ai seggi elettorali, per l’accesso allo SDI e per il numero unico 112, hanno evidenziato quale sia la confusione che regna negli ambiti governativi su quale debba essere il nostro destino di lavoratori. Siamo stati “sfruttati” per 30 anni esercitando funzioni tipiche di polizia, senza alcuna tutela e senza i dovuti riconoscimenti giuridici ed economici, lasciando sul campo oltre 100 vittime del dovere della Polizia Locale.

E’ ora di dire BASTA!

Il Governo deve decidersi: o poliziotti o impiegati!

Se il Governo non darà segnali concreti saremo pronti ad attivare forme di lotta alternative: “Chi non ci vuole non ci merita neanche nella cabina elettorale!

Senza alcun dubbio e tentennamento, andiamo avanti e mai ci fermeremo, fino al raggiungimento di quella parificazione salariale , previdenziale e sostanziale a tutte le Polizie civili del Paese!

Milano, 10 maggio 2016

 

 

Per info:

Ernesto Cassinelli

Segretario generale SIAPoL

v.Coordinatore Dipartimento P.L. CSA

 

335.6400172

 

Antefatto: come forse saprete, la polizia locale ha da sempre compiti di pubblica sicurezza. Non è raro, infatti, vedere i vigili, compiere arresti e perquisizioni. Questa è la diretta conseguenza di una politica che voleva allargare, più o meno a costo zero per le casse dello Stato, la platea degli agenti sul territorio che si occupano di sicurezza. Come ogni decisione in Italia, anche questa si è tramutata in una palude di situazioni intricate, problemi applicativi e incoerenze di sistema.

“I vigili devono fare i vigili” E’ una frase che non vuol dire assolutamente nulla e che viene usata da alcuni politici, soprattutto durante le campagne elettorali. D’altronde cosa fa un “operatore di Polizia Locale?”

Alcune norme del codice penale e del codice di procedura penale ci conferiscono piene competenze di polizia giudiziaria . Questo significa che se assistiamo ad una rapina, ad una rissa, ad un borseggio o ad un qualsiasi altro reato abbiamo l’obbligo di intervenire, non perché ci sentiamo “sceriffi” ma perché ce lo impone la legge.

Noi siamo disponibili a fare la nostra parte per rendere le nostre città più sicure ma pretendiamo dal Governo chiarezza di ruolo e modifiche normative coerenti. Ad esempio è stato recentemente modificato l’art. 54 del Testo Unico Enti Locali attraverso il quale sono stati assegnati compiti di Ordine Pubblico ai Sindaci che, per esercitare i loro poteri, possono affiancare alle forze dell’ordine gli operatori di Polizia Locale, ma senza riconoscere a questi ultimi le tutele che giustamente vengono riconosciute alle Polizie ad ordinamento nazionale.

Quindi ci chiedono di “essere” poliziotti senza le adeguate tutele

Se un poliziotto, durante il servizio, subisce un grave infortunio o muore, la sua famiglia riceve un trattamento di favore, giustamente. Fino al Governo Monti, tutti i dipendenti pubblici avevano la medesima disciplina. Poi questa tutela è stata rimossa per tutti, ma non per il comparto sicurezza. Di cui, però, noi non facciamo parte. In sostanza, i proiettili che sparano a noi, per lo Stato, fanno meno male. Ma i delinquenti, al contrario dell’ex Sen. Monti, questa differenza non la fanno, e continuano a spararci addosso o a investirci per non farsi fermare

·       Luigi Ancora  (http://www.laprimapagina.it/2016/05/06/travolto-ucciso-luigi-antonio-ancora-vigile-del-comune-di-montalbano-jonico/ 

·       Sara Gambaro http://www.lastampa.it/2016/02/25/edizioni/novara/il-marito-della-vigilessa-uccisa-pi-rispetto-per-i-vigili-rischiano-la-vita-ogni-giorno-QGym3RVy33NnDC8LrjmgqJ/pagina.html

·       Maria Ilardo http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/04/13/news/morta_la_vigilessa_investita_a_collesano-111848031/

·       Lugi Falanga http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/03/27/news/vigile_insegue_vu_cumpr_e_muore_di_infarto-14167771/

·        

 

 

Questi sono solo esempi, ma indica chiaramente la natura del problema.

Quindi non ci fanno essere poliziotti, ma pretendono che ne svolgiamo le funzioni, come, ad esempio, quella di polizia di  prossimità…

Come il poliziotto di quartiere , nel progetto strombazzato all’inizio del suo mandato dal sindaco di Milano Pisapia e dall’assessore alla sicurezza Granelli. A noi veniva dato incarico di segnalare tutto. Ma proprio tutto. Anche le buche. E noi, con la diligenza e la disciplina che ci ha sempre contraddistinti, lo abbiamo fatto. Purtroppo la Giunta arancione non ha compreso che per risolvere i problemi indicati dai cittadini, bisognava anche potenziare il personale che riempie le buche e che ripristina i segnali stradali distrutti, con l’acquisto dei relativi materiali. Così noi segnalavamo, ma il cittadino non vedeva alcun cambiamento. E se la prendeva con noi. Alla fine, a causa degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles il progetto tanto sbandierato in campagna elettorale cinque anni fa, è stato praticamente azzerato, decretandone il definitivo fallimento.

 

 La nostra idea è che un agente di quartiere deve riuscire a conoscere nei particolari il territorio in cui opera, deve parlare coi portinai e con i negozianti. Deve essere una presenza rassicurante e amica alla quale i cittadini possono segnalare traffici strani, piccoli soprusi o violenze domestiche.

 

In allegato la proclamazione dello sciopero ed il manifesto di adesione del SAPOL Friuli Venezia Giulia

Video
 
Immagini allegate
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