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Regole per le assunzioni sempre più complicate

Nei Comuni cinque calcoli diversi per individuare gli spazi di turn over

Determinare la capacità per le assunzioni a tempo indeterminato di un Comune non è mai stato così complicato. Il continuo sovrapporsi di regole ha creato una situazione di calcoli e di percentuali che rasenta il surreale. La nota del dipartimento della Funzione pubblica n. 42335/2016 ha sdoganato le assunzioni a tempo indeterminato in Emilia Romagna, Lazio, Marche, Veneto, Basilicata, Piemonte e Sardegna. Ma per il 2016, quali sono i budget a disposizione?
Innanzitutto, il totale della capacità assunzionale è dato dalla somma tra una quota di competenza (il 2016, appunto, che si calcola sulla base dei cessati del 2015) e una quota a residuo (il triennio precedente dinamico come stabilito dalla deliberazione 28/2015 della sezione Autonomie della Corte dei conti). Quest'ultima, nell'esercizio attuale, è pari a quanto non speso di budget negli anni 2013-2014-2015 calcolato sulle rispettive cessazioni degli anni 2012-2013-2014. A decorrere dal 1° gennaio 2017 si perderanno quelle relative all'anno 2013.
Ma veniamo alla quota di competenza del 2016. Ecco i casi possibili:
• Comuni al di sopra dei 10mila abitanti con un rapporto tra spese di personale e spese correnti al di sopra del 25%. Si applica l'articolo 1, comma 228 della legge 208/2015 che prevede una percentuale di turn-over nel 2016 pari al 25% della spesa dei cessati nell'anno 2015;
• Comuni al di sopra dei 10mila abitanti con un rapporto tra spese di personale e spese correnti pari o inferiore al 25%. Per il 2016 trova ancora applicazione l'articolo 3, comma 5-quater del Dl 90/2014 che prevede il 100% della spesa dei cessati nell'anno 2015;
• Comuni da mille a 9.999 abitanti che hanno un rapporto dipendenti/popolazione superiore a quello definito con il decreto del ministro dell'Interno per gli enti dissestati (articolo 263, comma 2, del Tuel). A questo punto si si ritorna nelle casistiche precedenti: se il rapporto tra spese di personale e spese correnti è superiore al 25% la percentuale del turn-over è pari al 25%; se il rapporto è pari o inferiore al 25%, la percentuale della capacità assunzionale è pari al 100%;
• Comuni da mille a 9.999 abitanti che hanno un rapporto dipendenti/popolazione inferiore a quello definito con il decreto del ministro dell'Interno. In questo caso, come previsto dall'articolo 16, comma 1-bis del Dl 113/2016, la percentuale del turn-over è del 75%. Si ritiene che se il rapporto tra spese di personale e spese correnti sia inferiore al 25%, debba comunque prevalere la percentuale di maggior favore del 100% (valida però solo per l'anno 2016).
• I Comuni al di sotto dei mille abitanti continuano ad applicare l'articolo 1 comma 562 della legge 296/2006, ovvero una capacità assunzionale pari ai dipendenti cessati negli anni precedenti.
Situazione, alquanto complessa, per la quale, più che i chiarimenti da parte delle sezioni regionali della Corte dei conti, servirà una riscrittura totale delle regole.

 

di Gianluca Bertagna de “Il Sole 24 ore”