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Incremento del fondo accessorio anche senza riorganizzazione (o senza obiettivi di produttività

Incremento del fondo accessorio anche senza riorganizzazione (o senza obiettivi di produttività)

di Gianluca Bertagna

L'incremento del fondo del salario accessorio degli enti locali previsto dall'articolo 15, comma 2 del contratto nazionale del 1° aprile 1999 è da sempre stato una vera spina nel fianco per operatori, nuclei di valutazione e revisori dei conti. Quasi a sorpresa, un nuovo parere dell'Aran ridisegna le regole e le modalità per applicare la norma, fornendo finalmente la chiusura del cerchio.

La regola contesa
Il disposto contrattuale prevede che le amministrazioni possano integrare la parte variabile del fondo, con un importo pari a un massimo dell'1,2% del monte salari del 1997. Il comma 4 afferma però che questi importi «possono essere resi disponibili solo a seguito del preventivo accertamento delle effettive disponibilità di bilancio create a seguito di processi di razionalizzazione e riorganizzazione delle attività ovvero espressamente destinate al raggiungimento di specifici obiettivi di produttività e qualità».

Condizioni alternative o contestuali?
La locuzione «ovvero» è da sempre stata al centro del dibattito: per la legittimità dell'incremento, le due condizioni della norma devono essere contemporaneamente verificate dall'ente oppure basta essere in possesso di uno solo dei due requisiti?
Nell'orientamento applicativo dell'Aran Ral_1634, si legge che l'effettiva disponibilità di bilancio deve derivare sia da processi di razionalizzazione sia dalla previsione di stanziamenti destinati a specifici obiettivi di produttività e qualità individuati e definiti in via preventiva (similmente all'articolo 15, comma 5).
Tutto ciò ha sempre fatto pensare che entrambe le condizioni fossero necessarie contestualmente. Quell'«ovvero» era stato interpretato come «e».

L'apertura dell'Aran
Con il nuovo parere Ral _1867, sembra, invece, cambiare tutto. L'Aran fa riferimento a due distinte ipotesi, traducendo di fatto «ovvero» con «oppure». Ci sono quindi due modalità per incrementare il fondo in base all'articolo 15 comma 2 del contratto nazionale del 1° aprile 1999.
Nel caso in cui l'ente verifichi e realizzi risparmi di bilancio a seguito di processi di razionalizzazione e riorganizzazione delle attività, non sono richiesti o prescritti specifici obiettivi di produttività o qualità. Con l'immediata conseguenza che queste somme potranno essere destinate a remunerare tutte le tipologie di indennità e compensi indicati dall'articolo 17, comma 2 del medesimo contratto, fermo restando il divieto di finanziare istituti «fissi e continuativi» con la parte variabile del fondo.

La verifica preventiva
In alternativa, l'importo potrà essere destinato a specifici obiettivi di produttività individuati in via preventiva cui è stato legato uno stanziamento di bilancio con specifica destinazione.
Da ultimo, l'Agenzia ricorda che il richiesto accertamento da parte del nucleo di valutazione o del servizio di controllo interno deve avvenire solo a conclusione dei processi di riorganizzazione o razionalizzazione delle attività, e solo allora le somme potranno essere erogate al personale.

Da:”Il sole 24 ore” che ingraziamo per la gentile concessione

Leggi il parere Aran