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Nicolò Savarino: ancora ingiustizie
INAIL persecutorio e rom in libertà!

Nicolò Savarino ancora ingiustizie

INAIL persecutorio e rom in libertà!

 

Ma in che paese viviamo! Anche da morti l’INAL perseguita i Genitori di Nicolò Savarino, il Poliziotto Locale falciato insieme alla sua bicicletta di “vigile di Quartiere” resa in poltiglia, da un suv lanciato a folle velocità condotto dal rom Remi Nikolic, condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione mentre il complice Milos Stisanin condannato per favoreggiamento a 2 anni e 5 mesi , oggi in libertà . Ma la nefandezza che colpisce le coscienze è che a 5 anni di distanza , la vendetta delle Istituzioni , colpisce spietatamente i fratelli Savarino, Rocco e Carmelo, richiedendo ad essi la restituzione di somme erogate ai genitori, defunti di crepacuore , come indennizzo per la morte in servizio del loro figliolo Nicolò “eroe civico”. A tutto ciò si aggiunge, sempre a 5 anni di distanza, l’iniquo comportamento del Comune di Milano che pur avendo stipulato una polizza per i dipendenti in caso di morte o infortunio sul lavoro, da 5 anni fa finta di non vedere e non sentire. Insomma l’ INAIL e Comune di Milano, faccia della stessa medaglia, continuano a ciurlare nel manico sul fronte risarcitorio offendendo , anche da morto, l’Agente di quartiere Nicolò Savarino caduto in servizio nell’adempimento del proprio dovere. Eppure Savarino era stato comandato dalla stessa Amministrazione Comunale in quel servizio delicato e pericoloso forti delle qualifiche di Pubblica Sicurezza e di Polizia Giudiziaria. Qualifiche erogate direttamente dallo Stato che, insieme al Comune, rappresentano la vera concausa della morte di Nicolò che soltanto con la sua bicicletta , senza alcun strumento di protezione e nella totale mancanza di sicurezza sul posto di lavoro, si parava davanti al suv per ristabilire la legalità. Basta con le vigliaccate! I cittadini di Milano amano i loro Vigili di Quartiere e desiderano che le Istituzioni nazionali e locali facciano altrettanto dando ad essi ed ai loro familiari le dovute tutele e i dovuti riconoscimenti senza infingimenti , soprattutto quando una Divisa si macchia di sangue nella difesa della legge e della collettività!

(La Segreteria SIAPOL/CSA)