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IndennitÓ di preavviso
Si conteggia solamente sul periodo di servizio prestato nell'ultimo Ente

L’indennità di preavviso deve essere calcolata sul periodo di servizio prestato presso l'ente e non sull'intera durata dei rapporti di lavoro che il dipendente ha avuto nell'arco della sua attività lavorativa. L'unico cumulo è consentito per il periodo prestato presso un'altra amministrazione in caso di trasferimento in mobilità volontaria. Tali regole si applicano anche nella ipotesi della risoluzione del rapporto per sopravvenuta inidoneità fisica allo svolgimento di qualunque attività lavorativa. Sono queste le indicazioni fornite dall'Aran in risposta ai quesiti posti da amministrazioni locali nell’orientamento applicativo n. 1906/17.
Il parere spiega che occorre considerare anche il periodo prestato alle dipendenze di un altro ente da cui ci si è trasferiti in mobilità volontaria, in quanto essa non dà luogo alla nascita di un nuovo rapporto di lavoro, ma semplicemente alla trasformazione di un rapporto esistente, che quindi prosegue alle dipendenze di un'altra amministrazione. Principio che ricordiamo si applica complessivamente, quindi anche – per esempio - alle ferie maturate e non godute. La materia è regolamentata dall'articolo 12 del contratto collettivo del 9 maggio 2006, cioè il contratto del biennio economico 2004/2005. Esso fissa i seguenti termini di preavviso della interruzione del rapporto di lavoro: 2 mesi per i dipendenti in servizio da non più di 5 anni, 3 mesi per quelli fino a 10 anni e 4 per quelli con anzianità di servizio superiore a 10 anni. Questi termini sono dimezzati nel caso di dimissioni del dipendente. In caso di morte del dipendente, occorre che l'amministrazione provveda comunque a riconoscere questo compenso. Il mancato rispetto di tali termini dà diritto a ricevere un trattamento economico pari alla retribuzione spettante nel periodo. Esso deve essere conteggiato ai fini della maturazione dell'anzianità.
Occorre altresì ricordare che la parte che riceve la comunicazione di risoluzione può decidere di rinunciare al rispetto di questa regola, che quindi espressamente non può essere considerato come un diritto indisponibile.