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Giudice di Pace Palestrina - Sentenza del 04/10/2002
Telelaser è conforme ai requisiti prescritti dal Codice della Strada

Telelaser è conforme ai requisiti prescritti dal Codice della Strada
( Giudice di Pace Palestrina, sentenza 04.10.2002 )


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI PALESTRINA

dott. Giovan Filippo Ermini ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel procedimento civile di opposizione a sanzione amministrativa, iscritto al n. 216/2002 R.G. promosso

DA

M.G., elettivamente domiciliato in Palestrina, presso la Cancelleria dell’Ufficio del Giudice di Pace, rappresentato e difeso dall’Avv. ****, con studio in ****, giusto mandato a margine del ricorso in opposizione;
RICORRENTE

CONTRO

MINISTERO DELL’INTERNO – SEZ. POLIZIA STRADALE DI ROMA,
RESISTENTE CONTUMACE

OGGETTO: opposizione a verbale d’accertamento ai sensi degli articoli 22, 22 bis e 23 Legge 689/81.

CONCLUSIONI DEL RICORRENTE:
"Voglia l’Ill.mo Giudice di Pace adito così provvedere: premessi gli adempimenti di legge 1)dichiarare la nullità e/o illegittimità del Verbale della Polizia Stradale Palestrina (RM) n. 478193P del 18 aprile 2002 per violazione degli artt. 345, co. 1, reg. C.d.S., art. 200 C.d.S., art. 142 co. 6, D.Lgs 30.04.1992 n.285; 2) per l’effetto ordinare l’immediata restituzione della patente di guida al Sig. G.M., con cancellazione dell’annotazione della sospensione sul documento con comunicazione dell’avvenuta cancellazione alla MCTC e con ogni altra pronuncia di ragione e di legge; 3) con vittoria di spese, diritti ed onorari del giudizio, nonche` spese generali, IVA, CPA".

CONCLUSIONI DELLA P.A. RESISTENTE:
nessuna.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il giorno 10 maggio 2002, il sig. M.G. ha proposto opposizione avverso il verbale n. 478193P della Polizia Stradale di Roma, redatto in data 18 aprile 2002, con il quale gli era stata contestata la violazione dell’art. 142/9 del Codice della strada ed irrogata la sanzione pecuniaria in misura ridotta di euro 327,00 e la sanzione accessoria del rititro della patente di guida.

Parte attrice ha dedotto:
- la violazione e falsa applicazione dell’art. 345 del Regolamento d’esecuzione del codice della strada;
- la inattendibilità della rilevazione;
- la disapplicazione del D.M. n.4199/97 di omologazione del Telelaser perché illegittimo per violazione dell’art.345 Reg.Es.CdS;
- l’illegittimità del verbale di contestazione e delle relative sanzioni;
- mancata sottoscrizione del tagliando di accertamento.

Non si costituiva, sebbene ritualmente notificata, l’Autorita` opposta che inviava a questo Ufficio note esplicative e tagliando di rilevazione velocita`.

All’udienza del 4 ottobre 2002, dopo la discussione, la causa è stata decisa con lettura del dispositivo.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La opposizione va rigettata e confermata la opposta ingiunzione:
- l’illecito amministrativo trova la sua fonte normativa nella disposizione di legge di cui in narrativa;
- la sussistenza del fatto e la commissione dell’illecito trova la sua fonte probatoria nel verbale di contravvenzione di cui in atti, nel quale correttamente si fa richiamo dell’art. 142/9 del D.Lgs. 30/04/1992, n.285 (Codice della Strada), quale norma precettiva e sanzionatoria;
- l’illecito è stato contestato immediatamente previo fermo del veicolo in corrispondenza del posto fisso di controllo; contestualmente è stata ritirata la patente di guida;
- in tema di violazione dei limiti di velocità nella circolazione stradale rilevabili a norma dell'art. 142, comma 6, cod. strada a mezzo di apparecchiature debitamente omologate, il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova fino a querela di falso dei fatti in esso attestati dal Pubblico Ufficiale come avvenuti in sua presenza e descritti senza margine di apprezzamento, nonché della sua provenienza da Pubblico Ufficiale.

Di conseguenza, l’identificazione del veicolo e il superamento dei limiti di velocità devono ritenersi provati sulla base della verbalizzazione e dei rilievi delle apparecchiature previste dal detto art. 142, facendo prova il verbale in questione fino a querela di falso della effettuazione dei rilievi stessi, fermo restando, peraltro, che le risultanze di questi rilievi valgono fino a prova contraria, che può essere data dall'opponente attraverso la dimostrazione, in base a concrete circostanze di fatto, del difetto di funzionamento dello strumento;

- lo strumento misuratore della velocità Telelaser, matr. 13207, approvato con D.M. n. 4199 del 8/9/97 e n.6025 del 30/11/98, e Decreto Ministero LL.PP. 29/10/1997, è stato installato nel posto di controllo, dagli Agenti della Polizia Stradale di Roma, che ne hanno controllato ed attestato il regolare funzionamento mediante la redazione del relativo verbale, depositato in atti;

- nel caso di specie assolutamente nulla di concreto consente di far ritenere che l’apparecchio fosse guasto. Peraltro dubbi sulla misurazione possono sorgere quando vi sia un modestissimo superamento della velocita` e non quando, come nel caso il superamento e` consistente; comunque la eliminazione della tolleranza del 5% gia` di per se` tiene conto del modesto margine di errore in cui puo` incorrere l’apparecchio stesso e costituisce idonea garanzia di sufficiente precisione;

- infondati sono i rilievi generici del ricorrente sulla inattendibilità dello strumento e sulla non conformità ai requisiti richiesti dall’art. 345, comma 1 del reg. 495/1992: lo strumento, conformemente al disposto del comma 1 dell’art 345 citato, fissa la velocità tenuta dal veicolo sopraggiungente in un dato momento in modo chiaro ed accertabile; infatti, ne permette l’accertamento con la visualizzazione della rilevazione sul display e la stampa su apposito "scontrino" dei dati rilevati che vengono fatti visionare al trasgressore sul display, tutelando in tal modo la riservatezza dell’utente.

- Le caratteristiche di funzionamento dello strumento, considerato il più preciso misuratore della velocità a livello mondiale, escludono la possibilità di rilevazioni errate a causa di spostamenti dello strumento o di presenza di oggetti che vengano a frapporsi tra lo strumento e l’oggetto sotto controllo nell’attimo del rilevamento; come specificato nella documentazione del costruttore, lo strumento può essere usato o impugnato come una telecamera o appoggiato alla spalla o fissato su apposito treppiede o cavalletto: in ogni caso, eventuali spostamenti dello strumento durante il tempo di 30/100 di secondo non permetterebbero alcuna misurazione e sul display dello strumento sarebbe visualizzato un messaggio d’errore.

- La misurazione viene interrotta e visualizzato un messaggio d’errore anche nel caso che dopo aver inquadrato un veicolo questi esca dall’inquadratura e venga inquadrato un altro veicolo che preceda, segua o sia appaiato; la presenza di un ciclo di misure, esclude, infatti, la possibilita` che errori di puntamento dell’operatore possano influire sulla misura della velocita`: se durante il ciclo di misura, il fascio laser si sposta su un altro bersaglio il sistema di controllo segnala appunto un messaggio di errore. Nel caso di presenza di oggetti che vengano a frapporsi tra lo strumento e l’oggetto sotto controllo nell’attimo del rilevamento non sara` mai possibile, quindi, che lo strumento evidenzi una misura di velocita` errata al posto della comunicazione dell’errore;

- La ridotta ampiezza del fascio laser dovuta ad un angolo che non supera i tre milliradianti, consente di ottenere risultati affidabili, senza possibilita` di investire altri veicoli in transito, anche a distanza di centinaia di metri;

Dette circostanze e la attendibilità dello strumento sono state oggetto di C.T.U., presso il Giudice di Pace di Rovigo, che ne ha evidenziato la completa affidabilita;

- non appare condivisibile la tesi del ricorrente secondo cui deve ritenersi la illegittimità del D.M. di omologazione del Telelaser in questione: come è stato prima spiegato, l’apparecchiatura è conforme ai requisiti prescritti dall’art. 345 citato;

- nel verbale dell’accertamento, compilato in ogni sua parte, è specificato che il veicolo ****, targato ****, al Km. 570,200 carr/ta nord della autostrada A1, nel Comune di Zagarolo, procedeva ad una velocità misurata di 229 Km/h, detratta la tolleranza del 5%, superando di oltre Km. 40 il limite massimo di velocità stabilito in Km. 130.

Infondata appare la contestazione della mancata sottoscrizione del tagliando di accertamento. Sulla natura dell’atto che si conclude con il verbale di accertamento e contestazione dell’illecito amministrativo, in materia di rilevazione dei dati a mezzo di strumenti ed apparecchiature elettroniche, la Cassazione ha affermato la natura di atto a formazione progressiva che deve riconoscersi alla complessa procedura di accertamento e contestazione; per effetto di tale contestazione dell’atto (il verbale) che conclude la procedura, non si richiede, infatti, che l’atto rechi la sottoscrizione dell’agente accertatore, ritenendo per conto sufficiente la firma di altro funzionario del medesimo ufficio. Va quindi riconosciuta unicità alla attivita` svolta ad appartenenti al medesimo organo, ma addetti a specifici e diversi compiti, nel senso di non poter distinguere tra il componente dell’organo che ha assistito all’infrazione e componente dell’organo che non vi ha assistito (Cass. 6475/200). Deve ritenersi percio` legittima la contestata fattispecie di cui al presente ricorso, in cui i dati relativi all’autoveicolo dell’esponente (tipo e numero di targa) risultavano aggiunti manualmente dall’agente accertatore. Tale interpretazione risulta autorizzata anche dall’espressione utilizzata dall’art. 201 C.d.S., ove si parla di un "organo accertatore" e non di un "agente accertatore", e dall’art. 385 del Reg. al C.d.S. che, con riferimento alla compilazione del verbale considera completo il provvedimento "acquisiti gli altri elementi necessari per procedere" alla contestazione.

PER QUESTI MOTIVI

Visti gli artt. 23, co IX, L. 689/81 e 98 D.Lgs 507/99, respinge il ricorso presentato dal Sig. M.G.;

nulla per le spese di giudizio.

Palestrina 4 ottobre 2002

IL Giudice di Pace