Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Sicilia - Sez. Catania - n. 2413 del 25/09/2002
Diniego rilascio copia atti e documenti - art. 25 l. 241/90

Diniego rilascio copia atti e documenti - art. 25 l. 241/90
(Tar Catania, III sezione, Sentenza n. 2413 del 25/09/2002)


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA, SEZIONE STACCATA DI CATANIA, SEZ. III^, COMPOSTO DAI SIGNORI MAGISTRATI:

- Ettore Leotta - Presidente f.f.
- Paola Puliatti - Consigliere
- Daniele Burzichelli - Referendario, relatore

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 2484/2002, proposto da ** ** **, rappresentata e difesa dall’Avv. ****, presso cui è domiciliata;

contro

il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Direzione Scolastica Regionale per la Sicilia - Centro Servizi Amministrativi di Catania), in persona del Ministro, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, presso cui è domiciliato;

per l’annullamento

della nota n. 2584/B3 del 19 giugno 2002, con la quale il Dirigente Scolastico del I Circolo Didattico "Pier Santi Mattarella" ha negato alla ricorrente l’accesso agli atti richiesti dalla stessa con nota del 18 maggio 2002;

Visti gli atti e i documenti di causa;

Relatore per la camera di consiglio del 25 settembre 2002 il referendario dott. Daniele Burzichelli;

Uditi i difensori delle parti, come indicato nell’apposito verbale, nella camera di consiglio del 25 settembre 2002;

Visto l’art. 25 della legge n. 241/1990;

Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue:

FATTO

La ricorrente, con il presente gravame, ha richiesto a questo Tribunale, secondo quanto previsto dall’art. 25, quinto comma, della legge n. 241/1990, di annullare la nota n. 2584/B3 del 19 giugno 2002, con la quale il Dirigente Scolastico del I Circolo Didattico "Pier Santi Mattarella" aveva negato alla **** l’accesso agli atti dalla stessa sollecitato con nota del 18 maggio 2002, e di ordinare, contestualmente, all’Amministrazione intimata di rilasciare all’interessata copia dei documenti da questa richiesti con la sopra citata nota in data 18 maggio 2002.

L’Amministrazione statale, ritualmente intimata, si è costituita in giudizio, eccependo, sotto diversi profili l’inammissibilità del gravame e sollecitando, in subordine, il suo rigetto nel merito in quanto infondato.

Nella camera di consiglio del 25 settembre 2002, sentiti i difensori delle parti, come indicato nell’apposito verbale, il ricorso è stato, infine, trattenuto in decisione.

DIRITTO

E’ necessario premettere, in punto di fatto, che l’odierna ricorrente, insegnante elementare, è componente della rappresentanza sindacale unitaria presso il I Circolo Didattico "Pier Santi Mattarella" di Gravina di Catania, ed in quest’ultima qualità ha richiesto, con diverse note, al Dirigente Scolastico del I Circolo Didattico il rilascio di alcuni documenti dalla stessa ritenuti utili per il corretto esercizio del proprio compito di rappresentante sindacale, ovvero relativi al rapporto di pubblico impiego che intercorre fra la stessa e l’Amministrazione resistente.

Non avendo l’Amministrazione soddisfatto le richieste della ricorrente, la ****, con nota in data 19 maggio 2002, ha nuovamente richiesto al Dirigente scolastico del I Circolo Didattico i documenti sopra menzionati, elencandoli nei termini di seguito indicati:

1) copia dell’elenco nominativo dei docenti della scuola elementare e materna distinti per tipologia (curriculari, di sostegno, di lingua straniera, etc.) rimasti titolari di cattedra nel I Circolo Didattico "P. Mattarella" a seguito delle operazioni di dimensionamento di cui alla nota del Provveditore agli Studi n. 33792 in data 30 agosto 2000 per l’avvio dall’anno scolastico 2000-2001;

2) copia integrale dell’avviso di convocazione e del verbale del Consiglio di Circolo in data 26 aprile 2001;

3) copia integrale del verbale del Collegio dei docenti in data 30 maggio 2001;

4) copia integrale dell’avviso di convocazione e del verbale del Collegio dei docenti in data 28 giugno 2001, proseguito in data 29 giugno 2001;

5) motivazione scritta dell’assegnazione dell’insegnante ** ** ** alle classi quinte, Sezioni C e D, per l’anno scolastico 2001-2002;

6) copia integrale del verbale del Collegio dei docenti in data 27 settembre 2001;

7) copia integrale del verbale del Consiglio di Circolo in data 28 settembre 2001;

8) elenco nominativo delle "figure di sistema" (collaboratori, staff della didattica, insegnante vicario, funzioni obiettivo, referenti, etc.) designati dal Collegio dei docenti;

9) elenco nominativo dei docenti incaricati per l’espletamento dei corsi di recupero di cui al mandato del Collegio dei docenti in data 28 giugno 2001, esplicitazione dei criteri adottati per il conferimento degli incarichi e copia delle lettere di incarico ai docenti dei corsi di recupero sottoscritte dal Dirigente Scolastico e indicanti le procedure e le finalità operative e didattiche;

10) copia integrale del verbale del Collegio dei docenti in data 22 febbraio 2002 e delle relazioni in quella sede lette ed illustrate dalle insegnanti ****, ****, **** e ****;

11) copia integrale del verbale del Collegio dei docenti in data 10 maggio 2002.
La ricorrente ha rappresentato al Collegio che l’Amministrazione scolastica, fra tutti i documenti richiesti, aveva rilasciato all’interessata - e in modo informale - il solo verbale del Collegio dei docenti in data 10 maggio 2002 (cfr. precedente punto 11), mentre in relazione ai restanti atti, con nota prot. n. 2548/B3 in data 19 giugno 2002, il Dirigente Scolastico del I Circolo Didattico "Pier Santi Mattarella" aveva negato il richiesto accesso, osservando di avere già provveduto ad esaudire, in passato, quasi tutte le richieste inoltrate in tal senso dall’odierna ricorrente, motivando adeguatamente in ordine al mancato rilascio di alcuni specifici documenti.

La ricorrente, proponendo il presente gravame, ha rappresentato al Collegio che la versione dei fatti fornita dal Dirigente Scolastico nel provvedimento impugnato non risulta conforme al vero e si configura come un illegittimo diniego al diritto di accesso reclamato dalla **** ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990.

In particolare, la ricorrente ha osservato che l’acceso agli atti di cui si discute - trattandosi di documenti relativi al ruolo di rappresentante sindacale dalla stessa ricoperto nell’ambito della istituzione scolastica, ovvero immediatamente riferibili alla sua sfera personale - risulterebbe funzionale alla soddisfazione di un interesse concreto ed attuale della ****, a nulla rilevando, come ripetutamente osservato in giurisprudenza (cfr., per tutte, T.A.R. Lazio, Sezione II-ter, n. 9496 del 16 novembre 2002 e T.A.R. Lazio, Sezione II, n. 3783 del 9 maggio 2000) la eventuale insussistenza di un’effettiva lesione di una specifica posizione giuridica delle richiedente ad opera della Pubblica Amministrazione.

L’Amministrazione resistente ha, in primo luogo, eccepito l’inammissibilità del gravame proposto dall’odierna ricorrente, sul rilievo che lo stesso è stato presentato oltre il termine di trenta giorni dal riscontro delle singole e precedenti istanze di accesso inoltrate dalla richiedente.

Ad avviso del Collegio, tale eccezione deve considerarsi infondata.

E’ ben vero, infatti, che, come indicato da parte resistente e secondo quanto previsto dall’art. 25, quinto comma, legge n. 241/1990, "contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso.... è dato ricorso, nel termine di trenta giorni, al tribunale amministrativo regionale".

Tale prescrizione, tuttavia, non può intendersi nel senso della consumazione del diritto di accesso agli atti amministrativi una volta spirato il termine decadenziale appena indicato, dovendo la norma di cui si tratta essere interpretata nel senso che, qualora il termine in questione risulti già scaduto, l’interessato, anziché adire direttamente la sede giurisdizionale, deve considerarsi obbligato a sollecitare nuovamente l’Amministrazione a consentirgli l’esercizio del diritto di accesso ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990, prima di sottoporre la questione all’attenzione del giudice amministrativo.

Siffatta soluzione non è tanto giustificata dalla natura giuridica della posizione giuridica tutelata, la quale, invero, non è stata univocamente intesa dalla giurisprudenza amministrativa, che, di volta in volta, ha riconosciuto al diritto di accesso la natura di diritto soggettivo, ovvero di interesse legittimo (ed in quest’ultimo senso, come è noto, si è autorevolmente espressa, da ultimo, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato), ma sembra, piuttosto, derivare dalla particolare conformazione e centralità di tale "diritto" secondo la prospettazione formulata dal legislatore della legge n. 241/1990 (sia tale "diritto" inteso, in senso tecnico, come un diritto soggettivo vero e proprio, ovvero come un semplice interesse legittimo pretensivo).

Al riguardo può brevemente osservarsi che il principio della trasparenza dell’azione amministrativa, al quale il legislatore della legge n. 241/1990 ha ritenuto di ispirarsi - in esplicito contrasto con il prevalente principio di riservatezza che in precedenza connotava l’attività della Pubblica Amministrazione - si articola essenzialmente nei due istituti della partecipazione al procedimento amministrativo e del diritto di accesso, con la conseguenza che un’interpretazione restrittiva del diritto di accesso finirebbe per porsi in contrasto con la "ratio" stessa che ha ispirato il generale disegno di riforma, frustrando, in buona sostanza, le specifiche finalità perseguite dal legislatore attraverso la disciplina di cui alla legge n. 241/1990.

Qualora si ritenga, invero, che la pubblicità dell’azione amministrativa sia definitivamente pregiudicata dallo spirare del brevissimo termine decadenziale di cui all’art. 25, quinto comma, della legge, l’affermazione contenuta nel precedente art. 1, secondo cui l’attività amministrativa è ispirata, tra l’altro, al principio della "pubblicità" risulterebbe svuotata di ogni effettivo significato e si presenterebbe quale mera affermazione retorica, anziché costituire, come univocamente riconosciuto, la più significativa trasformazione nel rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini a far data dall’approvazione della Carta Costituzionale.

Le considerazioni che precedono impongono, quindi, di interpretare la prescrizione di cui si discute nel senso che, al fine di prevenire un’inflazione del ricorso alla sede giurisdizionale, il legislatore abbia inteso far obbligo all’interessato, decorso inutilmente il termine di trenta giorni dalla pronuncia di diniego, anche implicita, dell’Amministrazione, di sottoporre nuovamente a quest’ultima la propria richiesta prima di adire la sede giurisdizionale, onde consentire all’Amministrazione un nuovo vaglio dell’istanza, in esito al quale la controversia relativa al diritto all’acceso potrebbe anche risolversi nel senso di una sua definitiva composizione.

Parte resistente ha, peraltro, eccepito l’inammissibilità del presente gravame sotto un differente profilo, rilevando che la ****, nella fattispecie, non risulterebbe titolare di alcuno "interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti" che possa giustificare la richiesta di accesso ai documenti sopra indicati ai sensi dell’art. 22 della legge n. 241/1990.

Ad avviso del Collegio, anche tale eccezione deve considerarsi infondata.

Deve, infatti, osservarsi, in linea generale, che l’istanza di accesso inoltrata dall’odierna ricorrente risulta giustificata dalla duplice circostanza che la stessa è insegnante elementare e, al contempo, componente della rappresentanza sindacale unitaria presso il I Circolo Didattico "Pier Santi Mattarella" di Gravina di Catania, con la conseguenza che, in astratto, la conoscenza dei documenti di cui si discute deve considerarsi funzionale al corretto espletamento da parte della **** del proprio ruolo sindacale, ovvero alla tutela delle posizioni relative al particolare rapporto di pubblico impiego che intercorre fra la stessa e l’Amministrazione scolastica.

Venendo al merito della questione, deve osservarsi che, in relazione alla richiesta di cui al punto 1) (copia dell’elenco nominativo dei docenti della scuola elementare e materna distinti per tipologia -curriculari, di sostegno, di lingua straniera, etc. - rimasti titolari di cattedra nel I Circolo Didattico "P. Mattarella" a seguito delle operazioni di dimensionamento di cui alla nota del Provveditore agli Studi n. 33792 in data 30 agosto 2000 per l’avvio dall’anno scolastico 2000-2001), la domanda di accesso formulata dalla ricorrente risulta essere stata già parzialmente soddisfatta dall’Amministrazione, la quale, con nota in data 12 aprile 2001, n. prot. 1291 Posiz. A 26, aveva ha invitato le rappresentanze sindacali a presentarsi presso i locali della Direzione in data 13 aprile 2001 al fine di prendere conoscenza dei dati relativi all’organico del I Circolo Didattico.

Poiché, peraltro, non è chiaro se in tale circostanza l’interessata abbia estratto copia dei documenti attestanti l’organico dell’istituzione scolastica, deve disporsi che l’Amministrazione, qualora la ** in data 14 aprile 2001 non abbia ricevuto copia di tali atti, consenta nuovamente - a tale specifico fine - l’accesso ai documenti di cui si discute.

In relazione ai documenti di cui ai punti 2), 3), 4), 6), 7) e 10) (avviso di convocazione e verbale del Consiglio di Circolo in data 26 aprile 2001; verbale del Collegio dei docenti in data 30 maggio 2001; avviso di convocazione e del verbale del Collegio dei docenti in data 28 giugno 2001, proseguito in data 29 giugno 2001; verbale del Collegio dei docenti in data 27 settembre 2001; verbale del Consiglio di Circolo in data 28 settembre 2001; verbale del Collegio dei docenti in data 22 febbraio 2002 e relazioni in quella sede lette ed illustrate dalle insegnanti ****, ****, **** e ****), il Collegio deve parimenti ordinare all’Amministrazione di consentire all’interessata di estrarne copia, atteso che, come implicitamente riconosciuto dalla stessa Amministrazione nelle proprie difese, per gli atti in questione non è stata consentita in passato alla **** alcuna forma di accesso.

In relazione al documento di cui al punto 5) (motivazione scritta dell’assegnazione dell’insegnante ** ** ** alle classi quinte, Sezioni C e D, per l’anno scolastico 2001-2002), come risulta dai documenti versati in atti dall’Amministrazione resistente (nota prot. 2595 Pos. B.3 in data 8 ottobre 2001 e nota prot. n. 2591 Pos. B.3 in data 9 ottobre 2001), la richiesta della ricorrente deve, invece, considerarsi infondata, atteso che dagli atti indicati emerge che la **** ha ricevuto in copia la documentazione richiesta, come inequivocabilmente attestato dalle sottoscrizioni apposte dalla stessa per ricevuta in calce a tali note (nella seconda della quali si elencano addirittura in modo esplicito i documenti che sono stati forniti in copia all’interessata).

Con ogni probabilità, la ****, nel richiedere espressamente la "motivazione" della propria assegnazione alle classi quinte, Sezioni C e D, per l’anno scolastico 2001-2002 (dopo che, come detto, i documenti relativi erano già stati messi nella sua disponibilità), ha inteso larvatamente lamentare un presunto difetto di motivazione del provvedimento in questione.

Senonchè, come appare di immediata evidenza, lo speciale procedimento giurisdizionale di cui all’art. 25 della legge n. 241/1990 assolve la sola finalità di dirimere le controversie fra Amministrazione ed amministrati in ordine alle questioni relative al diritto di accesso ai documenti amministrativi, mentre ogni ulteriore doglianza relativa alla presunta illegittimità degli atti amministrativi non può che farsi valere attraverso il ricorso agli ordinari strumenti giurisidizionali.

In relazione ai documenti di cui ai punti 8) e 9) (elenco nominativo delle "figure di sistema" - collaboratori, staff della didattica, insegnante vicario, funzioni obiettivo, referenti, etc. - designati dal Collegio dei docenti; elenco nominativo dei docenti incaricati per l’espletamento dei corsi di recupero di cui al mandato del Collegio dei docenti in data 28 giugno 2001; esplicitazione dei criteri adottati per il conferimento degli incarichi e copia delle lettere di incarico ai docenti dei corsi di recupero sottoscritte dal Dirigente Scolastico e indicanti le procedure e le finalità operative e didattiche), deve ugualmente osservarsi che, come risulta dai documenti versati in atti dall’Amministrazione resistente, con nota in data 29 ottobre 2001, n. prot. 2331 Pos. B3/Fp, il I Circolo Didattico ha offerto all’interessata copia della Programmazione dell’Offerta Formativa Educativa elaborata dal corpo docente, la quale è stata ritirata dalla **** in data 21 novembre 2001, come attestato dalla sottoscrizione in calce al documento appena indicato.

Inoltre, anche prescindendo dal fatto che in occasione della riunione sindacale in data 10 aprile 2002 la ricorrente aveva avuto accesso a tutti i decreti di nomina dei docenti svolgenti attività comunque rientranti nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa, va rilevato che, con nota in data 11 febbraio 2002 n. prot. 793/A26, sono stati consegnati alla Orlando tutti i tabulati relativi al personale incaricato di svolgere attività finanziate con il fondo destinato allo svolgimento di tale Piano, con il numero delle ore individuali, distribuite per tipologia di prestazione professionale.

Infine, per quanto concerne il documento di cui al punto 11) (copia integrale del verbale del Collegio dei docenti in data 10 maggio 2002), va osservato che, come in fondo riconosciuto dalla stessa ricorrente, l’Amministrazione le ha già consentito di esercitare pienamente il diritto di accesso e non in modo informale, secondo quanto, invece, affermato dalla Orlando in occasione dello presentazione del presente gravame.

In particolare, come emerge dalle attestazioni in calce alla nota presentata dalla ricorrente in data 11 maggio 2002, prot. n. 2076/B3/A26, la **** ha preso visione del verbale di cui si discute in data 11 maggio 2002, ha ritirato copia di esso in data 1 giugno 2002 e ha ritirato copia dei cinque allegati al medesimo in data 19 giugno 2002.

In conclusione, il ricorso proposto dalla **** deve essere accolto nei limiti e nei termini sopra indicati, cioè in relazione ai soli documenti di cui ai punti 1), 2), 3), 4), 6), 7) e 10) della richiesta inoltrata dall’odierna ricorrente.

Sussistono giusti motivi, anche in ragione della reciproca soccombenza fra le parti del giudizio, per disporre l’integrale compensazione delle spese processuali.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo per la Sicilia, Sezione Staccata di Catania:

1) accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione e, per l’effetto, ordina al I Circolo Didattico del Comune di Gravina di Catania di rilasciare alla Orlando copia dei documenti indicati nei punti 1), 2), 3), 4), 6), 7) e 10) della richiesta inoltrata dalla ricorrente;

2) compensa interamente fra le parti le spese del presente giudizio;

3) ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa;

Così deciso in Catania, nella Camera di Consiglio del 25 settembre 2002.